Il credere non è uguale all’iniziazione

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Il credere non è uguale all’iniziazione[1]

 

di Seamus McKeon (traduzione di Carmelo Moretti)[2]

 

La Wicca non è il cristianesimo. Accettare la Dea come tua Signora e Salvatrice non ti renderà automaticamente un wiccan. Accidenti, nella maggior parte dei casi, anche credere in Gesù Cristo, non ti renderà automaticamente un cristiano, perché per esserlo è richiesto il battesimo, il quale a sua volta necessita (pensa un po’) persino di un vero e proprio cristiano che ti battezzi! Riti di passaggio, riti di ingresso, ordinazioni e iniziazioni sono tutti termini per processi simili, i quali portano un individuo all’interno di un gruppo religioso e necessitano di “un altro”, a sua volta, già iniziato. Così come non si può diventare un prete cristiano per auto decreto, allo stesso modo non ci si può iniziare come sacerdote della Wicca, in quanto tutto ciò viene fatto per noi, da qualcun altro che ci ha preceduto.

Non posso iniziare me stesso alla Massoneria o in una confraternita qualunque, ma questo non significa che travestendomi, io non possa risultare vestito tale e quale ad un rincoglionito fanatico di una confraternita. Potremmo sembrare molto simili, seguendo alcuni tristi modi di fare tipici degli anni ’90. Ma uno sarebbe già un membro della confraternita e l’altro … boh, probabilmente lo potrebbe diventare: chiedendo l’ingresso, impegnandosi, bevendo fino allo sfinimento, per poi essere iniziato[3].

Molti di coloro che si definiscono pagani e che si approcciano alla Wicca, ma che non sono iniziati, hanno la falsa percezione che possono auto-consacrarsi alla Wicca e che possono diventare sacerdoti o sacerdotesse, soltanto leggendo qualche libro e decidere di “sentirsi tali”. La cosa più triste è che questi individui sono quelle stesse persone che non sanno neanche che: nella Wicca viene usato un “certo” Libro delle ombre (in diverse forme che variano leggermente a seconda della corrente Gardneriana, o una sua derivazione, come la Alexandriana, e dal luogo in cui ti trovi); che abbiamo tutti gli stessi riti, eseguiamo gli stessi o simili Sabbat, i quali rievocano la mitologia dei nostri comuni Dei; che eseguiamo rituali strepitosi e sempre unici, durante le lune piene, nonostante condividiamo anche una liturgia apposita, ogni volta che ne abbiamo bisogno. In questo modo la probabilità che la nostra pratica diventi stagnante e noiosa è minima. I nostri rituali sono come la fase di preparazione sul trampolino, dal quale potremmo decidere di eseguire una capriola, un avvitamento o un tuffo ad angelo o persino schiantarci di testa e sprofondare nella merda, pagando il prezzo per qualcosa di cui non eravamo assolutamente pronti. Dopotutto, siamo tutti umani e non possiamo pretendere di essere Greg Louganis[4] (anche se ognuno di noi dovrebbe SEMBRARE il Greg Louganis delle olimpiadi durante gli anni ’90).

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Questa tipologia di Wiccan IRAB (I read a book – ho letto un libro) sono anche spesso i primi, i più accaniti e i più pressanti nel cercare di affermare interpretazioni errate di alcuni dei nostri insegnamenti, nel tentativo di controllare e frenare altre streghe; un atteggiamento che, a quelli come noi che sono già iniziati, sembra davvero sciocco. Così come sappiamo che non c’è una legge universale o regola del ritorno e anche che la Rede Wicca è composta da soltanto 8 parole e che consiglia, non impone. Così come siamo a conoscenza che per diventare parte della Wicca non basta solo leggere, meditare e interiorizzarne la cultura.

La maggior parte di noi deve cercare e la stragrande maggioranza di noi in effetti lo fa[5]. Ed è anche vero che ci sono alcune streghe che sono state veramente fortunate da ritrovarsi una “coven della porta accanto” o giù per la strada, o magari numerose coven nella stessa città (mi riferisco proprio a voi, di Louisville, Kentucky, o di Sandwich, Massachusetts, a metà della costa sud del Massachusetts, e a Salem).

Ma una parte fondamentale per ognuno dei nostri sentieri da strega è quello che di solito viene definito il “ritorno a casa” nella Wica[6]. E’ una sensazione che tutti noi condividiamo, un qualcosa che ci accomuna tutti. Ci vuole tempo, dedizione e perseveranza e quando finalmente si concretizza nell’iniziazione, la sensazione di essere riusciti a ritornare a casa, è praticamente tangibile. Siamo ritornati un’altra volta in famiglia e questo non è altro che una delle chiavi per risvegliare la magia insita in noi stessi e nei mondi tra i quali stiamo a cavalcioni.

Dunque il primo passo verso l’iniziazione è quello che noi chiamiamo il “cercare”. No, questo non significa salire sulla scopa e dare la caccia ad una sfera dorata volante chiamata boccino[7]. Non significa neanche ricercare false verità per poi spacciarle per veritiere, e credetemi, siamo capaci di farlo, per capire basta soltanto chiedere di Aidan Kelly[8]. La ricerca avviene quando in maniera propositiva si iniziano a cercare le persone giuste per noi stessi.

Molte volte questa ricerca viene fatta su internet, passando al setaccio Witchvox.com, gruppi Facebook, Twitter e tonnellate di altri luoghi. Un botto. Non c’è alcuna garanzia che tu possa trovare qualcosa di neppure lontanamente utile, ma è proprio lì che giace parte del mistero. Ti potrebbe capitare di non trovare per molti mesi o anni, una coven che si trovava proprio nelle tue vicinanze,  prima che i tempi siano maturi per te, prima che tu la noti e la trovi e che finalmente la consapevolezza di tutto il ricercare che ne hai fatto, non venga sbattuto dentro la tua coscienza. Potresti non trovare una coven nel raggio di 500 miglia. Forse dovrai prendere aerei, treni, guidare per grandi distanze, perché hai davvero bisogno che tutto si realizzi e perché tu senta che ne valga la pena. Ciò richiede sacrifici. Queste cose sono già accadute a molti di noi: alcune persone hanno volato regolarmente, per anni, dalla Polonia all’Inghilterra per poter avere il training, l’istruzione necessaria. Alcune persone, invece, hanno solo dovuto attraversare l’isolato! Ma la Wicca c’è persino in Tasmania. TASMANIA! PER AMOR DEGLI DEI! Ho perfino sentito di uno di noi che è stato in Antartide. Uno con le palle!

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La ricerca è un qualcosa che nasce dentro di noi. A chi dobbiamo rivolgerci quando desideriamo trovare altre streghe? Gente sconosciuta su internet prende iniziative alquanto affascinanti, creando strane situazioni; ma davvero, i primi a cui dovremmo rivolgerci sono gli Dei. Non sai quali siano i Loro nomi tradizionali? Non preoccuparti, Loro sapranno ascoltarti. Noi abbiamo il “monopolio” su come chiamarli, ma anche se Li chiamiamo, non controlliamo la Loro abilità di ascoltare altre streghe che cercano la via per ritornare ad Essi.

In effetti, noi contiamo su questo, che essi vi guidino. Chiedi agli Dei. Traccia il cerchio, accendi le tue candele e lancia Loro un appello onesto e sincero affinché ti guidino nella giusta direzione, ti portino dalle giuste persone e portino le giuste persone da te. Quando si ha un reale bisogno e si chiede l’aiuto degli Dei per riuscire ad ottenere un onesto risultato, si riesce a realizzare una magia straordinaria, specialmente se ciò ti avvicina a Loro e al Loro servizio. La Taumaturgia può essere divertente, ma la Teurgia è dannatamente straordinaria.

Un incantesimo per cercare una coven dovrebbe essere il primo pensiero logico e uno dei primi passi quando si è impegnati nella ricerca. Alcune streghe decidono di inglobare tutto ciò in un rituale per loro stesse, comunemente riconosciuto come dedicazione. Si dedicano ufficialmente verso lo studio dell’Arte per un certo periodo di tempo, spesso fatto di un anno e un giorno, perché questa è la tipica quantità di tempo minima, che una coven aspetta per poter conoscere un cercatore e vice versa. Quando si frequenta una persona in ciascuna stagione, ci si fa un’idea di chi si vuole unire al gruppo e se sia compatibile con esso.

Una dedicazione non è un’iniziazione ma è un punto d’inizio verso essa. Un incantesimo per assisterti, rafforzare la tua risolutezza, per garantire l’intuizione e portare una persona vicina agli Dei, è una grande idea, specialmente quando non ci aggiungi dettagli stringenti e chiedi Loro di aiutarti a far sì che Loro ti ritengano adatto. La magia con la guida dei nostri Dei può compiere tanto.

Nonostante gli incantesimi e la magia siano una questione di visualizzazione e di un intenso potenziamento della propria visualizzazione con energia e intenzione, NON C’E’ NESSUN INCANTESIMO CHE TI INIZI MAGICAMENTE DA SOLO, SECONDO LA TUA TESTOLINA O IL GIUDIZIO DI TUA MADRE, MENTRE MAGARI TUTTI SONO IN CHIESA. Per essere iniziato dovrai passare per il rito di iniziazione Wiccan presente nel Libro delle Ombre. Dannazione, persino se tu volessi percorrere un sentiero eclettico che non utilizza completamente riti wiccan, devi provarci: l’iniziazione sarà sempre necessaria per essere un membro di qualsiasi forma di Wicca, persino se si fanno cose sciocche e non wiccan, come tenersi i vestiti addosso!

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La parte difficile è che le opzioni sono limitate da ogni cosa, a partire dall’età, sino alla posizione geografica, nella maggior parte dei casi dipendente dalla possibilità di spostarsi e ciò implica anche da quanto si guadagna e dai mezzi di trasporto. Se una di queste cose è abbastanza da costituire per te una barriera, allora è proprio lì che è meglio concentrare i propri sforzi. Non hai sufficienti soldi per un abbonamento dell’autobus? Lavora sulla magia per la prosperità, trova un lavoro migliore o un lavoro in più e costruisciti la via per avere una tua macchina, come mezzo per raggiungere la tua coven. Chiedi aiuto agli Dei. E’ necessario che tu sia il cambiamento che serve, per far sì che la magia ti aiuti, perché gli Dei aiutano chi, in primis, aiuta se stesso. Gli Dei possono anche darti una mano a procurarti un abbonamento per l’autobus. Lo so, perché sono stato quello che ha sborsato 80 $ per permettere ad un amico di essere presente nel cerchio in modo continuo. Dopotutto, siamo una famiglia.

La parte grandiosa è che ne vale la pena. La parte migliore è che l’iniziazione in “The Wica avviene con la famiglia. Diventi un fratello o una sorella nell’Arte e avrai fratelli e sorelle di coven! E in più una reale fottuta tonnellata di fratelli e sorelle dell’Arte sparsi nel mondo, che spesso si riuniscono e magari vi incontrerete al Pantheacon[9]; ti inviteranno magari a casa loro, che ne so… nei Paesi Bassi[10] e solitamente ti tratteranno benissimo, per nessun’altra ragione, oltre al fatto che possiedi qualcosa di unico rispetto al comune: una devozione all’Arte, ai nostri Dei e una forza di volontà tale, da farti sentire sempre a casa in mezzo a tutti noi. L’iniziazione è il benvenuto ed è anche una trasformazione. La consiglio vivamente. Quindi non essere stupido. Alzati e comincia a cercare.



[1]Testo tratto dal blog ‘Gardnerians. No one speaks for all of us, but some are louder than others’.  https://gardnerians.wordpress.com/2015/09/04/belief-does-not-equal-initiation/

[2]N.d.T. Traduzione su gentile concessione dell’autore.  Seamus McKeon è un gardneriano che vive in California e che ci porta il suo tipico e simpatico punto di vista di americano della West Coast su molti temi tipici della Wicca.

[3]In questo caso l’autore fa riferimento alle tipiche confraternite presenti in molti college universitari del suo paese,  l’accesso alle quali prevede quasi sempre un rito di iniziazione abbastanza goliardico, durante il quale non è escluso l’uso abbondante di alcol. I membri si distinguono spesso tra di loro indossando dei tipici abbigliamenti

[4]Celebre tuffatore olimpionico americano, vincitore di innumerevoli medaglie e premi

[5]N.d.T. Il tema della ‘Cerca’ (the Quest) la ricerca spirituale o eroica, e dell’essere ‘cercatori’ (seekers), ha rilevanza nella nostra cultura occidentale da molti secoli e ritorna nella Wicca, in una dimensione magari più ridotta, anche nella semplice ricerca di una coven dove entrare, per poi continuare assieme ad altri il proprio sentiero

[6]Wica, con una ‘c’ sola, come diceva Gardner

[7]Qui ovviamente l’autore fa riferimento ai romanzi di Harry Potter, dove nel gioco del Quidditch il cercatore (seeker), a cavallo di una scopa, cerca di acchiappare il boccino d’oro (Snitch). Subito dopo c’è anche un gioco di parole intraducibile, Snitches get stiches, per significare che la cerca non deve tradursi nello spiare, altrimenti si resta bastonati… sia chi fornisce informazioni non dovute, sia chi le cerca in modo fraudolento

[8]Aidan Kelly è un autore americano molto controverso. Wiccan a fasi alterne, critico feroce sulle origini mitiche della Wicca, da un lato ha cercato di smontare completamente Gardner, affermando che si fosse inventato tutto, dall’altro, proprio grazie alle sue approfondite ricerche documentali, ha aperto tutto un nuovo filone di ricerca, che per paradosso ha portato a scoprire che Gardner non si era inventato affatto la New Forest Coven dove venne iniziato

[9] Uno dei numerosi congressi o conferenze wiccan o neopagane, che si tengono con regolarità in varie parti del mondo

[10]Esperienze effettivamente capitate all’autore

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