Cunnigham o non Cunningham… Questo è il problema?

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Pregi e difetti della Guida al praticante solitario di Scott Cunningham… e qualcosa in più!

di Davide Marrè

Ho la ferma convinzione che non esistono libri che non vadano letti a prescindere, tutto è degno di essere letto. Certo esistono libri belli e libri brutti, scritti bene o scritti male, libri che servono in un periodo e che in un altro momento non sono più utili. Confrontarsi con il libro di Scott Cunningham, parlo di Wicca: guida per il praticante solitario,  è quindi inevitabile. Lo è a maggior ragione visto le polemiche che spesso suscita, ma anche per il posto che occupa nella Wicca, quello di uno dei libri più letti, soprattutto da chi è all’inizio.

La semplicità dei concetti espressi lo rendono assolutamente fruibile ad un pubblico di principianti inesperti, soprattutto a livello pratico. Tuttavia il dogmatismo di cui è impregnato il libro, lo rende per certi versi anche uno dei meno adatti ad una prima lettura. Si, ci siamo capiti bene, il dogmatismo…  Cunnigham non lascia mai spazio a dubbi: la Wicca può essere descritta come una religione sciamanica, afferma, nelle pagine iniziali del suo testo. Questa è naturalmente una sciocchezza che viene dall’ossessione americana, di lunga data, di sciamanizzare qualsiasi cosa. La Wicca è figlia della magia rituale, è una religione della magia connessa alle religioni misteriche dell’antichità e ispirata dalla stregoneria storica e dalle religioni naturali. È composita, eclettica nella sua natura. Ovviamente esistono delle tradizioni in cui la Wicca è stata declinata in modo sciamanico, ma la Wicca non è una religione sciamanica. Sarebbe come dire che una delle sue parti è rappresentativa del tutto e non è così.

L’altro grosso problema del libro di Cunningham è il concetto di iniziazione. Per Cunningham è di fondamentale importanza per quei gruppi wiccan che praticano la segretezza. Il concetto di iniziazione è invece importante per qualsiasi gruppo esoterico, per qualsiasi religione misterica e nella forma dell’ordinazione, per la maggior parte dei percorsi che conducono ad un sacerdozio all’interno di una religione. Ovviamente, come ammette anche Cunningham, il percorso di iniziazione è un percorso di trasformazione che richiede anni, se non decenni. Lo fa per poi contraddirsi subito dopo. Per lui basta  sentire un’incommensurabile gioia guardando il tramonto o la levata della Luna, […] o l’energia pulsante della terra nel mezzo di una città, per sapere di aver ricevuto la vera iniziazione (quella vera per giunta). Questo è illudere le persone con le peggiori semplificazioni della peggiore New Age. Certo tutto ciò a un neofita può sembrare molto carino, soprattutto per quella marea di neofiti che hanno bisogno di sentirsi dire che se si meravigliano per un tramonto sono streghe fatte e finite, in connessione con gli dei, che portano ad altre scemenze barocche come wiccan è chi il wiccan fa. Quest’ultima è sì una stupida parafrasi di Forrest Gump, stupido è chi lo stupido fa, ma mentre la stupidità ha una stretta correlazione col fare (e l’azione del parlare), non è tuttavia un culto, almeno non ancora, ma uno stato dell’umana presenza. Ed è fare gli stupidi uguagliare Wicca e stupidità, rendendo poco onore soprattutto alla prima.

Detto questo, va anche sottolineato che come libro di pratica, la Guida al praticante solitario, può essere un ottimo libro. La prima volta che lo lessi (in inglese), avevo già letto libri come, Witchcraft Today, A Witches Bible (Una e non La) e Witchcraft for Tomorrow. Approcciare la Guida di Cunnigham, dopo questi testi, ti mette in qualche modo al riparo dal farsi strane idee sulla Wicca, o quantomeno offre quel minimo di apparato critico sufficiente per prendere ciò che serve e scartare il resto, come si dovrebbe forse fare con qualsiasi testo. Nello specifico “A Bible” è stata tradotta in italiano nei due volumi di cui è composta usciti ai tempi come due libri separati (Eight Sabbats for Witches e The Witches Way), l’ultimo, il libro della Valiente è ancora solo in inglese nel momento in cui scrivo, mentre inspiegabilmente è stata preferita la traduzione di un altro testo, Natural Magic, a mio avviso poco interessante, nel senso che ci sono già lavori di italiani sull’argomento. Stregoneria Oggi è anch’esso disponibile in italiano, nonostante la pessima prefazione e le note, resta però una lettura davvero ostica per un neofita.

Se guardiamo inoltre al contesto, il libro di Cunningham arriva per colmare un’esigenza del grande pubblico, a cui la Llewellyn, una delle principali case editrici esoteriche americane,  ha sempre guardato. Questo desiderio era quello di molte persone di avvicinarsi alla Wicca nonostante non si potesse approcciare una congrega regolare. Offrire una via solitaria (Cunningham non è il primo), è stata ad un certo punto una necessità, ma alcuni autori si sono spinti un po’ troppo oltre, travisando concetti come l’iniziazione. Se nei paesi anglosassoni lo hanno fatto di fronte a tradizioni iniziatiche ben sviluppate che hanno comunque potuto mantenere saldi alcuni paletti. Quello che è accaduto in Italia è stato invece paradossale: prima è arrivato Cunnigham, poi la Wicca come religione misterica e iniziatica. Il carro è arrivato prima dei buoi…

Vorrei riprendere un esempio fatto da Vivianne Crowley nel suo bellissimo testo I poteri della Wicca: l’autoiniziazione è un po’ come tentare di operarsi da soli, certo non impossibile, ma sicuramente assai raro. Allo stesso modo, continuando nella metafora chirurgica, arrivare a certi livelli nel cammino magico è come diventare dei chirurghi, difficile limitarsi alla pratica solitaria. Vi fareste poi operare da un autoiniziato, cioè da un chirurgo fai da te? Ognuno può dare la sua risposta! Questo non significa che se non ho una facoltà di medicina a due passi, non possa dare un occhio a qualche libro di chirurgia!

Si tratta di semplice buonsenso, per cui in primo luogo… mai aspettare! La Wicca è una religione e come tutte le religioni è anche un sapere, è anche una pratica, ha dell’essoterico, ma anche del misterico. Molto si può fare da autodidatta, altre cose no. Esistono quindi pochi buoni consigli che mi permetto di dare, basandomi sulla mia esperienza… con tutti i suoi limiti soggettivi.

Il primo è quello di leggere e studiare e certamente fare i praticanti solitari! Studiate e praticate seguendo le istruzioni che trovate e l’ispirazione dentro di voi, non limitandovi mai ad un testo solo. Quello che manca nel testo di Cunningham, ma che è fondamentale per un praticante solitario, è una buona dose di scetticismo, o se preferite di dubbio metodico! La critica è fondamentale, soprattutto l’autocritica! Se vi si ferma la macchina nel mezzo dell’autostrada, di solito non è un segno degli dei, ma è più spesso segno che vi siete dimenticati di controllarla… e la magia starà tutta nel come reagirete a questo imprevisto! Da quello che imparerete soprattutto.

Il secondo consiglio è quello di trovare persone con cui studiare e praticare se potete, perché il confronto ad un certo punto è fondamentale. In qualsiasi pratica genuina se ne sente il bisogno. A volte gruppi autocostituiti possono arrivare a livelli impensabili, dove i singoli non si sarebbero mai potuti spingere. La capacità di stare assieme ad altri, non è un elemento relativo della Wicca, ma è una base, uno dei fondamenti. La Wicca come ogni religione nasce come pratica di un gruppo, di una tradizione, di una comunità. Se avrete la fortuna di creare un buon gruppo infine non isolatevi, ma comunicate con la comunità che vi circonda. La stessa Natura in questo dovrebbe esservi d’aiuto: essa non favorisce mai i singoli, tendenzialmente non promuove l’individuo e inoltre in natura non esistono sistemi chiusi, più ci si chiude più si rischia di morire.

Il terzo consiglio, se vi è andata bene fin qui, è quello di tentare un percorso iniziatico all’interno di una tradizione riconosciuta. Ormai ce ne sono diverse anche in Italia: tradizione gardneriana /alexandriana, il Tempio di Ara, il Tempio di Callaighe, il Black Forest Clan, ecc. Lo spirito critico sviluppato in un sano percorso solitario vi dovrebbe mettere al riparo da chi ha compiuto l’iniziazione senza fare alcun percorso interiore. Perché è inteso che un rituale di iniziazione in quanto tale non rende la persona migliore o peggiore se non è accompagnato dalla necessaria trasformazione (in questo mi trovo d’accordo con Cunnigham e la maggior parte degli autori wiccan) e da quella preparazione che rende capace la persona di aderire al rituale. Uso una metafora… sarebbe come tentare di pitturare un ferro arrugginito senza prima la dovuta cura… la vernice si scrosterà. Ma non vi sarà difficile se avete compiuto il vostro percorso solitario, se vi siete confrontati con altri come singoli e in gruppo, riconoscere la vernice che si scrosta. Fate il tentativo e poi decidete se esiste una coven o una tradizione che fa per voi o se preferite seguire il più difficile cammino dell’”eremita”.

E con questo ringrazio i tanti che spesso mi stimolano con le loro domande e che mi hanno spinto ad approfondire questo tema. Sicuro che…

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(Itaca di Kostantinos Kavafis)

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1 Response

  1. Bianca Venere scrive:

    Articolo interessante e ”alternativo”. Mi trovo d’accordo su praticamente tutto anche se personalmente avrei usato ”toni” più calmi xDD vabbè io sono io :3
    Scott Cunningham è vissuto in un’epoca in cui c’era ancora tanta chiusura mentale e nonostante questo ha scritto tantissimi libri che sono serviti a tantissimi di noi. Non sopporto infatti coloro che si sono avvicinati alla Wicca leggendo i suoi testi e invece di essergli riconoscenti poi lo schifano a priori perchè hanno scoperto autori con più sapienza e conoscenza andandosi a vantare con i loro amici. C’è da dire che proprio per l’epoca in cui viveva, il fatto di parlare dei ”tramonti e delle farfalline come rappresentazioni della Dea” era anche un modo per non fare spaventare la gente! La stessa cosa un po’ che facciamo noi admn di pagine, cerchiamo di chiarire i Veri punti sulla stregoneria ma in modo calmo, pacato e tranquillo cercando di sensibilizzare e di fare capire che molte sono legende metropolitane e di smentirle dove se ne parla in modo negativo 🙂 ! Io sono una fan di Cunningham, tuttavia anche io ho notato alcune cose ”particolari” come per esempio ne ”L’enciclopedia delle pietre magiche”, manca la labradorite e il quarzo rosa! Due pietre importanti soprattutto il quarzo rosa che è anche più conosciuta ma perchè? Perchè a quel tempo ancora molte proprietà magiche delle pietre non erano state studiate a livello di cristalloterapia!
    Io credo che comunque si debba sempre essere grati per il lavoro svolto da questi autori! Anche a Dorotohy Morrison: i suoi esercizi per entrare in comunione con l’Athame e per sentire la sua energia sono tutto tranne che semplici esercizi, ma veri e propri incantesimi che per un neofita io sconsiglierei all’istante….nonostante questo il suo lavoro è comunque da lodare esattamente come quello di Cunningham nonostante i ”difetti” 🙂 io credo che i suoi libri possano essere presi come punto di riferimento per il neofita, basta che poi quest ultimo faccia ricerche per conto suo, legga altri libri e che trova il SUO proprio cammino spirituale 🙂
    Tutto questo per dire che SI’! E’ vero che il nostro Scott non è mai stato perfetto ma cerchiamo comunque di apprezzare la sua buona volontà ehehehe 😀

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