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Wicca e pseudowicca: ai confini della moderna stregoneria pagana

La stregoneria solitaria e Scott Cunningham un viaggio per comprendere che cos’è una religione misterica nel mondo contemporaneo.

Spiegare la Wicca in due parole non è semplice, siamo abituati a forme di religiosità immediatamente definibili e con dei riferimenti precisi come il cattolicesimo che ha le sue chiese, il suo papa, il suo testo sacro, il suo catechismo. La Wicca non possiede un testo sacro. Esiste un libro di riferimento delle origini, il Libro delle Ombre, su cui si basano almeno i rituali della Wicca tradizionale, quella più strettamente legata al suo fondatore Gerald Gardner.

Nella Wicca, almeno in Europa, non esistono chiese wiccan, ma una moltitudine di gruppi di praticanti, cioè congreghe, cerchi, corti. Non esiste un’autorità centrale, ma al più una serie di associazioni e organizzazioni. In Italia per esempio abbiamo il Circolo dei Trivi, il Tempio di Callaighe, il Tempio di Ara, il Tempio “Morrigan e Cernunnos”, l’Unione Comunità Neopagane e la Pagan Federation International italiana. E diverse persone che dentro e fuori queste organizzazioni hanno una loro ‘autorevolezza’.

Accanto a queste organizzazioni, c’è la moltitudine dei cosiddetti solitari… ma per comprendere la genesi di questo fenomeno dobbiamo fare un passo indietro.

La nascita dei solitari

Gli anni ’70 e ’80 sono stati il periodo di massima diffusione della New Age, ma anche il periodo di un’intensa produzione editoriale. La domanda di accesso alla Wicca superava di gran lunga la disponibilità delle congreghe e delle tradizioni esistenti in America. Mentre la Wicca in Inghilterra gravitava fondamentalmente attorno alle due tradizioni orginarie, mantenendo un’allure di segretezza, negli Stati Uniti si diffondevano sempre di più non solo pubblicazioni dedicate a un pubblico di solitari, ma anche i festival pagani.

Nel 1974 Buckland uscito dalla tradizione gardneriana pubblica The Tree: the Complete Book of Saxon Witchcraft, cercando di venire incontro alla crescente esigenza del pubblico e creando di fatto una tradizione a cui si accedeva per autoiniziazione, quella che lui chiamava autodedicazione e che corrispondeva di fatto all’iniziazione del primo grado. Nella seax-wica, gli autoiniziati possono creare la loro coven e inizare. Si crea così uno strano mix di iniziazioni e auto-iniziazioni. Successivamente Buckland accosta a questa tradizione un corso per corrispondenza. E la tradizione si evolve in un miscuglio di gruppi iniziati dallo stesso Buckland rendendo di fatto al seax wicca un calderone misto.

Nel successivo libro del 1986, Buckland’s Complete Book of Witchcraft, verrà riproposto il discorso dell’autodedicazione in un modo più  strutturato e generale. Per la prima volta nella Wicca viene presentato il concetto di autoiniziazione e la Seax Wica è una forma di paganesimo di ispirazione sassone non-misterico. Seguendo il discorso fatto precedentemente si finisce in una forma di spiritualità neopagana solitaria perché si perdono tre tratti caratteristici della Wicca che sono la componente misterica, la linea iniziatica e per lo più anche il gruppo.

I libri di Buckland restano dei testi interessanti per imparare. L’intento di diffondere la Wicca su larga scala sembra legato allo spirito new age del tempo, ma nessun libro fa di una persona una strega, come amano ripetere tra l’altro alcuni solitari, aggiungo che nessun libro fa di quella persona un iniziato, né tantomeno un iniziato alla Wicca. Certamente la Seax witchcraft, chiamiamola così, è una forma di stregoneria, un’entità dai confini più duttili, ma è difficile pensare che sia una forma di Wicca. Anche Doreen Valiente del resto nel suo libro Witchcraft for Tomorrow propone un rituale di autoiniziazione alla stregoneria (e non alla Wicca).

Buckland nel suo libro si chiede quanto l’autoiniziazione sia valida… per lui è ovvio che non ci si possa iniziare alla tradizione gardneriana, ma la tradizione gardneriana è la tradizione originaria della Wicca, se cambi il concetto stesso di iniziazione, e quindi di trasmissione, stai ancora praticando la Wicca? La conclusione di Buckland rispetto all’iniziazione è oviamente ambigua: spostando il discorso dalla Wicca alla stregoneria, per Buckland se desideri diventare una strega e adorare gli antichi dei, l’autoiniziazione è valida. La stregoneria ha avuto anche storicamente molteplici declinazioni e interpretazioni, è un insieme di pratiche molto diverse tra loro, e la strega è qualcosa di difficilmente definibile. Non sto spostando il problema se dico che certamente ognuno può ritenere se stesso una strega o un mago, ma che nella Wicca esiste una struttura. Se cambi quella struttura non stai più facendo Wicca.

 

Scott Cunningham

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Scott Cunningham

Rimanendo attorno alla questione dell’autoiniziazione e della pratica solitaria, parliamo di colui che l’ha sdoganata completamente. Non mi aspetto che quello che dirò trovi un ampio consenso, in passato io stesso ho trattato la questione dei ‘fedeli’ di questo autore con una maggiore comprensione, ma credo che al di là dei facili entusiasmi, sia semplicemente una questione di buon senso.

E’ una contraddizione in termini parlare di una pratica esclusivamente solitaria di una religione essoterica e lo è ancora di più in relazione alle religioni misteriche, ma sfiora l’assurdo se questa pratica è proposta da una persona che sostanzialmente non è mai appartenuta a quella corrente religiosa ed esoterica.

Le cose che dirò su Scott Cunningham sono prese in particolare dalla sua biografia The Magical life of Scott Cunningham di Donald Michael Kraig. In questo stesso testo si chiarisce a partire dall’inizio che Scott Cunnigham usava i termini witchcraft (stregoneria) e Wicca come sinonimi, come è avvenuto tra vari autori per un lungo periodo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80. In un altro libro uscito nello stesso anno di Wicca: A Guide for the Solitary Practitioner, che si intitola The truth about witchcraft today, Scott parlando della diffusione della Wicca, né parla in realtà facendo riferimento sia alla Wicca in senso stretto che più genericamente alla stregoneria. Questo dovrebbe bastare a chiarire la confusione: i testi di Scott, parlano di stregoneria, in chiave contemporanea, qualcosa di non assimilabile alla Wicca.

Andando a fare un viaggio più profondo nella sua biografia e nel caos dei movimenti religiosi statunitensi degli anni ’80, possiamo comprendere anche di più. Scott Cunningham faceva di lavoro lo scrittore su commissione, anche se il suo primo libro sulle erbe, riguarda una delle sue passioni, appunto le piante, ma anche la magia popolare. A questo libro del 1982 ne seguono una moltitudine di altri nei successivi anni, un secondo sulle erbe, sulle gemme, sulla casa magica, sui profumi, ecc. tutti per la Llewellyn Publications, oggi la più nota casa editrice del settore magico esoterico statunitense.

Nulla delle sue iniziazioni appare nella biografia scritta dal suo coinquilino, solo sull’ Encyclopedia of Wicca & Witchcraft (targata Llewellyn) di Raven Grimassi si afferma che Scott aveva seguito la stregheria di Raven e che fu iniziato a due gruppi nel 1981 il Reorganized Traditional Gwyddonic Order of Wicca, e l’Ancient Pictish Gaelic Tradition.  Inoltre venne iniziato agli American Traditionalist Wicca.

Ovviamente Grimassi parlando di se stesso, è una fonte corretta, nel 1979 Scott aveva iniziato a prendere parte alle lesioni sulla stregoneria italiana di Raven Grimassi presso presso l’Ye Olde Enchantment Shoppe a San Diego. Raven e Scott divennero amici, e nel 1980, Scott fu iniziato alla tradizione aridiana della stregoneria italiana, un sistema formato da Raven quello stesso anno. La tradizione aridiana consisteva in una costruzione di elementi wiccan misti alla stregoneria italiana da cui Scott si staccò per sviluppare una sua visione della stregoneria.  Sappiamo invece quanto è stato contestato negli anni Grimassi.Del Reorganized Troditional Gwyddionic Order of Wicca si hanno pochissime notizie, la fonte principale è Religion in america: A directory che riporta questo gruppo come esistente a Honolulu e nella sua biografia si dice che fu coinvolto da alcune persone che avevano un gruppo che praticava alle Hawaii. Scott iniziò a visitarli e il suo naturale fascino per la ricerca lo portò allo studio della magia naturale locale che si trova nella storia, nelle leggende e nella tradizione hawaiana. Fece diversi viaggi all’anno alle Hawaii. Certamente si tratta dello stesso gruppo, ma senza dubbio si tratta di un gruppo autocostituito che mischiava elementi wiccan, probabilmente letti sui libri, con la magia hawaiiana. L’Ancient Pictish Gaelic tradition è un altro gruppo di cui si hanno pochissime tracce. Un riferimento si trova sulla biografia dello stesso Raven Grimassi che parla di Brittic Wicca e Gaelic-Pictish tradition, mentre nel libro di Viktorija Brigg, A Witch’s Craft Volume 2: A Witch’s Book of Correspondences, lo si cita come Ancient Pictish-Gaelic Way, a cui Scott sarebbe stato iniziato il 7 giugno del 1981. La maggior parte della cosiddetta Pictish Wicca e affini, sono gruppi autocostituiti che si rifanno alle più varie fonti, riprendendo il sistema autoiniziatico della Seax Wica, (esiste anche un esempio nostrano di gruppi autocostituiti sul modello Buckland di Seax Wica) oppure autori che confondono i termini wicca e witchcraft. Mentre la Brittic Wicca, un mix di stregoneria basca e wicca, sembra esistere solo nella mente fantasiosa di Raven.Stesso problema per gli American Traditionalist Wicca, sempre gruppi autocostuiti ispirati dal lavoro di Gardner…  sempre ammesso che Scott avesse il tempo per frequentare tutti questi gruppi.Qualcuno su internet riporta senza alcuna fonte che Scott fu un membro della Serpent Stone Family, ma questo è altamente improbabile, la sua iniziazione sarebbe avvenuta nel 1991, quando Scott aveva già dei problemi di salute (morì nel 1993 senza riprendersi mai). In ogni caso successiva alla pubblicazione del suo libro sulla pratica solitaria.Scott Cunningham in sostanza fu quello che proponeva nei suoi scritti, uno stregone solitario ed eclettico fai da te.

Molto spesso si chiede perché i libri di questo autore vengano ormai apertamente sconsigliati. Da una parte perché ci sono una moltitudine di mistificazioni, molte certamente figlie dei tempi in cui scriveva, come la sovrapposizione tra Wicca e stregoneria. Dall’altra ciò che infastidisce dei libri di Cunningham sono i ‘sofismi’ e la supponenza… come chiedersi chi avrebbe iniziato la prima strega, oppure se in ultima istanza sono gli dei a dare un’iniziazione e non gli uomini… chi sarebbe più autorevole? Per rispondere a Scott: la divinità ovviamente e quando verrà a dirmi che ha iniziato questo o quella certamente gli crederò.

 

Consigli pratici

Non c’è dubbio che, anche indipendentemente da Cunningham, si possa parlare di forme di stregoneria solitaria ispirate alla Wicca e alle sue tradizioni. Per sua natura la stregoneria è eclettica e nel corso dei secoli questo termine è stato applicato alle più disparate forme di magia e a volte anche all’idea di un culto religioso. La Wicca è però una particolare forma di religione e anche il modello di stregoneria a cui è legata idealmente e praticamente, si è ispirato ai libri della Murray che ci regalavano l’idea, corroborando il mito di fondazione, di un ‘culto delle streghe’ di tipo iniziatico e misterico. La strega solitaria, il mago solitario, certamente esistono, ma sono un’altra cosa.

Il libro di Scott Cunnigham sul praticante solitario certamente può introdurvi a sviluppare una qualche forma di spiritualità neopagana con dei risvolti pratici legati all’universo della magia più che della religione, ma la Wicca, l’esoterismo e le religioni misteriche sono un’altra cosa.

Il fatto che la figura del wiccan solitario non esista, non significa che chiunque non possa iniziare da subito il suo percorso attraverso il cancello del neopaganesimo per attraversare le strade della magia e della stregoneria e forse approdare alla Wicca e ai suoi misteri.

Ci sono una moltitudine di libri che vi avvicineranno al paganesimo contemporaneo e a quello antico, alla magia e all’esoterismo, alla stregoneria storica e alla magia popolare. Un’ottima base per percorre il cammino. L’idea di diventare un praticante di una religione in un giorno, una settimana o un mese è del resto molto semplicistica e figlia di tempi in cui non si vuole fare nessuno sforzo di ‘conoscenza’. Non si diventa buddisti in dieci lezioni, né induisti e neppure sciamani e chiunque vi dirà il contrario mente a voi e forse anche a se stesso.

di Davide Marrè


Alcune letture sulla Wicca tradizionale

Lo studio della Wicca di Debora Lipp, Armenia

I poteri della Wicca di Vivianne Crowley, Armenia

La bibbia delle streghe, vol 1 e 2 , di Janet e Stewart Farrar, Anguana

Wicca tradizionale di Thorn Mooney, Armenia (in uscita il 24 aprile 2019)

 

Il sacerdozio e la visione: il cammino della Wicca

Non tutti siamo nati per fare i sacerdoti della Wicca, ma non per questo la Wicca non può essere una religione anche per i profani.

di Davide Marrè

Se si diventa cattolici (o cristiani) col battesimo che avviene in uno stato di totale inconsapevolezza e ‘ignoranza’, infondo si può ben diventare wiccan con un libro e un’autodedicazione (o una dedicazione)… Un conto è essere wiccan, un conto è essere sacerdoti wiccan (per cui occorre un cammino iniziatico).


La definizione di wiccan
Mi rendo conto che esistono due interpretazioni distinte… quello di una minoranza, nella Wicca tradizionale europea si è wiccan solo dopo l’iniziazione, e tutti gli altri sono definiti ‘pagani’, e quello di una maggioranza, la Wicca americana, dove si opera la distinzione tra sacerdoti wiccan e l’ampio pubblico degli eclettici wiccan (D. Lipp).
Io ho sempre preferito questa seconda versione, anche se troppo spesso wiccan eclettici e solitari senza alcuna esperienza si arrogano il diritto di insegnare e pontificare, dando un’immagine grottesca di questa religione. Ma è un male necessario: che senso ha un sacerdozio senza una comunità di riferimento? Diventa un puro e semplice ‘cenobitismo’ (con tanto di regola presente nel Libro delle Ombre).

Il sacro e il profano
Non tutti dobbiamo diventare sacerdoti, ma a tutti deve essere permesso di avvicinarsi agli dei e alle festività stagionali in una forma ‘comunitaria’, religiosa e non semplicemente spirituale. La spiritualità è qualcosa che il singolo vive quando pratica per esempio un’autoconsacrazione, la spiritualità è qualcosa di libero ed individuale, un’esperienza che può anche essere particolarmente profonda. Quando sentiamo però il bisogno di condividere la nostra spiritualità e le nostre esperienze mistiche, entriamo nell’ambito del religioso, perché cerchiamo il legame con altre persone. Lucrezio, anche se in un’accezione negativa parla di religione come dei legami che uniscono gli uomini a certe pratiche (religare), mentre Cicerone afferma che  coloro che riconsiderano con cura e, per così dire, ripercorrono tutto ciò che riguarda il culto degli dei sono chiamati religiosi da relegere. Nell’una o nell’altra accezione il fenomeno religioso ha un carattere collettivo.
Se la Wicca è una religione, ancorché misterica, a tutti deve essere concesso di avvicinarsi a quelli che sono i più semplici di questi misteri: per esempio il ciclo della Ruota dell’Anno che illustra i misteri del ciclo vitale e della Natura a cui ognuno può accostarsi. Ma anche l’autoconsacrazione, cioè l’instaurare un rapporto personale con il divino, la ritualità personale, o la più complessa dedicazione che è iniziare a percepire una corrente magica e un flusso di energia, fanno parte di questi misteri minori, che possono essere colti da molti.

Il sacerdozio
Il sacerdozio non è per tutti. Significa penetrare misteri più grandi, spostarsi dall’essoterico all’esoterico, misteri che comportano più grandi sacrifici. Oltre ai diversi gradi di profondità in cui si esprimono con l’iniziazione che il sacerdote affronta, gradi di conoscenza di se stessi e del proprio rapporto con l’Universo e con gli Dei, un Sacerdote wiccan deve farsi carico di almeno uno di questi tre elementi: la liturgia (la celebrazione per gli iniziati o per i profani, o entrambe), il servizio (rendersi disponibile per la comunità, quella degli iniziati o quella dei profani, o entrambe), e il più ostico, l’insegnamento (agli iniziati e ai profani che lo richiedono). Non tutti i sacerdoti debbono essere versati in tutte queste attività e ognuno ha i suoi doni che impara a esprimere nel corso del tempo attraverso la conoscenza. Quella conoscenza che nella nostra tradizione è rappresentata dalla spade, l’elemento aria: ogni conoscenza comporta sempre un cambiamento e ogni cambiamento è sempre foriero di uno ‘stress’, di un’uscita dalla posizione di confort. ‘Per imparare devi soffrire.’ 

La via del dare

Ognuno dei tre elementi indicati, liturgia, insegnamento, servizio, comporta un’attitudine fondamentale, la propensione verso gli altri e verso il Cosmo. Amare la Natura può sembrare semplice (non lo è), ma aprirsi agli ‘altri’ è la cosa più difficile. All’inizio spesso si rivela uno scoglio insormontabile: molte persone credono che gli altri debbano risolvere i loro problemi e che la religione sia una facile soluzione alle crisi esistenziali o a problemi più concreti. Non comprendono la loro chiusura al Mondo: persi nelle mille voci dei loro problemi personali non si fermano mai a chiedersi perché il Mondo dovrebbe fare qualcosa per loro. Solo noi abbiamo la chiave dei nostri problemi, comprendere quello che possiamo dare e non quello che dobbiamo prendere, è un passo fondamentale verso l’altro. Una domanda che risolve molti problemi: quando si finisce di chiedersi che cosa può fare per me la Wicca e si passa al ‘che cosa posso fare io per la Wicca’.

Armonia
Stare insieme in armonia in una religione che muove i primi passi, è naturalmente impossibile… è come chiedere a un vulcano in eruzione di calmarsi un attimo. C’è troppa energia: l’energia degli inizi. Si creano gruppi, piccoli comunità in rapido cambiamento, luoghi di aggregazione, templi, gruppi di studio, coven, C’è bisogno di rapida selezione, di distinguo, di definizioni, di scritti, di pensamenti e ripensamenti, di scissioni, riavvicinamenti, anatemi, bandi, guerre e riappacificazioni. La storia delle religioni e costellata di questi ‘grandi’ momenti iniziali. Eppure dopo le esplosioni anche la lava segue i suoi fiumi e anche distanza di pochi anni è possibile scorgere delle correnti e dei flussi. Non è dato sapere quale di questi flussi spegnendosi darà origine a un bosco o quale accostandosi al mare dei gas venefici. Non ha importanza, in questa fase l’armonia è la consapevolezza che ognuno in questa esplosione ha un ruolo, che ognuno cerca di agire per il meglio… l’armonia allora diventa la visione di qualcosa di più grande ed è quando si riesce a tratti a condividere questa visione immensa che l’esplosione comincia a pacificarsi.

L’esoterismo protegge se stesso

La maggior parte delle correnti misteriche come la Wicca e altre forme di neopaganesimo, ma anche le correnti esoteriche più diffuse, nonostante la disponibilità di testi, rimangono inaccessibili.

di Davide Marrè

Nonostante la moltitudine di libri che oggi si può leggere su qualsiasi argomento di stampo esoterico, la maggior parte dei principi che vengono espressi da qualsiasi corrente che possa definirsi realmente esoterica rimangono inaccessibili. La Wicca stessa, se intesa come religione misterica, è spesso una pratica (se pratica c’è) lontanissima dalla Wicca che viene praticata dai cosiddetti eclettici o solitari.

La segretezza

Può essere che molto sia dovuto al fatto che molto del materiale di alcune tradizioni, sto pensando alla Wicca, sia sostanzialmente ancora segreto. Può essere che molte tradizioni e correnti si sono sviluppate in anni recenti e hanno accumulato un bagaglio di conoscenze da trasmettere che ancora non è stato reso noto. Eppure,  quello che salta all’occhio in tempi di facebook è che la maggior parte delle persone che si accostano ai sentieri esoterici, semplicemente, non siano in grado di penetrarli.

Il rituale

La cosa più tipica è la ‘comprensione’ dei rituali. Molti rituali nella Wicca sono stati resi pubblici, tra cui il rito del Cerchio, che è il rituale di apertura del ‘tempio’, ma al di là del fatto che molti praticano versioni semplificate rispetto alla forma tradizionale gardneriana, nella maggior parte dei casi, alla persona che si accosta al rituale, la padronanza dei simboli utilizzati sfugge, assieme ovviamente alle necessarie istruzioni pratiche.

Anche in altre correnti la cui ritualistica è pubblica, mi sembra che molti si fermi solamente alla superficie, perché non interessati a integrarsi nel rituale. ‘Comprendere’ un rituale infatti, non significa semplicemente afferrarne l’aspetto simbolico (i simboli tra l’altro sono espressioni di archetipi inesauribili), ma entrare in esso. E per ‘entrare’ in un rituale occorre farne parte. Questo avviene spesso solo dopo lunghi anni di esercizio e di ripetizione: non a caso nelle tradizioni originarie si insiste sulla memorizzazione del rituale. La memorizzazione è infatti ciò che aiuta a gettare le fondamenta di quel tempio astrale che contribuisce alla creazione del rituale stesso.

Ma al di là della memoria, nel tempo si crea una riproduzione mentale dove i simboli si integrano in qualche modo nella stessa personalità, soprattutto quando si ha il privilegio di poter vivere il rituale in ogni sua parte, per esempio quella dell’iniziato e dell’iniziatore.

La filosofia rituale

Giamblico più di ogni altro autore, mettendo l’accento sulla corretta osservanza del rituale, chiarisce come esso sia la rappresentazione di una forma divina che sfugge alla mera comprensione razionale. È effettivamente così ed è in questo che risiede una parte degli anticorpi delle dottrine esoteriche che restano impenetrabili. Anche nelle correnti più speculative esiste un’operatività che richiede la stessa applicazione che richiede una qualsiasi Arte.

Barriere

Gli ostacoli naturalmente sono molti altri. Alcuni sono di ordine meramente psicologico: l’avanzamento in molte correnti esoteriche tra cui la Wicca tradizionale, richiede una trasformazione interiore. Non voglio usare la parola ‘psiche’, orrendamente profanata e troppo fuorviante, che ci indirizzerebbe nelle pastoie psicologiste a cui si abbeverano alcuni degli addetti ai lavori della cosiddetta ‘psicologia scientifica’, dimentichi delle loro razzie in ambito religioso, esoterico e persino alchemico. Non tutti sono in grado di operare questa trasformazione che richiede tempo e soprattutto molta fatica: ecco un primo muro spesso insormontabile.

Lo studio è invece il fossato che precede questo muro e dove ancor prima cadono la maggior parte degli aspiranti neofiti: è indubbio che una qualsiasi pratica legata alle religioni misteriche o all’esoterismo richieda una basilare capacità di lettura di alcuni testi fondamentali.

Prima del fosso troviamo quella fitta boscaglia misteriosofica, completamente essoterica, dove i profeti degli annunaki, si aggirano assieme agli sciamani urbani, ai complottisti e ai biblisti della domenica. Una moltitudine di anime gira in questa selva alla ricerca di risposte… che nella maggior parte dei casi non arriveranno.

E questi sono solo gli ostacoli più evidenti.

La volpe e l’uva

Ostacoli che danno origine a quel fenomeno dei critici del lunedì. Coloro che non riuscendo a penetrare in una tradizione, ne parlano male. Nella Wicca è un grande classico: adesso seguo gli ‘questo’ perché la Wicca è troppo semplici e nella maggior parte dei casi scopri che hanno letto un libro, mai praticato nulla, mai frequentato nemmeno una conferenza sul tema.

Altri agitano lo spauracchio della setta a cui sono scampati, ma la verità di solito è un’altra: il fenomeno sette (da cui peraltro non è immune nemmeno il cristianesimo) è relativamente circoscritto in questo paese, mentre son molto meno circoscritti i sociopatici. Del fenomeno dei fuoriusciti, ha a lungo parlato Introvigne, mentre questo è il fenomeno di quelli che non sono mai nemmeno entrati. Si tratta delle volpi che non potendo raggiungere l’uva dicono che è acerba.

Prima ancora del bosco infatti c’è un’ampia radura, quella dove possiamo conoscere delle persone, stringere delle alleanze farci degli amici… oppure stare per i fatti nostri. Qui sviluppiamo una capacità che ci aiuterà nel cammino esoterico a comprendere il senso della fratellanza / sorellanza e che sarà un domani quel principio che ci consentirà di armonizzarci agli altri nel rituale e nel gruppo e più in generale ci regalerà quella rara capacità che ha un vero esoterista di ‘stare’ nel mondo, amandolo.

Come dovrebbe sembrare una congrega inclusiva?

Per molto tempo i movimenti esoterici sono stati apertamente discriminatori, la Wicca non è stata esente da certi comportamenti: un’iniziata della tradizione gardneriana ci spiega come le cose stanno cambiando e come questo cambiamento possa essere promosso.

di Yvonne Aburrow
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Molte persone sembrano avere l’idea che inclusivo significhi: “Ho alcune persone gay nella mia congrega”. Questo dà certamente un senso di accoglienza – ma è davvero inclusivo? Penso che esista uno spettro di inclusività – così una congrega potrebbe raggiungere il risultato del 100% e un’altra dell’80% – ma penso anche che dobbiamo accettare che persone diverse avranno idee e priorità differenti. Tuttavia, si eviterebbero un sacco di cuori infranti da tutte le parti, se la gente dichiarasse in anticipo quanto inclusiva sia la loro congrega in realtà.

Wicca Inclusiva (design by Yvonne Aburrow)

Una congrega inclusiva si ritrova in alcune o in tutte le seguenti caselle:

□ Comprende che la diversità ha un posto nella celebrazione, nella teologia e nella cosmologia.

□ Capisce che l’identità di genere, l’espressione di genere, il genere assegnato alla nascita, e le caratteristiche biologiche sono distinte (quando dico distinti, voglio dire notevolmente differenti, ma embricate e con i confini sfocati).

□ Capisce che si può generare energia attraverso la polarità (la tensione degli opposti), la risonanza (due persone simili), o la sinergia (che unisce le energie di tutto il gruppo).

□ Capisce che la polarità può essere costituita da due o più persone di qualsiasi genere e orientamento sessuale, e da due o più persone dello stesso sesso, e che la polarità esiste in uno spettro in cui la persona A può essere yang in relazione alla persona B, ma yin in relazione alla persona C.

□ Comprende che può generare la polarità qualsiasi coppia di qualità opposte (ad esempio persone mattiniere e persone notturne, persone amanti dei gatti e amanti dei cani, bevitori di tè e bevitori di caffè, segni d’aria e segni di terra, segni di fuoco e segni d’acqua).

□ Capisce che la fertilità non è strettamente biologica e può riferirsi alla creatività (e che non ha bisogno di un corpo maschile e un corpo femminile per la produzione di fertilità a livello simbolico – per esempio nella benedizione del raccolto).

□ Permette l’invocazione di divinità di qualsiasi genere su qualsiasi genere di essere umano da parte di un’invocatore di qualsiasi genere.

□ Permette la fluidità di genere nei ruoli rituali e non insiste che le persone in cerchio si alternino ragazzo / ragazza / ragazzo / ragazza.

□ Fa la libagione con riferimento alll’amante e all’amato/a, o utilizzando due coppe, o con la comprensione che tutti contengono sia energie ‘maschili’ che ‘femminili’, o qualche altra variazione inclusiva, e che può essere fatta da due persone di qualsiasi genere .

□ Ospita la diversità (ad esempio le neurodiversità come la dislessia, i mancini, l’afantasia) e le disabilità. Un passo avanti per abbracciare il modello sociale della disabilità.

□ E’ aperto ad altre culture ed etnie e non insiste su una base genetica per la cultura (ad esempio, chiunque può adorare gli dei da qualsiasi cultura provenga). Un passo avanti nel diventare consapevoli del concetto di razzismo sistemico.

□ Cerca di evitare l’appropriazione culturale.

□ E’ conciliante verso i comportamenti sessuali non convenzionali (BDSM), verso la poligamia e verso la monogamia.

□ Promuove la cultura del consenso.

□ Accoglie favorevolmente i membri di tutte le età (maggiorenni) e accoglie le esigenze dei membri più anziani.

□ Non esclude automaticamente le persone con problemi di salute mentale.

□ Ospita diverse prospettive teologiche (animismo, l’ateismo, panteismo, politeismo, duoteismo, ecc).

Ha un approccio positivo alla dimensione corporea: non consente che il grasso o il corpo siano una vergogna.

□ È pronto a ospitare i membri della congrega che sono meno abbienti (non organizzando attività sociali costose, o dando una lista di letture massiccia e costosa, per esempio).

□ Non insiste sul fatto che i suoi membri raggiungano un particolare livello di istruzione o di appartenenza ad una classe socio-economica.

□ Ascolta le opinioni di tutti i membri.

□ Valuta i contributi e le idee di tutti i membri.

 

Riepilogo

La Wicca inclusiva è di essere comprensivo verso tutti.

Non c’è una gara a chi è più oppresso, e non vi è nessuna fila per la liberazione. Possiamo lavorare su piccoli problemi e grandi problemi, allo stesso tempo – non sto suggerendo che tutte le categorie citate nella lista ricevano lo stesso grado di oppressione nella società – sono inclusi nella lista, perché a un certo punto, sono stati esclusi da alcuni circoli Wiccan per qualche motivo.

Inoltre, vorrei ricordare che la Wicca inclusiva non è una tradizione nuova o separata; si tratta di una tendenza all’interno di tradizioni Wiccan già esistenti. (Anche se solo per confondere le cose, in Australia, c’è in realtà è una tradizione chiamata ‘Inclusive Wicca’, che è estraneo alla tendenza inclusiva. Anche se può avere obiettivi simili. )

 

Grazie a Alder Lyncurium, Anna Hammarlund, Anya leggere, Brian Paisley, Francois Schaut, Lirilin Lee, Susan Harper, per suggerimenti e commenti sulla prima bozza di questo.

 

Per saperne di più vai sul sito dell’ Inclusive Wicca.

(Originariamente pubblicato per Dowsing for Divinity)

 

Yvonne Aburrow

Yvonne Aburrow è pagana dal 1985 e wiccan dal 1991. Ha un Master in Religioni contemporanee e spiritualità alla Bath Spa University, e vive e lavora a Oxford, UK. Il suo libro più recente è ” All Acts of Love and Pleasure: inclusive Wicca”. Ha anche scritto quattro libri sulla mitologia e il folklore di alberi, uccelli e animali, e due antologie di poesia. Lei è una genderqueer, bisessuale, ed è stata una femminista verde anarcosocialista di sinistra per gli ultimi trent’anni.

Traduzione di Davide Marrè

La Sacerdotessa col pene

La wicca si è presentata nei primi anni 50 come un culto della fertilità che enfatizzava l’unione del Dio Cornuto e della Dea della Luna e della Terra. La mitologia dei rapporti tra gli Dei può essere compresa a partire dai tre rituali iniziatici, l’uso di alcuni strumenti, dagli insegnamenti orali nonché da alcune parti del Libro delle Ombre (Incarico della Dea, etc.). La relazione tra gli dei della Wicca ci ricorda, in ogni passaggio, la necessità dell’equilibrio. Ma il concetto stesso di equilibrio nella Wicca ha subito diverse trasformazioni con l’andare del tempo. Agli inizi era infatti concepito in maniera strettamente fisiologica, oltre che psicologica e spirituale. Basti pensare agli anatemi di Gardner sugli omosessuali, l’ossessione di certe congreghe di far sedere uomini e donne alternate o l’idealizzazione di altri sacerdoti che vedevano nelle coven formate solo da coppie eterosessuali il non plus ultra per un lavoro energetico. Insomma, l’uomo solo con la donna e la donna solo con l’uomo. Dentro le coven o i letti, fa lo stesso. Con il passare degli anni la Wicca ha abbracciato le diverse correnti sociali che attraversarono gli anni 60 e 70: il femminismo, la liberazione sessuale, il movimento per i diritti gay ,delle persone nere e dello sviluppo sostenibile. Dal punto di vista sociale questi fenomeni hanno fortemente influenzato la moderna concezione della politica di sinistra, così come delle scienze umane quali la sociologia (interazionismo-simbolico, che affonda però le sue radici più indietro nel tempo con Mead) e la psicologia (sviluppo delle terapie corporee, psichedeliche, etc). La Wicca ha finito quindi per assorbire una sconfinata influenza da parte di tutte quelle che erano, e sono, le teorie sociologiche, politiche e psicologiche di quegli anni. Ha dimostrato nel corso del tempo di saper essere abbastanza flessibile tanto da rimanere in vita e così diffondersi a macchia d’olio in tutto il pianeta. In effetti uno dei messaggi principali che vengono trasmessi è proprio quello della libertà intesa come auto determinazione. Ai nostri giorni il concetto di equilibrio, e di polarità, viene per lo più inteso in maniera simbolica senza l’ossessione di far sedere la gente in un determinato posto oppure di bandirla perché omosessuale.

Iniziazione e genere

La Wicca viene definita una religione ortoprassica (dal greco orthós: corretto, e práxis: azione) nel senso che vi sono una serie di pratiche comuni che generalmente troviamo nelle diverse tradizioni. Per ortroprassia non dobbiamo però intendere delle imposizioni in strictu sensu ma, appunto, in pratiche comunemente accettate tanto da configurarsi più come “doxa morale” che “azione corretta”. Tra queste troviamo quella dell’iniziazione a sessi incrociati (sex crossed initiation o SCI) secondo la quale un sacerdote può iniziare solo una donna, fatta eccezione per il proprio figlio, e la sacerdotessa solo gli uomini o la propria figlia. Viene quindi tendenzialmente evitata la pratica delle SSI (same sex initiation) cioè quelle in cui un uomo inizia un uomo ed una donna inizia una donna. Le sex crossed initiations avvengono prevalentemente nella tradizione gardneriana ed alexandriana, anche se non c’è un’uniformità così rigida in tutte le loro coven poiché hanno una certa autonomia nella gestione delle iniziazioni.

Le spiegazioni di questa usanza tramandataci da Gardner risiede nel concetto di equilibrio ed in quello di fertilità. Da questo punto di vista una donna è necessaria per l’iniziazione di un uomo così da equilibrare il suo maschile e allo stesso tempo sottolineare come l’incontro sessuale, simbolico o effettivo a secondo dei gradi e dei casi, tra La Dea (nella sacerdotessa) ed il Dio (nell’iniziando) produce il mistero della Magia. Fertilità ed equilibrio in un contesto iniziatico vengono visti come oggetti fortemente legati alla genetica. L’idea di base che se ne ricava è che i misteri degli Dei siano connessi con ciò che abbiamo fra le gambe e che i genitali debbano determinare la nostra identità di genere. In diversi contesti, tutt’oggi, rimane un’idea di fondo per la quale una SCI sia preferibile (se non imprescindibile) rispetto alle altre. Cosa succederebbe allora, se un uomo alla soglia del suo secondo grado volesse diventare donna? Quali prassi si dovrebbero seguire? Se volessimo applicare alla lettera le pratiche comuni, dovrebbe essere iniziato come maschio. Ma non sarebbe lesivo della dignità della persona? O se volessimo iniziarlo come donna al secondo grado, il suo primo grado non sarebbe più valido perché è stata iniziata come uomo? Dovrebbe ricominciare da capo?  Il mio è un invito a riflettere su un tema così importante per il futuro della Wicca e la dignità delle persone queer e non binary. Penso che un’iniziazione non possa essere legata alla sessualità biologica perché rischia di riflettere una visione stigmatizzante del genere e discriminatoria della Wicca. Chi dovrebbe iniziare, ad esempio, una persona non binary (che non si riconosce in nessuna categoria di genere)?  Un uomo? Una donna? O dovremmo forzarla a fare una scelta tra i generi solo in vista della sua iniziazione? In gioco, a mio avviso, c’è il rispetto delle persone all’auto determinazione che è il vero nucleo della Wicca.

di Salvatore Caci

Auguri per l’Equinozio, dalla Primavera a Sud, all’Autunno al Nord

Il confronto tra due emisferi nelle celebrazioni dell’equinozio e nella ritualità pagana con una particolare prospettiva al paganesimo contemporaneo del Cile

di Vivianne Crowley

Nel tempo dell’equinozio,
benedizioni di Luce e Oscurità,
che i poteri della terra e del mare, del cielo e del sole,
benedicano il tuo viaggio.
Che tu possa navigare con gioia sulle acque agitate della vita,
che tu possa trovare pace nel pieno del cambiamento,
Benedizioni.

Come molti di voi sapranno, io e Chris siamo in Cile – la nostra prima visita in assoluto nell’America del Sud. Il Cile è un luogo di drammatici contrasti, di caldo e freddo, di temperature brucianti estive nei deserti del nord e la glaciale carezza delle acque antartiche nel sud. Siamo passati da Lammas in Europa all’Equinozio di Primavera e celebriamo il periodo dell’equinozio a sud dell’equatore.

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Una terra antica
Il movimento pagano contemporaneo in Cile è relativamente nuovo, ma esistono ancora resti di un Paganesimo precedente, antico di migliaia di anni. Lungo la costa del Pacifico andino centrale vi sono testimonianze archeologiche di insediamenti umani risalenti dai 13.000 ai 14.000 anni fa. Nel Cile settentrionale, 7000 anni fa, i Chinchorro mummificavano i loro morti per prepararli all’aldilà – due millenni prima degli Egiziani e in una società completamente diversa e meno gerarchica. Nella cultura Chinchorro la mummificazione non era riservata solo ai reali e alle classi d’élite più ricche. Bambini, donne e uomini – tutti i corpi umani venivano trattati con cura e dignità.

file-19-09-2016-22-31-58I serpenti della terra e del mare
Mentre ci connettiamo con questa terra, possiamo sentire l’antica presenza umana, ma quella presenza è sfuggente e incide molto poco sul territorio. Questa non è una regione del mondo come l’Europa, dove gli esseri umani hanno coltivato artificialmente e “addomesticato” la terra per eoni. Sui pendii delle Ande la nostra impronta umana è leggera e la terra non è sempre amichevole con l’umanità. Questa è una regione di terremoti, vulcani e tsunami. Nella cosmologia degli indigeni Mapuche, Trengtreng il serpente terrestre gigante, conosciuto anche come Xeg-Xeg filu o Ten Ten vilu, combatte con Kai-Kai o Caicai filu, il serpente del mare, e da questa lotta nacquero la terra (la porzione continentale) del Cile e le sue duemila isole. Quando Kai-Kai si agita sotto la superficie delle acque, le grandi onde dello tsunami divoratore arrivano ad inghiottire la terra. Trentreng porta i terremoti e le eruzioni vulcaniche, ma quando lo tsunami arriva i suoi pendii costituiscono un rifugio sicuro che protegge gli esseri viventi del territorio (del paese). Le pendici delle montagne andine sono guardiani che proteggono l’umanità, offrendo rifugio quando le onde fanno ritorno. Le loro cime divennero luoghi sacri.

file-19-09-2016-22-31-36Fuoco e Terra
Qui in questo territorio esplosivo, il potere della natura è evidente e forte. Il terremoto più recente e grande, 8.8 sulla scala Richter, avvenne nel 2010. Fu uno dei più grandi mai registrati su un sismografo e centinaia di persone persero la vita nel disastro provocato dal terremoto e dal conseguente tsunami. Nel 2015 e 2016 vi sono state violente eruzioni vulcaniche nel Cile meridionale. L’idea dei serpenti di terra e di mare in lotta fra loro ha perfettamente senso in questo territorio, dove sono avvenuti già sette terremoti nel breve periodo in cui siamo stati qui.
Il potere della terra è forte anche in altri modi. Prima del nostro primo rituale wiccan in un cottage di pietra nella campagna del Cile, abbiamo pregato gli spiriti della terra e di tutti gli esseri umani vissuti qui prima di noi affinché aprissero la via per riceverci, qualora lo volessero. La terra sembrò immediatamente svegliarsi, riempiendoci con un’ondata di energia pura e pulita. Energie diverse rispetto a quelle percepite in Europa, in Nord America, Asia, Nord Africa e Australia – diverse, ma non del tutto; perché l’energia che sentiamo qui sembra provenire da una stessa radice comune anche a quelle sperimentate in precedenza in altri luoghi. E, come in altre parti del mondo dove l’insediamento umano non ha inciso molto sul territorio, questa energia è pura, si ha la sensazione di essere in contatto con la Terra esattamente com’era migliaia di anni fa.

Sviluppare il Paganesimo contemporaneo
Vi sono tracce del Paganesimo antico nei ritrovamenti archeologici e le tradizioni delle popolazioni indigene del Cile sono ancora vive. Il Paganesimo occidentale moderno è una novità qui, ma vi sono ad oggi piccole comunità wiccan, dalle tradizioni iniziatiche all’eclettismo. Esistono gruppi della Dea derivati dalla Fellowship of Isis e dal Glastonbury Goddess Temple, così come Eteni, e altri. Il culto di Odino può sembrare strano in Cile, ma dal XIX secolo in avanti il Cile attirò molti migranti germanici che hanno lasciato il loro segno sulla cultura.
Come in tutti i paesi, i pagani cileni devono affrontare la sfida della creazione di un Paganesimo che possa mettere radici nella loro terra e fiorire. Noi non siamo i nostri antenati. Anche se fossimo in grado di ricostruire in modo esatto gli antichi rituali, non avrebbero di certo lo stesso significato per noi rispetto alle generazioni precedenti. I nostri stili di vita, il nostro senso di individualità, e persino il clima sono cambiati. E la sfida è ancora più grande, ovviamente, se siamo persone trapiantate, geograficamente lontane dal luogo in cui i nostri antenati veneravano gli Dei.
dangerous-volcanos-by-vivianne-crowleyLa via per andare avanti è secondo me quella dell’umiltà, dell’accostarsi lentamente e con rispetto alle energie della terra; del prendersi del tempo per vedere, ascoltare, e sentire come gli alberi e le rocce, i fiumi e il cielo rispondono quando comunichiamo con loro. Le nostre tradizioni pagane di derivazione europea hanno le loro divinità perciò, quando invochiamo i nostri Dei, stiamo dando nuova energia alla terra. Alcune divinità sembreranno più “a casa” e accolte qui rispetto ad altre. Nel tempo, la pratica del Paganesimo si evolverà mentre esploriamo con sensibilità ciò che ci sembra appropriato o meno.
Qui in Cile, i pagani affrontano la stessa sfida che altri paesi hanno affrontato in passato – un lungo e lento lavoro di rieducazione della società riguardo a cosa è e cosa non è il Paganesimo, così che i pagani possano praticare liberamente senza la paura del pregiudizio e della discriminazione. Ci sono alcuni segni che fanno sperare. Gli eventi del Pagan Pride si sono affermati e stanno crescendo e si percepisce un clima di cambiamento sociale. Questa settimana abbiamo partecipato alla decima edizione di un festival vegetariano e vegano che promuove i diritti degli animali. I diritti civili LGBT stanno procedendo e nel 2015 le unioni civili per coppie dello stesso sesso sono state legalizzate. Un clima sociale che rispetta i diritti degli animali e rispetta le differenze umane è un clima più favorevole allo sviluppo del Paganesimo.

Trapiantare la vite
Diverse forme di Paganesimo europeo si svilupperanno in maniera differente qui – ognuna a proprio modo. Trapiantare il Paganesimo è come trapiantare vitigni, il sapore del vino prodotto sarà leggermente diverso da quello della vite nella sua terra di origine; ma con tempo e pazienza, con adattamento e innovazione, con la cura e la coltivazione, e con il supporto di fratelli e sorelle nei paesi dove il Paganesimo si è sviluppato prima, il raccolto crescerà e sarà prospero. vivianne-crowley-by-chris-crowley-chilling-in-chile

Trad. Valentina Ferracioli

I misteri maschili

Diverse persone sentono l’esigenza di avere una maggiore presenza dei misteri maschili nella Wicca. Un argomento spinoso su cui si discute da molti anni. Diamo alcune risposte e poniamo alcune domande.

di Salvatore Caci

In quest’ultimo anno mi sono ritrovato spesso a riflettere sui misteri maschili all’interno della Wicca e del neopaganesimo in generale. Con sommo rispetto per tutte le tradizioni e per i giusti misteri al femminile, mi sono un po’ stufato di non riuscire a trovare un valido rispecchiamento del mio divino maschile nel ciclo della ruota, o nei rituali iniziatici, nei diversi gesti che accompagnano un rito, etc.  Ed ancora, sono stufo di sentire le solite solfe sul maschile. Se è vero, ed è vero, che la sacralità della donna è stata calpestata per migliaia di anni non capisco perché si debbano demonizzare adesso i misteri dell’uomo (qualunque cosa questo significhi). Non capisco perché debba sentire “Per migliaia di anni c’è stata una forte influenza maschile nella spiritualità, quindi adesso dobbiamo riparare e focalizzarci su quella femminile”. Scusate tanto, ma penso che lo spirito non sia una pianta. Per raddrizzarlo non c’è bisogno di passare all’estremo opposto dello spettro, altrimenti non si può imparare l’arte dell’equilibrio. Certamente non vogliamo ripetere gli stessi errori del passato, no? Cosa stiamo facendo? Abbiamo cambiato l’oggetto, ma il nostro atteggiamento resta invariato. E questo non è il futuro che un giorno voglio consegnare a chi verrà dopo di me.

Il volto che cambia

Il maschile cambia nelle ere e nei luoghi a cui facciamo riferimento. Questo vuol dire che è influenzato dalla società. Come ogni aspetto della vita non è possibile conoscere un mistero nella sua essenza, se non attraverso la personale esperienza. Se il maschile è costruzione sociale, allora la risposta a “cos’è il mistero maschile” non è così scontata. Aldilà di ciò che dovremmo fare in quanto uomini o donne (ruolo), siamo parzialmente definiti anche da altri fattori: identità di genere (mi sento uomo o donna), orientamento sessuale, atteggiamento di genere (mascolino, femmineo, etc), e sesso biologico.  Ognuna di queste variabili è slegata l’una dall’altra, per cui potremmo avere una persona nata uomo (sesso biologico), che si sente donna (identità di genere), che ama le donne (orientamento omosessuale), maschile (atteggiamento di genere) ma che adotta copioni comportamentali socialmente classificati come femminili (ruolo di genere). Il mistero del maschile è ricco di variabili e sfumature che non possono essere legate solo a poche divinità. Per questo motivo non trovo corretto ingabbiare il Dio solo negli archetipi del cacciatore, del padre, dell’amante e del saggio. E se io non “risuonassi” con nessuno di questi? Con quale Dio mi starei rapportando? Un Dio possibile, certamente, ma non il Dio dei miei abissi. Cosa accadrebbe se in me, invece, esistesse il Dio della tenerezza e della passione invece di uno votato alla forza? La conseguenza può essere quella di allontanarsi da un Divino percepito come alieno, nelle migliori delle ipotesi. Diciamolo chiaramente, non tutti hanno bisogno di un Dio Cacciatore o di uno che si auto mutila per la Dea Madre. Alcuni hanno la necessità di integrare nella propria vita determinati aspetti mentre altri no.

Misteri maschili… come?

Cosa rende allora i misteri “maschili” o “femminili”? E da qui la fatidica domanda, cos’è il maschile per me? Ho sempre percepito come violento il voler definire il trascendente, e l’immanente, con costruzioni sociali che ben poco hanno a che vedere con l’esperienza intima del numinoso. Il genere nasce dall’interpretazione sociale di ciò che si reputa essere adatto all’uomo ed alla donna. La visione dei misteri maschili (ed anche quelli femminili) nella Wicca sono stati influenzati eccessivamente dalla visione che le diverse società hanno avuto di noi. I misteri dei miei Dei non possono essere definiti da nessun tipo di potere sociale/economico/politico. Gli Dei sono ciò che sono, aldilà di quello che gli altri vogliono vedere in loro. E badate bene, questo vale anche al femminile. Perché dovremmo intendere il femminile in una ruota di archetipi culturalmente orientati dal passato? La nostra, come disse qualcuno, è una società liquida che necessita di nuovi miti. Credo sia importante per la nostra salute spirituale, e psicologica, cercare anche di capire le influenze culturali negative che gli antichi hanno impresso nel mito e nelle figure degli Dei. Il mito non è la parola rivelata del Dio, ma narrazione co-costruita utile per trasmettere un messaggio. È una fiaba, un simbolo. Stiamo quindi attenti a non confondere il simbolo con il significato che ci sta dietro.

Di Peni sacri e divine Vagine

di Pietro Colombo

La riesumazione timica del sentire ierogamico

 

 

“Sex and magic are intertwined experiences—sex is one kind of magic, and magic can be, while erotic and arousing, not necessarily sexual in the way that is often understood”.

Phil Hine, Sex Magic, Tantra & Tarot: The Way of the Secret Lover

 

Ancora ricordo le risatine delle giovani generazioni quando si approcciano per la prima volta al significato del “Sesso Sacro”. D’altra parte, tristemente, noi italiani siamo cresciuti in un contesto sociale dove la religione viene completamente desessualizzata e in cui la corporeità è considerata “bassa”. Il cristianesimo ha data buona lena al fenomeno, l’immacolata concezione per esempio; la risemantizzazione del corpo e la sessualità solo e unicamente vista per finalità riproduttive. Abomini della storia al fine della politica del controllo del corpo. Cerchiamo però di definire cosa è adesso e per noi la sessualità legata alla stregoneria. Ma non è colpa del gender, sia chiaro.

 

Quando gli Dei si sposano

 

Viene chiamata ierogamia e ci viene da lontano. Il concetto di hieros gamos (dal greco ερς γάμος o matrimonio sacro) si riferisce ad una ritualità sessuale che simboleggia l’accoppiamento tra divinità; spesso rappresentato da un rito simbolico i cui partecipanti al rito o  la classe sacerdotale si assumono-assumevano il ruolo delle rispettive divinità. Simboleggia l’unione fisica coadiuativa alla fertilità naturale di uomini e animali in cui l’atto sessuale diveniva entità sacrale, passaggio stagionale, unione tra l’umano e la divinità, creazione di “vita” intesa nel concetto di bios greco. Le cerimonie ierogamiche, presenti in diversi contesti sociali e culturali, si ritrovano in tutte le forme religiose, castrate della sessualità o meno. Dalla prostituzione sacrale di differenti religioni ai Veneralia romani fino a giungere ai riti orgiastici in onore di Dioniso. Il corpo e la sessualità sono sempre stati al centro del sentire religioso, la via dell’estasi, le unioni sacre. L’orgasmo si risemantizza e diviene unione con la divinità.

 

Il corpo sacro: l’organo sessuale come archetipo divino

 

 Tutti noi abbiamo presente le raffigurazioni delle prime veneri preistoriche, la corporeità sfumata, i fianchi evidenti, la vulva esposta, grottescamente ingrandita rispetto alla figura. È il primo esempio di sacralizzazione dei genitali. Questo concetto si sussegue per tutta l’arte antica, si conserva nelle religioni orientali e viene ripresa anche dalle prime forme cristiane con, per esempio, il termine “testamento” inteso come “atto del giurare tenendo i testicoli del giurante nel palmo della mano”. La corporeità si rimpossessa del contesto moderno con la svolta politico-sociale degli anni 60-70 e la riaffermazione del proprio corpo inteso come libertà individuale; torna nei contesti religiosi, si riafferma in forme diverse. E da qui riflettiamo.

 

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Le forme attuali della sessualizzazione sacrale

 

Noi streghe ormai siamo troppo avvezz* alla pratica rituale della ierogamia, l’athame e la coppa, la simbologia innata della penetrazione e benedizione. Ma questa è una pratica, e una sola, che viene eseguita all’interno del contesto religioso della Wicca, dell’intero panorama magico-religioso moderno. L’Ars Sexualis, in un contesto più ampio, è intesa come quella pratica della magia sessuale che si focalizza generalmente sull’energia scaturita dall’orgasmo o quella in latenza presente nello stato di eccitazione sessuale al fine di raggiungere il risultato magico desiderato. Uno degli esempi più prominenti di questa via è Aleister Crowley. The Beast 666 scriveva infatti “Ogni individuo ha il diritto assoluto di soddisfare il proprio istinto sessuale come è fisiologicamente più corretto per lui. L’unica ingiunzione è quella di trattare tutti gli atti come dei sacramenti. Non si dovrebbe mangiare come bruti, ma per consentire ad ognuno di realizzare la propria volontà. Lo stesso vale per il sesso. Dobbiamo usare ogni facoltà per favorire quell’unico oggetto della nostra esistenza”.[1]

 

La libertà del singolo, sia sociale che religiosa, deve quindi divenire fondamento per la presa in conoscenza della liberazione del proprio corpo e della propria sessualità. Il dogmismo culturale che ci portiamo dietro non deve frenarci qualora volessimo capire meglio e senza moralismi castranti la concettualità sottostante le ritualità ierogamiche. Oppure, concettualizzando il cambiamento con le parole di Albert Mohler:

 

Moral change generally takes a rather long period of time, and in a way that is consistent with a culture’s moral commitments. A moral revolution represents the exact opposite of that pattern. What we are now experiencing is not the logical outworking of the West’s Christian-influenced teaching on human sexuality, but the repudiation of them.”[2]

 

 

 



[1] Crowley, Aleister (1970). The Confessions of Aleister Crowley, ch. 87. New York: Farrar Straus & Giroux

[2] Albert Mohler, We Cannot Be Silent: Speaking Truth to a Culture Redefining Sex, Marriage, and the Very Meaning of Right and Wrong​ (Thomas Nelson, 2015)

Storia della Wicca in Inghilterra: dal 1939 ai giorni nostri

di Julia Phillips

Trad. Valentina Ferracioli

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Gerald Gardner

Introduzione di Julia Phillips alla versione riveduta del 2004

Questo articolo è stato adattato da un discorso che ho tenuto all’Australian Wiccan Conference a Canberra, nel 1991. Riguarda principalmente i primi tempi della Wicca in Inghilterra, in particolar modo riguarda quelle che noi oggi chiamiamo Tradizioni Gardneriana e Alexandriana.

Le note dalle quali è derivato il discorso originale, vennero redatte durante gli anni ’80 da una miriade di fonti, ed erano in origine destinate ad un uso privato, all’interno della mia coven. Non ho raccolto tutto il materiale da sola, anche Paul Greenslade e Rufus Harrington hanno partecipato alla ricerca, e sono molto felice di avere l’opportunità di raccogliere i loro importanti contributi in questa introduzione.

Quando mi trasferii in Australia, scoprii rapidamente che pochi wiccan australiani avevano un’idea dettagliata delle origini della Wicca, o del loro posto all’interno della famiglia wiccan. Perciò accettai un invito a parlare della storia della Wicca alla Australian Wiccan Conference del 1991, e raccolsi le note di cui ho parlato sopra, in una lezione volta a spiegare chiaramente ai Wiccan australiani come questo sentiero fosse nato e quanto essi ne facessero parte. Ed è proprio per questo motivo che ho voluto includere informazioni e aneddoti riguardanti le persone più influenti all’interno dell’Arte (sebbene in certi casi abbia inserito solo le iniziali di alcuni nomi, meno conosciuti pubblicamente).

La lezione venne in seguito pubblicata nella documentazione della Conferenza, in un’edizione a numero limitato di 200 copie, formandone un capitolo, il quale, in seguito, venne pubblicato su internet ed ora lo si trova ripresentato su più di 500 siti, in versioni non troppo ufficiali1. Questa, nel caso ve lo domandaste, è la prima versione in un formato che potreste già inserire nella vostra libreria.

Per finire, vorrei ringraziare Ronald Hutton e Philip Haselton per il loro notevole lavoro di ricerca su Gerald Gardner e le origini e gli sviluppi della Wicca britannica. Il loro lavoro va ben al di là della semplice lezione che vedete qui, e sono in debito con entrambi per il materiale utilizzato in questa versione riveduta. Questa versione del 2004 è stata modificata, aggiustata e rimaneggiata anche da Liam Cyfrin appositamente per questa antologia. Tutti gli errori rimasti, in ogni caso, sono imputabili solo all’autrice, e gli spiriti eruditi che ha menzionato poco sopra, non possono essere rimproverati per alcuna negligenza.

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Come il professor Ronald Hutton dell’Università di Bristol ha osservato (nella sua premessa a Wiccan Roots di Philip Haselton, Capall Bann, 2000), la Wicca “è la sola religione che l’Inghilterra abbia mai dato al mondo.” Dai suoi umili inizi, si è diffusa in Europa e in Nord America, in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa, e oggi ci sono Wiccan anche in Malesia, a Singapore, Giappone, Isole Figi, e probabilmente in molti altri luoghi che non conosco. Le aree di maggiore sviluppo sono state il Nord America e l’Australia, dove il numero di Wiccan/Streghe – secondo le ultime statistiche – ha superato quello della terra natia.

Ci sono, ovviamente, molte forme di Stregoneria ancora praticate, che hanno a che fare con Gerald Gardner più o meno quanto il Buddismo tibetano ha a che fare con una certa stalla a Betlemme (e vi prego di cercare di non trarre strane conclusioni da questo paragone) ma Hutton, come sempre, coglie nel segno, quando individua la fonte primaria della moderna fusione di revival pagano e Stregoneria pratica, in un gruppo di gentiluomini e signore inglesi che, per un intervento divino o altro, si trovarono nel posto giusto al momento giusto. L’Arte come viene praticata oggi negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda e tanti altri paesi, esisterebbe se non fosse stato per queste persone? È difficile a dirsi, e fortunatamente solo un problema accademico. Gardner, Valiente e altri fondatori della Wicca contemporanea furono certamente presenti quando c’era bisogno di loro, e la loro eredità continua a cambiare le vite di molti tutti i giorni.

Per comprendere l’Arte oggi, è necessario esaminare la sua origine. A questo proposito, ci sono tre questioni che vorrei esaminare in questo capitolo: la prima riguarda la dichiarazione di Gerald Brosseau Gardner circa la sua iniziazione tradizionale e il suo conseguente sviluppo; la seconda riguarda le tradizioni magiche a cui Gardner aveva accesso; e la terza, le fonti letterarie.
Mentre esaminiamo queste tre questioni principali, è importante tenere a mente che Gardner aveva 55 anni al tempo della sua dichiarata iniziazione, che aveva passato molti anni in Malesia, e infine che aveva un grande interesse per la magia, il folklore e la mitologia. Quando pubblicò High Magic’s Aid aveva 65 anni, ne aveva 75 quando venne pubblicato The Meaning of Witchcraft. Morì nel 1964, all’età di 79 anni.

Gardner nacque nel 1884, e passò buona parte della sua infanzia, e gran parte della sua vita lavorativa da adulto, all’estero. In età adulta visse per lo più in Malesia, e per un periodo di tre anni nel Borneo. Tra il 1900 e il suo pensionamento nel 1936, Gardner visitò quattro volte l’Inghilterra, per molti mesi.

Poco dopo il suo definitivo rientro in Inghilterra nel 1936, Gardner e sua moglie Donna presero un appartamento a Londra, e frequentarono un club naturista (nudista) a Finchley, North London. Gardner trovava gli inverni londinesi piuttosto duri e, nel 1936-37, fece delle lunghe vacanze a Cipro dove trovò l’ispirazione per il suo romanzo, A Goddess Arrives.

I Gardner rimasero a Londra fino al 1938 quando il temuto scoppio della guerra, li convinse a cercare casa in campagna. Probabilmente grazie ad alcuni amici incontrati al campo naturista, Gardner venne introdotto nella regione della New Forest, e comprò una casa ad Highcliffe, una piccola città tra Poole e Lymington, nel Dorset. Poco dopo essersi trasferito laggiù, Gardner entrò in contatto con l’ordine rosacrociano del “Crotona Fellowship” e con il relativo Teatro Rosacrociano nei pressi di Christchurch, e si pensa abbia incontrato i suoi compagni di congrega proprio qui.

Ho scelto il 1939 come punto di partenza arbitrario, poiché quello fu l’anno in cui Gerald Gardner affermò di essere stato iniziato in una Coven della Vecchia Religione, che aveva incontrato nell’area della New Forest dell’Hampshire. Dalle sue stesse parole:

“Mi resi conto di essere incappato in qualcosa di interessante; non feci in tempo ad essere iniziato che la parola “Wica”, che loro usavano, mi colpì come un fulmine, e capii dove mi trovavo, e realizzai che l’Antica Religione esisteva ancora. E così mi ritrovai in un Cerchio, e lì prestai il tradizionale giuramento di segretezza, per il quale non mi era permesso rivelare certe cose.” (Gerald Gardner, The Meaning of Witchcraft, 1959.)

è interessante come, in questa citazione, Gardner scriva la parola Wicca con una sola “c” – nei precedenti testi High Magic’s Aid (1949) e Witchcraft Today (1954) la parola “Wicca” non viene nemmeno usata. La derivazione della parola viene spiegata così in The Meaning of Witchcraft:

“Siccome [gli invasori Dani e Sassoni in Inghilterra] non avevano streghe, essi non avevano un nome apposito per loro; comunque, ne crearono uno partendo da “wig” un idolo, e “laer”, imparare, “wiglaer” che essi abbreviarono in “Wica”. È curioso come le streghe, quando iniziarono a parlare inglese, adottarono il loro nome sassone, “Wica”.”

In An ABC of Witchcraft Past and Present (Hale, 1973), Doreen Valiente non inserì una voce per la Wicca ma, quando parlò della Stregoneria, accennò alla derivazione sassone della parola “Wicca” o “Wicce”. In The Rebirth Of Witchcraft (Hale, 1989), ad ogni modo, rifiutò la teoria sassone a favore della derivazione, proposta dal professore Russell, dalla radice indoeuropea “Weik” connessa alla magia e alla religione.

Doreen Valiente (1922-1999) sostenne fortemente l’affermazione di Gardner, circa la sua iniziazione tradizionale, e in un’appendice di The Witches’ Way di Janet e Stewart Farrar (Hale, 1984), pubblicò i risultati delle sue ricerche, che provavano indubbiamente l’esistenza di Dorothy Clutterbuck, considerata la Grande Sacerdotessa della Coven in cui Gardner venne iniziato. Fu un meraviglioso lavoro d’indagine, ma provare che Old Dorothy fosse esistita, non provava di certo che fosse una Strega o che iniziò Gardner. Ricerche più recenti suggeriscono un altro nome a concorrere come iniziatore di Gardner, una donna conosciuta come “Dafo”, il cui vero nome era Edith Woodford-Grimes, e nell’ultimo libro di Philip Haselton – Gerald Gardner and the Cauldron of Inspiration (Capall Bann, 2003) – si è sostenuto anche il caso di Rosamund Sabine, conosciuta come “Mother Sabine”3.

Nel suo libro, Ritual Magic in England (Neville Spearman, 1970), l’occultista Francis King offre alcune prove aneddotiche a supporto della dichiarazione di Gardner. È giusto far notare, ad ogni modo, che nello stesso libro egli accusi Moina Mathers di omicidio, a causa di un fraintendimento di una storia raccontata da Dion Fortune. Con questo avvertimento, racconterò la storia per intero.

King riporta che nel 1953, conobbe Louis Wilkinson, che scriveva con lo pseudonimo di Louis Marlow, e contribuì all’Equinox4 di Crowley. Wilkinson in seguito divenne uno degli esecutori letterari di Crowley. King disse che durante una conversazione, Wilkinson gli raccontò che Crowley affermava di aver ricevuto un’offerta di iniziazione in una Coven stregonesca, ma si rifiutò, perché non voleva essere comandato a bacchetta da un gruppo di donne (questa storia è piuttosto risaputa e viene spesso ricordata, ma è quasi impossibile risalire alla sua origine.)

Wilkinson poi continuò dicendo a King di essere diventato amico di alcuni membri di una Coven operante nell’area della New Forest, e riteneva che sebbene fosse possibile che esse derivassero da Il culto delle streghe occidentali di Margaret Murray, aveva la sensazione che fossero più antiche. King arrivava alla conclusione che queste Streghe fossero le stesse che iniziarono Gardner. King dice che la conversazione con Wilkinson avvenne nel 1953, sebbene Ritual Magic in England non sia stato pubblicato – o presumibilmente scritto – prima del 1970. Comunque, il 27 settembre 1952, la rivista Illustrated pubblicò un contributo di Allen Andrews, che includeva alcuni dettagli di un’operazione, eseguita dalla “Coven delle Streghe britanniche del Sud”, durante la quale diciassette uomini e donne si incontrarono nella New Forest, per lavorare magicamente nel tentativo di scongiurare un’invasione da parte di Hitler.

Wilkinson parlò a King di questa operazione durante la loro conversazione, ritenuta da King una prova dell’esistenza della Coven medesima. Nonostante alcune incongruenze nelle due storie, è possibile che stessero riportando lo stesso evento ma, dato che la conversazione di Wilkinson con King avvenne dopo l’articolo di giornale, non lo sapremo mai per certo.

Però di una cosa possiamo essere sicuri: qualunque sia la sua origine, la Wicca moderna deriva da Gardner. Ci sono, ovviamente, altre streghe tradizionali ed ereditarie, ma anche se fossero genuine, non sarebbero mai uscite allo scoperto se non fosse stato per Gardner.

Molti hanno dichiarato un’origine “ereditaria”, ma nessuna può essere provata in un modo o nell’altro. Roy Bowers, che usava lo pseudonimo di Robert Cochrane, fu forse il più noto e controverso fra questi. Doreen Valiente descrive il suo rapporto con lui in The Rebirth of Witchcraft, e la Roebuck Tradition, che è ancora attiva negli Stati Uniti, deriva direttamente da Cochcrane attraverso Joe Wilson (Witchacraft: A Tradition Renewed di Evan John Jones e Doreen Valiente, Hale, 1990; in esso viene descritta una tradizione derivata da Robert Cochcrane5). Alex Sanders, ovviamente, rivendicò anch’esso una linea ereditaria e, come Cochcrane, merita il suo posto nella storia, ma arriveremo ad entrambi in un secondo momento.

Molte persone rimasero sospettose circa le dichiarazioni di Gardner, e lo accusarono di essersi inventato tutto. Sostenevano che la Wicca non fosse altro che la fantasia di un uomo anziano, dall’immaginazione colorita. Un attacco particolarmente violento verso Gardner, venne da Charles Cardell, che scriveva sotto lo pseudonimo di Rex Nemorensis.

Uno degli iniziati di Gardner attualmente ancora attivo nella Wicca [all’epoca della conferenza] ha una storia molto interessante riguardo a Cardell, che egli aveva conosciuto:

“Cardell affermò di essere una Strega, ma in una tradizione diversa rispetto a quella di Gardner … Riuscì a inserire una donna chiamata Olive Green (Florannis) nella Coven di Gardner, e le disse di copiare il Libro delle Ombre, così che Cardell potesse pubblicarlo, e distruggere Gardner. Egli contattò anche un giornale londinese, e rivelò loro dove si tenevano gli incontri della Coven, e ovviamente questo fu un grande scoop per il giornale. Cardell fece credere alle persone della Coven che era stata Doreen Valiente a informarli. Doreen aveva appena lasciato Gardner, un po’ risentita in seguito ad un disaccordo; un altro membro della coven, Ned Grove, l’aveva lasciata insieme a lei. Ad ogni modo, il giorno in cui il giornale pubblicò il pezzo, Cardell inviò a Gardner un telegramma dicendo, “Ricordati di Ameth stasera”. “ [NdA: “Ameth” era il nome magico della Valiente e, siccome è già stato reso pubblico, non vedo motivi per non usarlo qui.6]

Il mio informatore disse anche che Olive Green era amica di Michael Houghton, proprietario dell’Atlantis Bookshop che si trova in Museum Street a Londra, ed editore di High Magic’s Aid. Attraverso questa amicizia, lei incontrò anche Kenneth Grant dell’OTO, anche se il loro rapporto non fu amichevole.

Anche Cecil Williamson, il proprietario originario del Witchcraft Museum sull’Isola di Man, e in seguito proprietario del Witchcraft Museum di Boscastle, pubblicò un vasto numero di articoli nel quale dichiarava fermamente che Gardner fosse un impostore, ma riportò solo alcuni aneddoti a supporto.

Anche se Gardner affermò di aver ricevuto l’iniziazione nel 1939, non sappiamo nulla di lui fino al 1949, anno in cui Houghton pubblicò High Magic’s Aid. Questo romanzo ha derivazioni salomoniche ma, come rivela lo stesso Gardner: “I rituali magici sono autentici, in parte dalla Chiave di Salomone (la traduzione di MacGregor Mathers) e in parte da manoscritti magici in mio possesso.” Gardner aveva certamente una vasta collezione di questi manoscritti, che vennero in possesso di Ripley, a Toronto, insieme al resto dei suoi beni, dopo la sua morte7.

Scire fu il nome che Gardner adottò come membro del ramo crowleyano dell’Ordo Templi Orientis (la mia copia in prima edizione di High Magic’s Aid è firmata “Scire” nella sovraccoperta, ma “Scrire” nel frontespizio). Sebbene sia noto che la sua appartenenza fu puramente nominale, era certamente in contatto con personalità quali Kenneth Grant e Madeline Montalban (fondatrice dell’Ordine della Stella Mattutina). Gardner ottenne il suo grado nell’OTO e una Carta da Aleister Crowley, al quale venne presentato nel 1946 da Arnold Crowther. Quando Crowley morì nel 1947, la loro amicizia non era durata a lungo, ma Crowther disse che entrambi goderono della loro reciproca compagnia.
Quindi, dopo questa breve introduzione possiamo passare alla seconda questione che ho menzionato.

Gardner e la Golden Dawn

Nel 1888, l’Hermetic Order of the Golden Dawn venne fondato, dando così inizio ad una rinascita di interesse per l’occulto, che continua ancora oggi. È impossibile negare l’importanza della Golden Dawn per i moderni occultisti; non solo attraverso i suoi rituali, ma anche attraverso alcuni suoi membri e, ovviamente, la divulgazione da parte dell’Ordine di un grande bagaglio di conoscenza occulta, che altrimenti sarebbe rimasta per sempre sconosciuta o celata nell’oscurità. Analizzerò successivamente questo corpus di conoscenza occulta, alla luce di altre influenze letterarie, per ora mi concentrerò sui rituali e le personalità dell’Ordine che influenzarono la Wicca.

Non possiamo considerare la Golden Dawn come isolata dalle sue origini. Derivò da una miriade di tradizioni esoteriche, incluso il Rosacrocianesimo, la Teosofia e la Massoneria – quest’ultima in modo indipendente, e anche attraverso la Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA), un gruppo cerimoniale e di studio, aperto solo ai Maestri massoni.

L’esistenza della Loggia tedesca o della sua rappresentante Frau Sprengel, è ancora oggetto di dibattito ma, di fatto o di spirito, queste furono le fonti dei Cipher Manuscripts che vennero usati per fondare la Loggia Isis-Urania nel 1888.

La Isis-Urania venne fondata dal dottor William Wynn Westcott, da William Woodman, e da Samuel Liddell (“MacGregor”) Mathers. Essi non solo erano Maestri massoni, ma Westcott e Mathers furono anche membri della Società Teosofica. Soprattutto, i tre costituirono un governo-triumvirato che gestiva gli interessi della SRIA. Questo è significativo, poiché la SRIA contava tra i propri membri Hargrave Jennings, che si diceva fosse coinvolto in un gruppo pagano alla fine del XIX secolo, che traeva ispirazione dall’Asino d’oro di Apuleio8.

Ritornando alla Golden Dawn, resta un fatto irrilevante se i Cipher Manuscripts siano realmente esistiti, o se sia stato Westcott a scriverli. Infatti Mathers venne incaricato di modificare i rituali in modo da renderli operabili, e così nacque la Golden Dawn. I membri della Isis-Urania nel corso del tempo inclusero molti personaggi noti: Allan Bennett, Moina Mathers, Aleister Crowley, Florence Farr, Maud Gonne, Annie Horniman, Arthur Machen, William Sharp (aka “Fiona Macleod”), Arthur Waite e W.B. Yeats (Premio Nobel per la Letteratura). Altri associati furono Lady Gregory e G.W. Russell la cui opera The Candle of Vision venne inclusa nella bibliografia di The Meaning of Witchcraft. Le influenze letterarie e celtiche all’interno della Golden Dawn furono immense.

Dalla Isis-Urania derivarono tutti gli altri, inclusi i cosiddetti Ordini Dissidenti, derivanti da Crowley. Ed è questa la linea che alcuni studiosi tracciano fino alla Wicca, perciò è su questa che ora ci concentreremo.

Aleister Crowley venne iniziato nella Isis-Urania il 18 novembre 1898. in seguito litigò con Mathers, e nel 1903 creò il proprio Ordine, l’Argenteum Astrum (Astro Argentino). Nel 1912, Crowley venne iniziato nell’OTO, e nel 1921, succedette a Theodor Reuss come Capo.
Secondo il racconto di Arnold Crowther, fu nel 1946, un anno prima della morte di Crowley, che Crowley diede a Gardner una Carta dell’OTO. Ithell Colquhoun dice solo che accadde negli anni ’40, e dichiara inoltre che Gardner introdusse del materiale dall’OTO – e, in maniera meno diretta, dalla Golden Dawn – nella “tradizione delle sue coven”.

Come Doreen Valiente stessa ammette: “Certamente, l’influenza di Crowley era davvero evidente attraverso i rituali [wiccan].” Questo, come Gardner le spiegò, era dovuto al fatto che i rituali ricevuti dalla sua Coven erano molto frammentari e, per poterli rendere operabili, dovette implementarli con altro materiale. Per dare un esempio di alcuni aspetti di Crowley, che sono molto familiari ai wiccan moderni:

“Io dono gioie inimmaginabili sulla terra: certezza, non fede, durante la vita; sulla morte, pace inesprimibile, riposo, estasi; né chiedo alcunché in sacrificio.”

(Il Libro della Legge (Liber AL vel Legis), 1904, cap. I, v 58.)

“Io sono Vita, e il datore di Vita, eppure perciò la conoscenza di me è la conoscenza di morte.”

(ibid, cap. II, v 6.)

E ovviamente, la Messa Gnostica di Crowley ha immensamente influito.

Non solo la poetica, ma anche le pratiche magiche nella Wicca sono spesso derivate dalle fonti della Golden Dawn. Per esempio:

  • Le modalità di tracciatura del cerchio – la visualizzazione del cerchio e dei pentagrammi alle quattro direzioni – è basato sul rituale del Pentagramma della Golden Dawn;
  • il concetto e l’espressione “Guardiani delle Torri” vengono dal sistema magico enochiano, passato alla Wicca attraverso la Golden Dawn (anche se ci tengo a chiarire che il loro uso all’interno della Wicca, non ha a che vedere con l’uso che se ne fa nella magia enochiana – la sola relazione è il nome);
  • Gli Elementi e colori generalmente attribuiti ai Quarti, sono quelli della Golden Dawn;
  • Le armi e le loro attribuzioni sono una combinazione di Golden Dawn, Crowley e Chiave di Salomone.

In Witchcraft Today, Gardner afferma: “Le persone che certamente hanno avuto la sapienza e l’abilità di inventare [i rituali wiccan] furono sicuramente persone che formarono l’Ordine della Golden Dawn circa settant’anni fa …”

La Golden Dawn non fu la sola a influenzare Gardner. Anche la massoneria ebbe un grande impatto sulla Wicca. Non solo i tre fondatori della Isis-Urania erano massoni, ma anche Crowley e Waite lo erano. Inoltre anche Gardner e almeno un membro della Coven originaria, Edith Woodford-Grimes, erano entrambi co-massoni.

Gardner era inoltre amico di J.S.M. Ward, che pubblicò un gran numero di libri sulla Massoneria. Doreen Valiente descrisse Ward come un “grande Massone” ma Francis King lo definì “falso Vescovo … che aveva scritto qualche libro abbastanza buono, ma inverosimile, riguardo alla Massoneria, e che guidava una comunità religioso-occulta particolare, chiamata The Abbey of Christ the King …” Per quanto inverosimili potessero essere i libri di Ward, possiamo affermare che molte delle similitudini tra la Wicca e la Massoneria, sono in qualche modo dovute all’influenza di Ward. Alcuni di questi concetti e frasi includono:

  • I Tre Gradi
  • “L’Arte”
  • “Piaccia che sia così”
  • La Sfida
  • “Propriamente preparato”
  • Il Giuramento del Primo Grado (in parte)
  • Presentazione degli Strumenti al Primo Grado (in parte).

Mi sembra abbastanza chiaro che, se anche Gardner avesse ricevuto una serie di rituali tradizionali dalla sua Coven, dovevano essere molto frammentari, poiché i concetti rituali che conosciamo oggi nella Wicca, derivano in larga parte dalla magia cerimoniale e dalla Massoneria. Certamente, Gardner ha sempre sottolineato e dichiarato quanto essi fossero frammentari.

Si potrebbe obiettare che tutto derivi da una fonte comune; che l’uso di una frase o di una tecnica in una tradizione e il suo utilizzo in altri ambiti, non implichi necessariamente che una, abbia preso dall’altra. Ad ogni modo, Gardner ammette le sue fonti in molti casi, e la Valiente le conferma ulteriormente, perciò penso che sia il caso di affermare che buona parte della ritualistica e alcuni concetti della filosofia della Wicca, discendano dalle tradizioni massoniche e dalla magia cerimoniale, piuttosto che derivare da un’unica fonte precedente e comune a tutti. In ogni caso, come D. Hudson Frew evidenzia nel suo commento di Crafting the Art of Magic (di Aidan Kelly, Llewellyn, 199), l’influenza delle pratiche e delle tecniche di magia cerimoniale sulla magia popolare e folklorica, è ampiamente riconosciuto dagli antropologi, e certamente non è sinonimo di plagio. E ovviamente nella Wicca ci sono altrettanti importanti aspetti che invece derivano dalla Stregoneria tradizionale, dal folklore e dalla magia popolare.

Foglia e Fiore e Frutto

Osservando lo sviluppo degli ordini magici che risultarono dal revival dell’occultismo inglese del XIX e XX secolo, è possibile vedere questi legami con la Wicca e con la dichiarazione di Gardner, circa la sua iniziazione tradizionale. Possiamo ora proseguire considerando gli alberi genealogici della Stregoneria moderna.

Prendendo in considerazione per prime le possibili radici dell’albero gardneriano, incontriamo due candidati al titolo di fonti “ereditarie”, nella creazione della Wicca da parte di Gardner: la Coven della New Forest e il gruppo delle Cumbria, nel quale Eleanor Bone (1911-2001) affermava di essere stata iniziata prima di incontrare Gardner (Eleanor Bone fu una delle Grandi Sacerdotesse di Gardner, e la sua “linea” è stata molto importante per la Wicca moderna9. Apparve nella serie di riviste, Man, Myth and Magic, e nel suo tempo libero gestiva due coven: una in Cumbria e una a Sud di Londra.)

Sybil Leek (1923-1983) parla, nei suoi ultimi libri, dell’esistenza dell’Horsa Coven nell’area della New Forest, e si fa menzione anche di un gruppo di St. Albans, che precedette il gruppo di Gardner ma, che per quanto io ne sappia, non è corretto. Il gruppo di St. Albans era proprio il gruppo di Gradner che, per quanto si sia scoperto, non era a lui precedente.

Sull’argomento della stregoneria pre-gardneriana, menzionerò invece George Pickingill – brevemente, perché penso che sia estremamente dubbio che egli abbia avuto alcuna connessione con Gardner, o altri Wiccan moderni.

Pickingill morì nel 1909, mentre Gardner era ancora in Malesia. Eric Maple è il responsabile dell’inizio del mito di Pickingill, che fu poi ampliato da Bill Liddell (Lugh) che scriveva in due riviste sull’Arte molto influenti, The Wiccan e The Cauldron. Gli articoli furono inizialmente pubblicati nel corso degli anni ’70, ma The Cauldron continuò a pubblicare i materiali di Lugh per molto tempo. Incontrai Bill Liddell e sua moglie a Brisbane nel 2001, e li trovai una coppia affascinante e gentile. Parlammo un po’ di George Pickingill, e Bill fu ben cosciente del mio estremo scetticismo riguardo ad una possibile relazione tra Pickingill e Gardner, o qualsiasi altra tradizione wiccan moderna.

Nel libro The Dark World of Witches, pubblicato nel 1962, Maple raccontava di un certo numero di wise women e cunning man, uno dei quali fu George Pickingill. C’è anche una fotografia di un uomo anziano con un bastone e un cappello in mano, il quale venne identificato da Maple come Pickingill. Questa fotografia è stata riutilizzata in seguito in alcuni libri sulla Wicca e la Stregoneria.

L’uscita numero 31 della rivista Insight, datata luglio 1984, contiene una lettera molto interessante scritta da John Pope: “La fotografia che si dice ritragga il Vecchio George Pickingill è in realtà una foto di Alf Cavill, un facchino della stazione ad Ellstree, scattata agli inizi degli anni ’60. Alf ora è morto, ma non era una strega, e rise quando vide la fotografia.” In ogni caso, un rispettabile membro dell’Arte mi disse che egli credeva che la foto, in suo possesso, fosse quella di Pickingill, e non ho motivi per non credergli.

Sebbene molte affermazioni riguardo a Pickingill appaiano estremamente forzate, alcune, con uno sforzo di immaginazione, possono essere accettate. Tuttavia, le notizie secondo le quali Pickingill, contadino illetterato, avrebbe gestito nove Coven in tutta la Gran Bretagna, sono davvero incredibili. Ho vissuto in un piccolo villaggio nel Cambridgeshire negli anni ’80, e gli abitanti consideravano un viaggio a Londra (a un’ora o due di distanza) come il viaggio di una vita. Solo andare a Kings Lynn (a meno di 20 miglia di distanza) veniva considerato un lungo tragitto. L’affermazione secondo cui Pickingill gestì alcune Coven di poveri contadini, e accettare l’idea che egli avesse avuto Allan Bennet e Aleister Crowley come allievi, è un’ulteriore ingenuità.

Ritornando al lato più credibile dell’albero genealogico wiccan, incontriamo alcuni nomi che ai lettori suoneranno familiari, come Doreen Valiente, Jack Bracelin, Monique Wilson, Pat e Arnold Crowther, e Lois Bourne (Hemmings).

Jack Bracelin viene per lo più ricordato come autore della biografia di Gardner, Gerald Gardner, Witch (pubblicata per la prima volta nel 1960; ripubblicata nel 2000 dalla IHO Books). Si dice che questo libro sia stato in realtà scritto da Idries Shah e semplicemente pubblicato sotto il nome di Bracelin, ma dubito sia vero, almeno finché che non venga ritrovato un manoscritto che provi il contrario.
Ho una copia del Libro delle Ombre di Bracelin, che si dice risalga al 1949, anche se in The Rebirth of Witchcraft, Doreen Valiente afferma che Bracelin era “relativamente un nuovo arrivato” a metà degli anni ’50. Mi è anche stato detto, da due fonti diverse, che Bracelin aiutò Gardner nella stesura delle “Leggi” della Stregoneria. In The Rebirth of Witchcraft, la Valiente afferma di non aver mai visto queste Leggi prima della metà degli anni ’50, quando lei e il suo partner, Ned Grove, accusarono Gardner di averle inventate, per riaffermare il proprio controllo sulla Coven. Siccome Bracelin si trovava nel campo di Gardner durante la rottura del gruppo, sembra ragionevole pensare che egli abbia dato una mano nella loro stesura. In seguito Alex Sanders aumentò ancor di più il numero delle Leggi – queste apparvero in seguito nel libro di June Johns, The King of the Witches (Davies, 1969).

Sebbene Doreen affermi che la rottura della Coven fu dovuta al fatto che Gardner e Bracelin fossero fanatici della pubblicità, vi fu un’altra ragione: l’inserimento di una nuova donna all’interno della Coven, che effettivamente sostituì Doreen come Grande Sacerdotessa. Questo si dice sia avvenuto in seguito alla creazione della Legge di Gardner, che affermava che la Grande Sacerdotessa “si ritirerà in favore di una donna più giovane, se è la coven a deciderlo in consiglio”. Inutile dirlo, Doreen non fu per niente contenta, e lei e Ned abbandonarono la Coven con una profonda astiosità. Fu solo dopo un bel po’ di tempo, che Doreen riprese di nuovo i contatti con Gardner, ma i due non recuperarono mai più lo stesso grado di amicizia e affetto che esisteva prima.

Monique e Campbell “Scotty” Wilson sono tristemente noti, più che celebri, come gli eredi di Gardner, che vendettero a Ripley’s, negli Stati Uniti, tutti i suoi oggetti magici e proprietà, dopo la morte di Gardner10. Monique fu l’ultima delle sue Sacerdotesse, e molti Wiccan non l’hanno mai perdonata per aver venduto gli oggetti di Gardner. Pat Crowther fu molto caustica nei suoi confronti in un’intervista e, sebbene Doreen racconti della vendita dei possedimenti di Gardner a Ripley’s in The Rebirth of Witchcraft, non nomina mai i Wilson per nome. In effetti l’intera Arte si è schierata compatta contro di loro; fortunatamente Richard e Tamara James (della Chiesa Wiccan del Canada) riuscirono a comprare l’intera collezione di Gardner da Ripley’s nel 1987, che perciò è ora ritornata all’interno dell’Arte ed è disponibile agli iniziati per la consultazione).

Alla fine i Wilson vendettero il Museo di Castletown e si trasferirono a Torremolinos, in Spagna, dove acquistarono un bar. Monique morì nove anni dopo aver venduto il Museo. Alla fine degli anni ’90 parlai con qualcuno che conosceva tutte le vicende di Campell, e mi confermò che dopo la morte di Monique, egli si trasferì negli Stati Uniti, dove è ancora in contatto con una Coven attiva.
Monique Wilson fu di certo molto più influente di quanto lei stessa potesse immaginare quando, agli inizi degli anni ’60, iniziò Raymond Buckland il quale, con la moglie Rosemary, fu in seguito molto influente nello sviluppo della Wicca negli Stati Uniti (Vedere il capitolo di Ray in questo libro per maggiori dettagli sulla sua incredibile carriera.11)

Un altro personaggio conosciuto e, per certi versi, controverso nella storia dell’Arte fu Robert Cochrane. Le origini di Cochrane non sono chiare, ma mi è stato detto che venne iniziato nella tradizione gardneriana da una persona che qui chiamerò C.S. (C.S. e partner, D., sono destinati a rimanere completamente anonimi, e fatta eccezione per le connessioni con Cochrane, non sono mai stati ricordati al di fuori del loro cerchio). Cochrane incontrò Doreen Valiente grazie ad un’amicizia comune nel 1964, e si presentò a lei come Strega ereditaria, proveniente da una tradizione differente da quella di Gardner. La Valiente afferma che egli disprezzasse quelle che lui chiamava Streghe “Gardneriane” – ovviamente, lei è convinta che sia stato lui il primo a coniare il termine “gardneriano”. Lei riporta anche che rimase assolutamente affascinata da Cochrane e, per un certo periodo lavorò con lui e con il “Clan of Tubal Cain” come egli definiva la sua tradizione, conosciuta anche come “The Royal Windsor Cuveen” o “1734”.
La cifra “1734” ha una storia interessante. In una lettera a Joe Wilson datata “Dodicesima Notte 1966” Cochrane dice:

… la cifra 1734 non è una data ma un gruppo di cifre che hanno un significato per una strega. Uno che diventa sette stati della saggezza – la Dea del Calderone. Tre sono le Regine degli Elementi – con il fuoco che appartiene solo all’Uomo, e al Dio Fabbro. Quattro sono le Regine degli Dei del Vento. L’ortodossia giudaica crede che chiunque conosca il Santo e Impronunciabile nome di Dio acquisisca un potere assoluto sul mondo della forma. In breve, il nome di Dio pronunciato come Tetragrammaton … risulta in ebraico come le lettere YHVH, o l’Adam Kadmon (l’Uomo Celeste). Adam Kadmon è composto da tutti gli Arcangeli – ovvero un’affermazione poetica dei nomi degli Elementi. Perciò quello che accomuna un ebreo e una strega è la convinzione secondo la quale chiunque scopra il segreto degli Elementi può controllare il mondo fisico. 1734 è il modo stregonesco di dire YHVH.” (Cochrane, 1966.)

Justine Glass (in Witchcraft, The Sixth Sense – and Us, Neville Spearman, 1965) e Doreen Valiente (in The Rebirth of Witchcraft) parlano entrambe di un piatto di rame con incisi i numeri “1724”, una foto che appare anche nel libro di Glass. Cochrane disse a Glass che la sua famiglia possedeva quel piatto da “molte centinaia si anni”, per poi ammettere alla Valiente, dopo essere stato sfidato, che non era così e affermò che era colpa degli editori che avevano confuso due fotografie. In realtà, Doreen Valiente aveva comprato quel piatto in un negozio di antiquariato di Brighton su richiesta di Cochrane, che le aveva chiesto di aiutarlo a trovare un piatto funzionale alla libagione di dolci e vino. Non ho incontrato alcuna spiegazione sulla discrepanza tra il “1734” della lettera di Cochrane del 1966, e il “1724” che apparve nelle fonti pubblicate.

Sebbene Doreen Valiente sottolinei quanto il gruppo di Cochrane fosse piccolo, esso è stato incredibilmente influente. Con Cochrane, sua moglie (la quale Doreen chiama “Jean”) e Doreen stessa, vi erano altre persone oggi conosciute, e un uomo chiamato Ronald White, che voleva iniziare una nuova era in Inghilterra e venne totalmente assorbito dalle leggende di Re Artù, Re del Passato e del Futuro.

In The Rebirth Of Witchcraft, Doreen teorizza le circostanze della morte di Cochrane: i dati certi sono che morì al Solstizio d’Estate del 1966 per un’overdose di sonniferi ed erbe narcotiche. La tradizione dell’Arte crede che in realtà fu, per sua scelta, un sacrificio rituale maschile, che viene a volte messo in scena all’apice dell’estate.

La Royal Windsor Cuveen si disgregò dopo la morte di Cochrane, per rinascere dalle proprie ceneri a Samhain di quello stesso anno, con un nuovo nome – The Regency. Tutti i suoi primi membri provenivano dalla Royal Windsor Cuveen, e si riunivano sotto la guida di Ronald White. Gli incontri si tenevano a Nord di Londra, in un posto chiamato Queens Wood. Oltre a White e alla Valiente, il gruppo includeva “John Math” (fondatore della Witchcraft Research Association nel 1964, ed editore della rivista Pentagram) e il fondatore del Pagan Movement, Tony Kelly.

Durante il massimo periodo della Regency, vi erano spesso più di 40 partecipanti ai rituali, i quali tendevano ad essere drammatici, più paganeggianti rispetto alla cerimonialità associata all’alta magia rituale. Il gruppo lavorò in modo piuttosto costante per più di dodici anni, per poi disgregarsi nel 1978. Comunque è ormai provato che il gruppo fu di fondamentale importanza nello sviluppo successivo della Wicca, sebbene la sua funzione sia stata tenuta segreta, e anche oggi, davvero poche persone ne abbiano sentito parlare.

Ritornando alla linea di Eleanor Bone, incontriamo una serie di personalità influenti, il cui lignaggio iniziatico può essere fatto risalire a lei e i suoi iniziati, Madge e Arthur 12(bisogna tenere presente che sebbene la Bone fosse stata iniziata da Gardner, lei potesse reclamare anche una sua propria linea ereditaria). Gli iniziati di Madge e Arthur includono John e Jean Score. John Score fu partner in affari di Michael Houghton e il fondatore della Pagan Federation, che è ancora oggi molto attiva.

Houghton morì in circostanze curiose, che vengono brevemente menzionate in The Sword of Wisdom di Ithell Colquhoun (Neville Spearman, 1975); le mie fonti nell’Arte mi hanno detto che fu dovuto ad un rituale finito male, in cui Houghton finì dalla parte sbagliata nel corso di un’evocazione di alcune energie potenti. C’è un interessante aneddoto riguardo a Houghton in The Rebirth Of Witchcraft, che è preso da Nightside of Eden di Kenneth Grant (Frederick Muller, 1973; recentemente ristampato da Mandrake Press), ed è in linea in qualche modo con la storia simile che mi era stata raccontata qualche anno prima.

Apparentemente una sera del 1949, Kenneth Grant e sua moglie, G. B. Gardner, Dolores North (Madeline Montalban) e una non precisata Strega (probabilmente Olive Green), si incontrarono per fare un rituale insieme, probabilmente per entrare in contatto con esseri non di questo mondo. Il materiale base per il rito fu un disegno di A. O. Spare. Poco dopo l’inizio del rituale, il libraio nelle vicinanze (probabilmente proprio Michael Houghton) fece irruzione nella casa ed interruppe il processo. Dopo aver saputo che nella stanza c’era Kenneth Grant, si rifiutò di entrare e si allontanò. Il rito comunque era stato interrotto, e tutti lo abbandonarono e ritornarono a casa.

Grant afferma che a causa dell’interruzione di questo lavoro, il matrimonio di Houghton finì, e Houghton in seguito morì in circostanze misteriose (il divorzio degli Houghton fu una cause célèbre, con la moglie che lo accusava di crudeltà, perché si vantava di essere un Sagittario mentre si faceva beffe di lei, che era solo una vecchia e misera Capricorno!)

E’ possibile che il rituale sia davvero avvenuto. Madeline Montalban aveva un appartamento vicino all’Atlantis Bookshop di Houghton e certamente conosceva sia Grant che Houghton. Lei era anche in rapporti con Gardner, sebbene non avesse una grande stima di lui e della Wicca. Uno degli studenti della Montalban mi disse che lei pensava che Gardner fosse un truffatore e ritualmente incapace. Aveva anche un’opinione piuttosto bassa dei Wiccan e impedì ai suoi studenti di prendere parte ai rituali Wiccan. La ragione di questa avversione può essere dovuta ad un aneddoto che Doreen Valiente non racconta: apparentamene la Montalban acconsentì a partecipare ad un rituale con Gerald, che finì con lei legata e solleticata con uno spolverino di piume! E la signora non si divertì affatto!

Altri due personaggi con una posizione importante nell’albero genealogico post-gardneriano furono Pat e Arnold Crowther, poiché è dalla loro linea che derivò il celebre Alex Sanders. Non è più un segreto ormai che ad Alex – ben lontano dall’essere iniziato da sua nonna all’età di sette anni, come spesso raccontava – venne rifiutata l’iniziazione da Patricia Crowther nel 1961.

Vi sono numerose voci riguardo a come Alex riuscì ad avere accesso al Libro delle Ombre, ma credo che Ronald Hutton abbia contribuito a chiarire molto la situazione, rivelando l’esistenza di due lettere, scritte a nove giorni di distanza nell’Agosto e nel Settembre 1963, indirizzate da Sanders a Gerald Gardner. La prima scritta da Alex; la seconda da una donna chiamata Pat Kopanski, membro della Coven di Patricia e Arnold Crowther. Entrambe le lettere confermano che Alex venne iniziato al Primo Grado da una Grande Sacerdotessa chiamata Medea nel Marzo del 1963, e che venne iniziato al Secondo Grado il giorno seguente. Questo permise a Sanders ed alla Kopanski di fondare una Coven assieme.

Pat Crowther continua a mettere in discussione la legittimità di quelle iniziazioni, facendo notare che non si fa menzione di alcun Gran Sacerdote officiante al rituale. Nella mia esperienza, non è così insolito che per le iniziazioni ci si riferisca solo alla Grande Sacerdotessa (non ricordo sia mai stato menzionato il Gran Sacerdote di Eleanor Bone, e nessuno, che io sappia, ha mai messo in discussione la validità delle sue iniziazioni), perciò non contesterò queste dichiarazioni.

In The Rebirth of Witchcraft, la Valiente rivelò anche che Sanders venne iniziato da un ex-membro della Coven di Pat Crowther, ma aggiunge che in seguito egli visitò Gardner e gli fu permesso di copiare direttamente dal suo Libro delle Ombre. La tradizione dell’Arte ha sempre sostenuto che le principali differenze tra i Libri delle Ombre alexandriano e gardneriano, siano dovute ad alcuni errori di comprensione o di copiatura di Alex!

Alex aveva bisogno di una Grande Sacerdotessa e scelse Maxine Morris per questo ruolo. Maxine era, ed ancora rimane, una Sacerdotessa eccezionale, e fu il fulcro visivo per la linea alexandriana di Sanders e per il movimento wiccan in generale, che crebbero entrambi a passi da gigante. Verso la fine degli anni ’60, Alex e Maxine erano iniziatori prolifici, e un gran numero di loro iniziati sono diventati molto celebri. I loro iniziati più famosi sono certamente Janet e Stewart Farrar, che li lasciarono nel 1971 per formare una propria Coven, prima in Inghilterra, e poi in Irlanda. Attraverso i loro libri, hanno avuto un’enorme influenza sulla direzione che la Stregoneria moderna ha intrapreso. Certamente in Australia, la pubblicazione di What Witches Do nel 1971 fu davvero una svolta. Stewart morì nel 2000 ma Janet, in collaborazione con Gavin Bone, mantiene ancora costante il numero di pubblicazioni, che fanno sì che la loro forma progressiva della Wicca sia destinata a diventare lo “standard” rispetto ad altri generi.

Un’altra iniziata alexandriana di spicco è Seldiy Bate, che fu in origine allieva magica di Madeline Montalban, e in seguito venne iniziata da Maxine e Alex. Suo marito, Nigel, fu anch’egli iniziato da Maxine e Alex, e sono Streghe “pubbliche” ormai da anni ora, spesso vengono ospitati in tv e in radio, o sui giornali. Il loro background in magia rituale si esprime nel tipo di Coven che gestiscono – una combinazione di Wicca e Magia Cerimoniale.

Nel 1971 Alex e Maxine presero due strade separate. Per molti anni Maxine praticò il Cattolicesimo liberale con il proprio compagno David Goddard, un prete cattolico liberale13. Nel 1984, Maxine formò di nuovo un gruppo, e iniziò a praticare una combinazione di Wicca, Qabbalah e Cattolicesimo liberale. Lei e David si separarono nel 1987, e da quel momento la sua Coven rimase esclusivamente Wiccan. Nel 1989, sposò uno dei suoi iniziati, Vincent, ed ora vivono assieme nel Galles settentrionale.

La storia di Alex dopo la separazione, fu un po’ più squallida; si sposò infatti con una ragazza, Jill, la quale infarcì la stampa scandalistica di quegli anni, con racconti di un Alex omosessuale, che la tradiva e defraudava di ogni soldo, per spenderlo con i suoi amanti gay. Alex sopportò stoicamente questi scandali, come già aveva fatto con molti altri precedenti e quando morì nel 1987, i suoi funerali attirarono un enorme numero di streghe, che vennero a mostrargli il loro rispetto.

Le Ombre dei Libri

Vorrei ora concentrarmi sull’ultimo elemento che secondo me ha avuto una grande influenza sulla nascita e lo sviluppo della Wicca – ovvero le tradizioni letterarie e le fonti alle quali Gardner ebbe accesso. In un certo senso queste sono in continuazione con le tradizioni magiche descritte prima, poiché da nessuna parte si dice che Gardner abbia lavorato in una Loggia magica, e perciò dobbiamo supporre che la sua conoscenza provenisse da forme scritte dei rituali, piuttosto che dalla loro pratica.

Dalla lettura dei libri di Gardner, è piuttosto evidente che Margaret Murray ebbe un grande impatto su di lui. Il suo libro Il Dio delle Streghe venne pubblicato nel 1931, e dieci anni prima venne pubblicato, Le Streghe nell’Europa occidentale. Il Dio delle Streghe ebbe una grande influenza su molte persone, e certamente ispirò Gardner. Infatti, Stregoneria oggi, pubblicato per la prima volta nel 1954, conteneva una prefazione proprio della Murray. A quel tempo, le opere accademiche della Murray sulla Stregoneria venivano ancora tenute in grande considerazione, e per molti anni diede un contributo riguardo alla Stregoneria nell’Encyclopædia Britannica. Il suo lavoro è stato in seguito largamente screditato, sebbene rimanga una fonte d’ispirazione, nonostante la sua inaccuratezza storica.

Ai tempi di Gardner, l’idea di un culto continuativo degli antichi Dei pagani, doveva essere un concetto molto affascinante, e nel secondo articolo nella mia serie riguardo alla Murray (pubblicato in The Cauldron), ho affermato che la Murray a quel tempo potrebbe aver finto la propria veridicità scientifica, così da riuscire a pubblicare i propri lavori. Non dimentichiamo che Dion Fortune dovette pubblicare i suoi lavori privatamente (pagandoli di tasca propria), esattamente come fece Gardner con High Magic’s Aid. L’eccellente libro accademico di Carlo Ginzburg, Storie notturne, una decifrazione del Sabba (Einaudi, 1989), supporta del resto le premesse della Murray, sebbene ne respinga le sue mancanze storiche.

Vi erano comunque altre numerose fonti oltre alla Murray. Nel 1899, venne pubblicato Il vangelo delle Streghe di Charles Godfrey Leland. Molte delle opere di Crowley erano già disponibili in pubblicazione prima e dopo gli anni della guerra, così come i testi scritti e tradotti da MacGregor Mathers e Waite. Erano anche disponibili opere come The Magus di Francis Barrett e, ovviamente, molti classici dai quali Gardner trasse ispirazione.

Di particolare importanza è stato La Dea bianca di Robert Graves, che è ancora una referenza letteraria standard, nella libreria di ogni wiccan inglese. Questo venne pubblicato nel 1952, tre anni dopo la pubblicazione di High Magic’s Aid, e due anni prima della pubblicazione del primo libro non romanzato di Gardner, riguardo alla Stregoneria. Vorrei far notare a questo punto che Graves ricevette qualche critica infelice riguardo a questo libro. La Dea bianca venne scritto come un’opera poetica, non storica, e criticarlo per essere storicamente inaccurato, significa non aver capito niente su di esso. Sfortunatamente, sono d’accordo sul fatto che alcuni autori si riferiscano ad esso come ad una “autorità”, prendendo perciò in giro i propri lettori. In ogni caso non è colpa di Graves, e non penso fosse sua intenzione.

Un altro libro che ha avuto una grande influenza su molti wiccan, ed era sicuramente noto a Gardner è Il ramo d’oro di Sir J.G. Frazer. Sebbene l’intero libro venne scritto basandolo su una ricerca puramente secondaria, è un’analisi estensiva di molte pratiche pagane dal mondo antico, e l’accento sul Dio Sacrificato, può essere stato preso da qui, così come dalla Murray. È come se alcune pratiche gardneriane fossero derivate da Il ramo d’oro, o dalle fonti stesse di Frazer elencate in bibliografia.

In Stregoneria Oggi Gardner cita un numero di autori quando teorizza la provenienza dei rituali wiccan. Dice che: “Il solo uomo che penso possa aver inventato i rituali è Aleister Crowley”. Continua, “Hargrave Jennings potrebbe averci messo mano …” e poi afferma che “Barrat [sic] del Magus, 1800 circa, potrebbe aver inventato o resuscitato il culto.”

E’ possibile che questi riferimenti siano una sorta di tentativo di limitare i danni da parte di Gardner il quale, secondo Doreen Valiente, non fu molto contento quando lei gli fece notare che aveva riconosciuto alcuni passaggi nei rituali wiccan! Stregoneria oggi venne pubblicato un anno dopo l’iniziazione della Valiente e, probabilmente, sembrando davvero interessato all’origine dei rituali, Gardner pensava di dare un’apparenza di innocenza alla loro costruzione!

Come ho detto prima, Gardner aveva anche una vasta collezione di manoscritti esoterici inediti che usò in maniera estensiva, e basta leggere i suoi libri, per capire che era un uomo molto colto, con interessi molti ampi. Esattamente il genere di uomo che aveva la capacità di poter riunire una serie di rituali, se richiesto.

L’ampia bibliografia di The Meaning of Witchcraft pubblicato nel 1959 lo dimostra chiaramente. Gardner include: Magick e The Equinox of the Gods di Crowley; La Cabala mistica di Dion Fortune; La Goetia; La Dea bianca (Graves); la traduzione di Lady Charlotte Guest del Mabinogion; English Folklore di Christina Hole; The Kabbalah Unveiled e The Abramelin di Mathers; i due libri di Margaret Murray sulla Stregoneria; e Gypsy Sorcery di Godfrey Leland – oltre ad una miriade di testi classici, da Platone al venerabile Beda.

Sebbene questa bibliografia sia successiva alla creazione della Wicca gardneriana, certamente suggerisce le fonti dell’ispirazione di Gardner. Ci sono anche molti libri in elenco che sono direttamente o indirettamente collegati alla magia sessuale, al culto priapico e al Tantra. Hargrave Jenning scrisse un libro intitolato The Rosicrucians, Their Rites and Mysteries, che Francis King descrive come “quasi esclusivamente incentrato sul fallo e sulle immagini falliche – Jenning vedeva il pene dappertutto.” Come ho detto prima, Hargrave Jenning, membro della SRIA, apparteneva anche ad un gruppo descritto come una Coven, che si incontrava nell’area di Cambridge negli anni ’70 dell’Ottocento, e facevano rituali basati sulle tradizioni classiche – specialmente da L’ asino d’oro di Apuleio. Comunque non vi è alcuna prova a supporto di questo, tranne il fatto che spesso si fa riferimento ad una “Cambridge Coven” legata al nome di Jenning.

Molti dei rituali a noi familiari furono aggiustati da Doreen Valiente, e questi sono stati ben documentati da lei e dai Farrar. Doreen ammette di aver tagliato molte parti della poetica di Aleister Crowey, perché pensava fossero inadatti, e li sostituì con alcune sue composizioni, o poesie da altre fonti come i Carmina Gadelica.

Di certo non potremo mai sapere esattamente la verità riguardo le origini della Wicca. Gardner potrebbe essere stato un totale imbroglione; potrebbe aver ricevuto un’iniziazione “tradizionale”; o, come molti suggeriscono, potrebbe aver creato la Wicca, come risultato di un’autentica esperienza religiosa, prendendo molto dalle sue ampie conoscenze letterarie e magiche per creare, o aiutare a creare, i rituali e la filosofia14.

Quello che penso sia certo, è che fosse sincero nella sua credenza. Se non ci fosse stato altro che la fantasia di un vecchio uomo, probabilmente la Wicca non sarebbe diventata la forza che è oggi, e la conferenza sulla quale si basa questo estratto non sarebbe mai stata tenuta in un sabato di tanto tempo fa a Canberra!

BIO

Julia Phillips è una Grande Sacerdotessa wiccan, la cui esperienza include la guida di coven e logge magiche in Inghilterra, Galles e Australia. Nonostante sia notoriamente lenta nell’iniziare chiunque, la sua diretta discendenza nell’Arte si trova ora in Inghilterra, Belgio, Stati Uniti, Canada, Malesia, Australia e Nuova Zelanda. Julia vive attualmente in Tasmania, che è uno dei luoghi più a sud che si possano raggiungere, prima di ritrovarsi in Antartide, e si dice sia anche uno dei luoghi più remoti della terra.

Gli studi esoterici di Julia cominciano formalmente nel 1971, quando inizia a frequentare le lezioni della Society of Psychical Research di Londra e nel 1974 ottiene il suo primo mazzo di tarocchi presso la famosa Atlantis Bookshop di Londra.
Durante gli anni ’80 studia astrologia con la Faculty of Astrological Studies e inizia ad insegnare un sistema magico conosciuto come “Hermetics”, che pratica ancora oggi. Nel 1991 ha fondato la Australian/New Zealand Pagan Alliance e la sua rivista, Pagan Times.

Autrice di:

Madeline Montalban: The Magus of St. Giles (Neptune Press, 2012)
The Witches of Oz (Capall Bann, 1994)

Libri ai quali ha contribuito

Both Sides of Heaven: Essays on Angels, Fallen Angels and Demons edited by Sorita d’Este (Avalonia Press, 2009).
POP! Goes the Witch edited by Fiona Horne (Disinformation, 2005).
Practising the Witch’s Craft edited by Douglas Ezzy (Allen & Unwin, 2003)
The Encyclopedia of Modern Witchcraft and Neo-Paganism edited by Shelley Rabinovitch and James Lewis (Citadel Press, 2002)
Bast and Sekhmet: Eyes of Ra by Storm Constantine and Eloise Coquio (Hale, 1999)

Pubblicazioni come editore 

2004 – ad oggi

The Wiccan (est. 1964)

In passato

Pagan Times (1991 – 2003 con un paio di anni di pausa)

Web of Wyrd (1990-1993)

Children of Sekhmet (1986-1990)

 

Note (a cura di Cesare Accorsi)

1Questa traduzione in Italiano, nasce proprio per fornire la versione ufficialmente revisionata da parte dell’autrice, visto che anche in Italia su molti siti, sono state pubblicate versioni ampiamente rimaneggiate, se non addirittura arbitrariamente modificate

2Gerald Brosseau Gardner 101: nella lingua inglese la versione 101 di un argomento ne indica la versione introduttiva, spesso semplificata e basilare

3In seguito Heselton ha pubblicato una biografia ancor più approfondita su G.B.Gardner: Witchfather. A life of Gerald Gardner, Vol. I, Vol II, Loughborough, Leichestershire, Thot Publications, 2012.

4Blue Equinox fu una pubblicazione di A. Crowley che influenzò molto G.B. Gardner

5Evan Jhon Jones ha in seguito pubblica un’antologia, raccogliendo scritti su questa tradizione: The Roebuck in the Thicket. An Antology of the Robert Cochrane Witchcraft Tradition. Capall Bann Publishing. 2001.

6Nonostante questa accusa e l’acredine iniziale, Valiente in seguito riuscì a provare a Gardner di non essere responsabile di questo spiacevole episodio

7Questa collezione è tutt’ora esistente e consultabile

8Pare piuttosto ovvia l’influenza di Apuleio sulla Wicca

9A tale riguardo invitiamo a leggere: Vivianne Crowley, “Onorare gli Antenati – Eleanor ‘Ray’ Bone” http://www.athame.it/onorare-gli-antenati-eleanor-ray-bone/

10Gardner lasciò in eredità a Monique Wilson il suo Museo della Stregoneria sull’Isola di Man, dove lei con il marito si trasferirono per diversi anni. In seguito a varie difficoltà i Wilson vendettero in America gli oggetti custoditi nel museo e si trasferirono in Spagna.

11L’autrice fa riferimento ad un altro capitolo della raccolta pubblicata dalla Australian Wiccan Conference, da cui questo stesso saggio è un estratto

12 Madge Worthington e suo marito Arthur Eaglen furono gli stipiti di una delle più prolifiche linee dell’Arte gardneriana, vedi: http://www.paganfed.org/dl/madge.pdf

13La Chiesa cattolica liberale, nonostante la quasi omonimia, non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica romana, guidata dal Papa, si tratta infatti di una chiesa di tipo gnostico

14La tesi più recente, riportata nelle biografie di Heselton sopra citate, è che Gardner nel ’39 entrò a far parte di una coven formatasi attorno agli anni ’20, per iniziativa di un gruppo di Teosofi e cunning folk praticanti magia popolare; Gardner attinse alla sua vasta cultura per riscrivere i rituali tra gli anni ’40 e ’50, poiché i rituali ereditati dalla vecchia coven erano troppo frammentari; successivamente Doreen Valiente li ripulì di ogni eccesso cerimoniale e Crowleyano, riscrivendoli ulteriormente e arricchendoli grazie alla sua arte poetica