Divinazione: piccola escursione tra superstizioni e destino

Share Button

Non esistono persone con particolari doti. La divinazione non è appannaggio di pochi eletti: il dono è già dentro ognuno di noi

di Nunzia NoviLuna Bux

 

oracle-cards-437688_640

 

Facebook e superstizione

Quando ho deciso di scrivere un articolo per Athame sulla Divinazione, ho subito pensato che tanto è stato detto in proposito e che sarebbe stato difficile portare qualcosa di nuovo. Con questo pensiero in testa, m’è stato naturale in questi giorni notare tra i post dei vari gruppi che frequento assiduamente su Facebook e in qualche forum superstite della rete, proprio quelli che direttamente o indirettamente facevano riferimento alla Divinazione in particolare ed alla premonizione in generale.

Subito sono saltati all’occhio termini talmente consueti che potrei definire addirittura abusati e che mi hanno dato misura di quante convinzioni quasi superstiziose girino attorno all’argomento: futuro, destino, dono.

Ma lasciate che io faccia un passo indietro per condividere quello che è per me il senso della Divinazione. Divinare, lo dice il termine stesso, significa fare un’azione divina, cioè comunicare con quella IntelligenzaConoscenzaSaggezza che è sottesa, o meglio intrinseca, universalmente a Tutto. Va da sé che è necessariamente intrinseca ad ognuno di noi in quanto parte di quel Tutto. Per questo motivo, prima di ogni altra cosa, divinare significa mettersi in contatto con se stessi, conoscersi profondamente, esattamente come sentenzia a Delfi il Gnōthi seautón (Nosce te ipsum) iscritto nella pietra del Tempio di Apollo che ne fece Oracolo.

Cosa ha a che fare dunque il futuro con la conoscenza profonda di sé? Solitamente, quando siamo presi dai problemi e dalla paura, perdiamo più o meno contatto con la nostra lucidità e questo ci impedisce di vedere chiaramente cosa vogliamo davvero e come ottenere quello che desideriamo. Ci troviamo così impelagati in un labirinto di emozioni contrastanti e trovare l’uscita non sempre è così facile. La divinazione, usando tecniche che inducono una trance lucida, ci permette di concentrarci e centrarci, focalizzandoci in modo costruttivo, più che sul problema in sé, sull’obiettivo da raggiungere. In modo figurato sarebbe come mettersi un paio di ali e potersi sollevare al di sopra di quel labirinto: dall’alto l’uscita è ben visibile e venirne fuori diventa un gioco da ragazzi. Ecco che, il futuro diventa un pochino meno favolistico e più concretamente la soluzione migliore o la conseguenza più probabile alle nostre scelte pregresse.

E dal momento che le scelte sono appunto nostre, in che modo il Destino decide del nostro futuro? A che servirebbe conoscere prima qualcosa che si verificherà ineluttabilmente? L’unica risposta che riesco a darmi a quest’ultima domanda è che, conoscendo prima quello che per forza dovrà accadere, io possa mettermi come si suol dire l’anima in pace. Purtroppo per me, la mia indole non me lo consente ed a dispetto di coloro che sostengono che è pura illusione quella di poter esercitare il libero arbitrio, ritengo che la verità sia da cercare nel mezzo: da una parte è vero che non tutto dipende da noi, ci sono fattori più grandi riguardo molti dei quali siamo del tutto inconsapevoli, ma ci sono anche ambiti più a nostra misura in cui molto possiamo fare nel bene e nel male. Ed è in questi ambiti “micro” che i cambiamenti sono possibili e, dal momento che micro e Macro sono parti del Tutto, un cambiamento significativo nel micro è un cambiamento del Tutto e lo influenza anche nel Macro. In questo modo, noi siamo se non del tutto artefici, quanto meno partecipi di quel destino che ora tanto ineluttabile non è più.

 

Lettura come Leggersi

Allora, impegnarsi periodicamente in una lettura delle proprie profondità interiori diventa un esercizio importante ed imprescindibile per chi sceglie un percorso di consapevolezza e di evoluzione spirituale. Un percorso che, indipendentemente dalla forma più o meno religiosa che prende la spiritualità di ognuno, è personale, tanto più dal momento che la comunicazione tra quella IntelligenzaConoscenzaSaggezza e chi la interroga avviene attraverso un linguaggio in codice. Si perché tutto ciò che è universale usa un linguaggio che non è fatto di parole, ma di immagini significative, simboliche. E’ attraverso le immagini simboliche interiori che comunichiamo nella divinazione. Ci sono due livelli su cui lavorano i simboli, un livello soggettivo ed uno oggettivo. Quest’ultimo è quello che appartiene ad una collettività e può dipendere dal contesto temporale e territoriale. Sto pensando alla mente di razza umana che ha creato i famosi archetipi che sono comuni a tutta l’umanità come il concetto di Madre, per esempio. Questa “mappa” di simboli comuni ha permesso nel tempo ai gruppi umani di sviluppare quelle che sono le varie mantiche (Tarocchi, Rune, i Ching, …). Un secondo livello dicevo è quello soggettivo in cui i simboli sono utilizzati a partire da quelli collettivi archetipici ma si connotano di significati personali, per cui il concetto di “Madre” si caratterizza con la personale esperienza della propria madre e delle aspettative a riguardo. Ne consegue che mappare i simboli personali è altrettanto importante che conoscere i significati archetipici, soprattutto se stiamo interrogando l’Oracolo per questioni che prescindono da affari di Stato come una imminente guerra contro un Paese vicino. Chi se non noi stessi i migliori interpreti della mappa personale? Qui subito mi vorreste contraddire con argomentazioni come il Dono. Leggo ovunque che assolutamente non ci si può leggere le rune o le carte (Tarocchi) da soli, che addirittura non bisogna comprarseli perché sarebbero menzonieri. Analizziamo razionalmente un punto per volta: l’unico motivo per cui sarebbe necessario ricevere gli strumenti divinatori in regalo sarebbe quello di una trasmissione, più che di tanti rettangoli di cartone colorati o di pietre incise, eccetera, di un potere/sapere che passa da maestro/a ad allievo/a. In effetti è plausibile che in passato avvenisse proprio in questo modo, come per altri poteri. Una sorta di iniziazione dunque. Questo sarebbe auspicabile anche oggi, implicherebbe un percorso di studio guidato che male non farebbe a tanti amanti del fai da te. Ma non vuol dire che una buona tecnica non si possa apprendere anche da autodidatti e che forti di questa si possa scegliere lo strumento più adatto autonomamente. Infondo, lo strumento deve confarsi alle esigenze di chi deve usarlo. Per cui, se vi sentite affascinati dalla sfera o dalle sibille o da qualunque altro strumento divinatorio, sentitevi in completa libertà di farlo vostro non solo acquistandolo ma scoprendone tutti i segreti. Divinate soprattutto per voi, imparate i vostri simboli personali oltre che quelli collettivi e se qualcuno vi dice che non siete in grado perché non avete il dono semplicemente rispondetegli che voi sognate! Tutti sognano, anche se spesso non lo ricordano. Ed i sogni non sono altro che lo strumento spontaneo di comunicazione con la parte profonda di sé. Fatti di immagini significative simboliche soprattutto personali e soggettive, talmente intime che anche la “gitana più tradizionalmente e generazionalmente preparata” stenterà a riconoscere. E quale motivo ci sarebbe di fornire tutti di uno strumento divinatorio così potente ed accessibile se questi non fossero alla fine in grado di usarlo? Il dono è già dentro ognuno di noi, quindi non c’è interprete migliore per te di te, infatti tu sogni i tuoi sogni, non la gitana di turno. E come per i sogni, anche per gli altri strumenti divinatori è così. Basta imparare una tecnica che funzioni.

 

Un metodo… maieutico

Negli anni ne ho studiate tantissime di tecniche di trance profetica più o meno profonde e mi sono resa conto che più la tecnica è semplice e lascia lucidità più funziona bene con un numero di persone maggiore. Ho per questo motivo messo a punto un metodo di lettura che definirei intuitivo-maieutico piuttosto facile da applicare a tutte le mantiche, dai Tarocchi, al tema Astrologico, alle Rune, ai Sogni e così via. Consiste nel lasciarsi quasi ipnotizzare dall’immagine/simbolo focalizzandovisi e descrivendola come se la si osservasse per la prima volta o la si volesse spiegare a qualcuno che non ne ha nemmeno l’idea, contestualizzando poi la descrizione a tutto tondo (associazioni di idee, sensazioni, emozioni, ricordi, …) così ottenuta alla situazione problematica che si sta analizzando. Se partecipaste ad una lettura condotta in questo modo, notereste che consultante e interprete coinciderebbero non solo nel caso di una autolettura, ma anche se ci fosse, come nei giochi tradizionali, una persona esperta di riferimento (la cartomante nel caso dei tarocchi o la chiromante per la mano, …). Infatti, l’esperto/a con questo metodo non fa altro che guidare con domande mirate chi consulta l’oracolo in una interpretazione personale dei simboli tramite le immagini che emergono e fargli da specchio, cioè ricostruire la lettura usando le parole chiave dell’interpretazione che chi consulta l’oracolo ha usato.

Per concludere, guardatevi dentro attraverso voi stessi/e, siate uno specchio per voi e per gli altri e soprattutto riflettete^^!

 

Share Button

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *