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Intervista con una strega americana

Intervista a Belladonna Laveau, strega americana e Arcisacerdotessa dell’Aquarian Tabernacle Church, una delle più importnati organizzazioni wiccan negli Stati Uniti

di Davide Marré, trad Valentina Ferracioli

10850655_10204616457723885_1817422113_nChe cos’è l’Aquarian Tabernacle Church?

L’Aquarian Tabernacle Church (ATC) è un collettivo mondiale di coven di gruppi wiccan che condividono un obiettivo e una serie di principi etici comuni. Persone che lavorano insieme per prestare servizio alla Comunità Pagana/Wiccan. Quella che chiamiamo Chiesa Madre (Mother Church), o l’Arcisacerdozio (Archpriesthood), è un organo che garantisce le risorse delle grandi chiese e anche protezione ai piccoli gruppi, perché possano avere successo nel loro ministero.

 

Quando è stata fondata e perché?

L’Aquarian Tabernacle Church venne fondata nel 1979 da Pete “Pathfinder” Davis. Era una congrega che si occupava di sostenere e garantire i servizi religiosi essenziali alla più vasta comunità wiccan. Nel giro di pochi anni è cresciuta ed è diventata la prima chiesa wiccan, con un pieno riconoscimento legale da parte del governo di tre nazioni. L’Aquarian Tabernacle Church ora ha molti gruppi affiliati che condividono i benefici e i privilegi della sua unica esenzione come gruppo 501 dalla U.S. Treasury.

 

Perché è stato scelto questo nome? Il riferimento alla “chiesa” non suona un po’ troppo cristiano? 

Pete è sempre stato molto cauto quando si trattava del dipingersi in faccia il marchio della stregoneria. Mi diceva spesso lascia che scoprano CHI sei prima che scoprano CHE COSA sei. Il nome The Aquarian Tabernacle Church suona meno losco alle orecchie dei fondamentalisti giudeo-cristiani. Nel 1979 l’America era molto più aperta alle energie metafisiche, a una concezione del divino in evoluzione rispetto al Cristianesimo, e a un movimento generale che ci portava verso una concezione del divino femminile. L’Età dell’Acquario stava rapidamente arrivando, ma sostanzialmente c’erano ancora due atteggiamenti molto diversi negli Stati Uniti. Da una parte si era pronti ad aprire il cuore, la mente e l’anima al cambiamento, dall’altra si cercava di piantare i propri piedi nel terreno, e aggrapparsi con forza alle proprie radici. Il Tabernacolo è un manufatto cattolico che contiene la cosa più sacra. “Chiesa” invece è un concetto universale in America applicabile a tutti i luoghi di culto. Quindi l’Aquarian Tabernacle Church può essere interpretata come il luogo di culto del sacramento nella Nuova Era. Pete sentiva che questo rispettava le radici astrologiche della Wicca, mentre ancora ci trovavamo “nel radar” di coloro che con pregiudizio ci avrebbero negato il diritto di praticare il culto.

 

Cosa significa “chiesa” per voi?

Una chiesa è un luogo di culto. È il luogo in cui si costruisce una comunità aperta, nel cuore di un gruppo di persone spiritualmente simili che praticano insieme. Una congrega è un gruppo chiuso di individui ritualmente legati, come dedicati o iniziati. Noi abbiamo sia una chiesa che è il tempio all’aperto dove tutti possono venire a praticare, mentre la congrega è costituita dai nostri dedicati e iniziati che sono il gruppo di sacerdoti che si occupa del tempio. La congrega scrive rituali, organizza eventi, etc. La chiesa è invece formata da membri che non vogliono dedicarsi a un cammino iniziatico e a un ministero formale.

Abbiamo notato che avere un’infrastruttura organizzata in questo modo è davvero d’aiuto, perché è un luogo aperto per la pratica a tutti i cercatori. Non tutti vogliono diventare sacerdoti o sacerdotesse, ma molti vogliono solo avere un luogo in cui trovarsi in cerchio con altre persone.

 

Avete anche un riconoscimento federale come organizzazione religiosa?10860452_10204616470124195_1713337980_o

Sì. Abbiamo una 501 Group Tax Exemption. Ci permette di incorporare le organizzazioni affiliate sotto il nostro statuto 505(c)3. Questo permette ai gruppi affiliati di essere immediatamente riconosciuti legalmente al pari di tutte le altre chiese senza dover intraprendere la lunga e costosa battaglia con il governo per dimostrare di essere realmente un’organizzazione religiosa e non semplicemente qualcuno che cerca di speculare sui benefici non-profit.

 

Quando l’avete ottenuto? Perché l’avete chiesto? Quali fasi avete passato per ottenerlo?

L’ATC si era schierata per far sì che la Wicca fosse riconosciuta come religione con tutte le protezioni e diritti civili che le religioni tradizionali hanno. Pete ha combattuto una battaglia molto intensa: hanno perso i documenti, li hanno inviati ad altri agenti. Pete è stato costretto ad inviare copie, su copie, su copie, su copie di copie, mentre l’Internal Revenue Service (l’agenzia per le tasse americane) faceva di tutto per fermare, bloccare e rifiutare i nostri diritti. Dopo un paio d’anni passati facendo diversi tentativi, inviando più documenti, facendo ancora altri tentativi, inviando più documenti ancora e con nuovi tentativi, la perseveranza di Pete è stata ripagata e l’Aquarian Tabernacle Church ha ottenuto il riconoscimento. Con grande stupore di Pete, venne chiamato per parlare con un Agente che approvò il suo caso. Scoprì che si trattava di una donna induista, che faceva parte anch’essa di una minoranza religiosa, e che sosteneva la nostra causa: colse l’attimo, e con una spinta in più ottenne anche l’esenzione.

A volte la Dea interviene e mette mano direttamente agli avvenimenti. Siamo l’unica Chiesa wiccan ad avere speciali esenzioni. Sono le stesse esenzioni che anche i cattolici, i mormoni e altre organizzazioni nel mondo hanno e che permettono loro di avere ufficialmente una chiesa. È quasi impossibile da ottenere in questo periodo e in quest’era, a causa dei nuovi regolamenti, e a causa delle tasse più alte. Il riconoscimento di questo speciale trattamento sulle tasse aiuta tutti i wiccan, ogni singolo solitario, congrega e chiesa. Il Governo in America riconosce la Wicca come una religione valida in parte proprio a seguito dello statuto 501 dell’Aquarian Tabernacle Church.

 

Cos’è il Woolston-Steen Theological Seminary?

Prende il nome da Mother Moth Jo Steen, e Patricia Holmes-Woolston, il Woolston-Steen Theological Seminary (WSTS) è l’unico seminario Wiccan negli Stati Uniti con il potere dallo stato di Washington di garantire titoli per il dottorato in Wiccan Ministry. È il college dell’Acquarian Tabernacle Church, concepito per aiutare la nostra gente a competere con i ministri di altre religioni come cappellani per esempio nel contesto delle istituzioni pubbliche e private. Siamo presenti a livello mondiale, con un campus virtuale 3D su Second Life, Wiccan Seminary EDU. Lì offriamo un addestramento magico dinamico e una formazione sacerdotale nelle scienze sacre sulle quali la Wicca si basa.

Wiccan Seminary EDU è concepito per raggiungere tutti quegli studenti, quei praticanti solitari che sono isolati e che non possono cercare un insegnante, e per essere un complemento all’addestramento formale in una coven, così che ogni piccola coven non deve continuamente ricominciare daccapo nella formazione dei propri studenti. Un tempo quando c’erano molte meno informazioni disponibili, era più facile addestrare gli studenti a casa. Ma nei gruppi wiccan al giorno d’oggi ci sono persone che vogliono solo praticare e trovare una congregazione, ma anche nuovi cercatori, studenti dedicati, iniziati di gradi diversi e infine un pubblico generale, tutti con esigenze e livelli di addestramento differenti, e che vogliono festeggiare tutti 13 lune e 8 sabbat all’anno, e anche partecipare ad attività divertenti nel frattempo. È difficile per un Gran Sacerdote e una Grande Sacerdotessa tenere questo genere di ritmi, soprattutto se si ha anche un lavoro a tempo pieno. Il Seminary è stato creato per garantire un insegnamento extra così che gli insegnamenti iniziatici possono focalizzarsi di più su specifici argomenti legati alla tradizione.

Non promuoviamo nessuna tradizione particolare nella scuola, ma il nostro staff ha un addestramento tradizionale e uno spirito di servizio. Incoraggiamo i nostri studenti ad imparare a rispettare la diversità e a bilanciare la creatività individuale con il lavoro di squadra e la comunità. Gli studenti del WiccanSeminary.EDU applicano ciò che imparano alla scuola servendo come sacerdoti e sacerdotesse per rituali, attività ed eventi organizzati per i pagani su Secondlife.com .

 

I ministri che vengono formati in questo corso sono riconosciuti a livello federale?

WSTS è un college regolarmente riconosciuto dallo stato che garantisce diplomi e abilitazioni come qualunque altra scuola. I nostri diplomi in Wiccan Ministry sono emessi dallo stato di Washington con specializzazioni in argomenti come Costruzione di Rituali, Mitologia, Erboristeria, Divinazione, Metafisica, etc, e sono assolutamente riconosciuti a livello federale. Una persona che esce dal Seminary può usare la propria qualifica per ottenere un lavoro come cappellano militare, ospedaliero o carcerario, come professore in studi wiccan, o in molte altre aree dove è richiesta la qualifica in teologia.

 

Qual è la differenza tra un sacerdote iniziato in una coven regolare e un sacerdote che esce dal vostro seminario?

Un laureato della WiccanSeminary.EDU ha le credenziali per poter ottenere un lavoro, o insegnare all’esterno. Un Iniziato ha le credenziali per poter avere un gruppo e addestrare altri nel cammino iniziatico. Quando ottieni un Masters Degree dalla WSTS, hai un Masters Degree in Wiccan Minstry. Puoi usarlo per ottenere un lavoro, con un certificato che puoi appendere al muro. È anche utile ottenere lo standard d’insegnamento dell’ATC, così conoscerai i tuoi pari, coloro che saranno sacerdoti con te in futuro, e saranno capaci di sviluppare relazioni nel mondo con altri ministri wiccan che sono al tuo stesso livello di formazione, e presumibilmente saranno leader e un giorno anziani che cambieranno il futuro della Wicca con te. Come alunno del Seminary, hai un forte supporto dal gruppo mentre diventi esperto nella tua propria fede. È specificatamente concepito per aumentare l’addestramento che stai eventualmente già ricevendo nella tua coven/chiesa locale. Non sarai un Iniziato. Non hai l’autorità per addestrare e iniziare altre streghe in una tradizione. I nostri diplomi sono scolastici e non iniziatici. Se senti che il cammino iniziatico è parte del tuo cammino spirituale, lo potrai trovare attraverso la scuola. Proprio attraverso gli insegnanti, spesso è possibile arrivare ad un’iniziazione, grazie a un mentore che ti segue. Oppure in altri casi è possibile assegnare un insegnante locale.

 

L’ATC pensa che la Wicca sia una tradizione iniziatica? Quale valore date alle coven?

Il Sacerdozio dell’ATC è una tradizione iniziatica. Sono stata addestrata come gardneriana, quindi cerco di tenere un equilibrio tra gerarchia, protocollo, iniziazione formale e un’apertura all’individualità, e fornendo al pubblico pagano delle occasioni di pratica. Penso non esista alcun sostituto all’addestramento in una coven. È difficile per uno studente imparare tutte le discipline o che sappia sempre dove guardare senza che qualcuno indichi il cammino. C’è molto più da imparare diventando Grandi Sacerdoti e Sacerdotesse di un ordine che nella conoscenza spirituale. La Dea non può insegnare il lavoro di squadra, la cultura pagana, la leadership, o come scrivere un rituale che coinvolga le anime di coloro che partecipano se non ricevi i servizi che un Gran Sacerote o Grande Sacerdotessa hanno da offrirti.

Mentre non penso che ogni strega debba per forza avere un’addestramento in una coven, l’addestramento tradizionale è vitale al nostro culto. L’addestramento nel seminario aiuta i nostri leader a considerarsi sullo stesso livello dei ministri di altre confessioni. Questo diploma in Wiccan Ministry garantisce un riconoscimento mondiale da parte di altri pari di altre confessioni. Una qualifica iniziatica garantisce un riconoscimento nella comunità pagana/wiccan.

 

L’ATC appartiene a una specifica tradizione della Wicca? Siete affiliati anche ad altre tradizioni del paganesimo?

L’ATC accoglie tutti i rami del Paganesimo a collaborare con noi. Siamo Wiccan, e come tali incoraggiamo i membri a seguire i principi base di questa religione. I patroni dell’ATC sono Pan e Hecate, anche se abbiamo altari per Diana, Dioniso, Afrodite, per il Greenman, e recentemente, trapiantata dalla mia casa in Georgia, Kwan Yin. Nel mondo i nostri gruppi si basano spesso sugli insegnamenti della wicca tradizionale britannica con molte influenze dal lavoro dei nostri elder, i Farrar e Doreen Valiente. Ma considerando la crescita della Wicca dalla fondazione dell’ATC, abbiamo dato spazio anche ad altre tradizioni wiccan. Il punto è: stai facendo il lavoro? Stai aiutando la società? Non riguarda ciò in cui credi o chi ti ha addestrato ma piuttosto come stai usando quell’insegnamento. In ogni caso, l’isolamento alimenta l’ignoranza, abbiamo bisogno di varietà per poter prosperare.

 

In quali paesi siete presenti?

Sto ancora cercando la nostra famiglia sparsa per il mondo. Attualmente ho incontrato affiliati negli Stati Uniti, in Canada, Irlanda, Australia, e ora Italia. Penso ci siano gruppi anche in Francia e Sud Africa, ma non ho ancora avuto il piacere di incontrarli. Vi sono molti resoconti che i volontari hanno fatto nel corso degli anni e le persone si separano, si spostano, fondano nuovi gruppi e diventano famiglie, senza parlarne con Mamma. Stiamo ancora cercando di elencarle tutte e cerchiamo di trovare un modo più moderno per tenere dei resoconti permanenti sulle selvagge e erranti streghe dell’ATC.

 

In Italia è molto sentita la differenza tra neo-paganesimo e vetero-paganesimo (come ricostruzionisti o tradizionalisti che praticano il la tradizione romana, ellenica o germanica o il ricostruzionismo celtico), com’è negli Stati Uniti ? Ci sono forti differenze tra neopaganesimo e ricostruzionisti?

Sono stata talmente impegnata nel prendermi cura dell’ATC e i suoi membri che non sono davvero riuscita ad aggiornarmi sul clima attuale del movimento pagano statunitense.

 

Come si entra a far parte dell’ATC, quali sono i requisiti?

Riconosciamo il diritto di ogni persona a identificarsi come membro della chiesa. Se senti di essere membro della chiesa, e supporti i suoi ministeri, allora sei membro della chiesa. Questo significa essere una chiesa pubblica, tutti sono i benvenuti a partecipare.

Grazie per avermi dato la possibilità di parlare dell’Aquarian Tabernacle Church e i suoi ministri. Sono molto onorata e contenta di essere capace di servire come Arcisacerdotessa e di creare e facilitare i benefici che l’ATC ti offre.

 

PER INFORMAZIONI SULL’ATC: www.aquariantabernaclechurch.org

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La tradizione molteplice: viaggio nel Tradizionalismo romano

Veteropaganesimo e Neopaganesimo, un confronto nella prospettiva del Tradizionalismo romano e della Wicca

di Davide Marrè

Nel nostro paese è esistito un paganesimo moderno molti decenni prima che correnti propriamente neopagane attecchissero in Italia. Questo moderno paganesimo è la Via romana agli Dei, anche detta Tradizione Romana o Tradizionalismo romano. Non è possibile capire l’ampio spettro di ciò che, almeno antropologicamente, può essere definito il paganesimo italiano moderno, senza capire le profonde differenze che esistono tra alcune delle sue correnti.

Per fare questo occorrerebbe un saggio, e non un articolo divulgativo come questo, con tutti i suoi limiti e le sue inevitabili generalizzazioni. Il tipo di paganesimo moderno a cui si fa riferimento in questo articolo, quello tradizionalista, non ha radici totalmente diverse da quell’altro paganesimo moderno, il cosiddetto neopaganesimo, ma ha avuto invece sviluppi radicalmente opposti.

Credo sia doveroso chiarire anche la posizione di chi scrive. Del tradizionalismo romano storico ho sempre apprezzato la capacità di fare cultura, il suo aspetto intellettuale e filosofico, ma mi ha sempre turbato l’incapacità di distaccarsi da un discorso politico di destra, anzi di estrema destra, frutto di un’ingenuità idealistica che è e resta il suo peccato delle origini: il mito della sapienza italica.

Chiarito questo, per semplificare la distinzione tra queste due aree del paganesimo italiano moderno, già anni fa, con l’uscita de L’essenza del neopaganesimo, avevo sentito l’esigenza di distinguere questi due movimenti accomunati soltanto da un nome troppo generico, paganesimo (che peraltro come vedremo i tradizionalisti storici rifiutano), e da un equivoco sostanziale che è andato avanti negli anni. Ai tempi chiamai questi due regni che cadono sotto la definizione storica e antropologica di paganesimo moderno: veteropaganesimo e neopaganesimo.

Per chiarire ancora di più ciò che sono queste due aree, diremo generalizzando che nel nostro paese la corrente principale del primo è costituita in prevalenza dal cosiddetto Tradizionalismo Romano, mentre la corrente principale del secondo è la Wicca. Per principale non intendo solo in senso strettamente numerico, ma anche per storia, evoluzione, esposizione mediatica, pubblicazioni.

Il Tradizionalismo romano, è geneticamente differente da qualsiasi forma di neopaganesimo, inteso come quell’insieme di correnti religiose e spirituali sviluppatesi parallelamente o cresciute attorno alla Wicca, o addirittura nate prima di questa, parlo del druidismo, del reclaiming, delle varie forme di spiritualità femminile, delle molteplici tradizioni avaloniane, dei neosciamani, cioè quelle correnti spirituali che cadono sotto la definizione di Earth Based Religion.

I padri del tradizionalismo romano

Per comprendere il tradizionalismo dobbiamo partire da lontano. Da un pensatore italiano quale fu Arturo Reghini. Reghini aderì al movimento teosofico e alla massoneria, e rielaborò il pitagorismo. Il suo scritto Imperialismo Pagano e tradizione italica,  del 1914, lo rende uno dei padri della Tradizione Romana.

Riemerge in questi anni, un’idea che sembrava essere ormai definitivamente estranea al nostro panorama culturale e filosofico, ma che viene recuperata in seno alla propaganda nazionalista, l’idea di una sapienza italica[1]. È un’idea cruciale nel Tradizionalismo Romano, cioè l’idea dell’importanza fondamentale di Roma come capitale spirituale: la sapienza metafisica è patrimonio di tutti coloro che in ogni luogo e tempo se la immedesimano […]. Pure, come vi sono sopra la terra regioni più fredde e più calde, più fertili e più aride, così vi sono regioni dove la pianta iniziato cresce meglio che altrove. Il linguaggio e la razza non sono le cause di questa superiorità metafisica, essa appare connaturata al luogo, al suolo, all’aria stessa. Roma, Roma caput mundi, la città eterna, si manifesta storicamente come una di queste regioni magnetiche della terra.[2]

In Imperialismo Pagano e Tradizione Italica, il compito di Roma dovrebbe essere quello di rappresentare, con la sua monarchia imperiale in grado di gerarchizzare il mondo, l’ordine cosmico nell’ecumene umano, ricomporre ad unità le Nazioni, in una visione armonica sinanco del conflitto bellico, nel gioco d’equilibri della libertà individuale e collettiva[3].  Questa visione di Reghini è quella stessa che lo rende un interventista nella I Guerra Mondiale (assieme a diversi altri intellettuali).

Imperialismo pagano sintetizza quella che fu una visione nata dall’incontro con un altro importante massone, Nicola Armentano, conosciuto nel 1907. Armentano si riteneva esponente di una corrente iniziatica pagana pitagorica. Ancora oggi in alcuni ambienti egli è considerato l’ultimo esponente di una corrente iniziatica continua, a cui venne iniziato anche Reghini. Insieme tentarono una riforma della massoneria in senso pagano, cercando di sostituire il simbolismo giudaico cristiano, ritenuto corrotto, con quello appunto pitagorico.

Quest’idea di una prisca sapientia, pitagorica, italica e pelasgica, è un mito che viene da molto lontano e che ha influenzato nei secoli la nostra cultura, nel bene e nel male. Che ha visto personaggi come Pitagora, Numa, Virgilio, Dante, Vico, sistemati idealmente nella catena iniziatica con cui nei secoli si è manifestata questa sapienza.

Affascinato dal fascismo, Reghini ebbe l’illusione che proprio questo, resuscitando la simbologia imperialista, potesse portare Roma ad assolvere al suo compito. Inizia in questi anni il profondo legame tra il Tradizionalismo romano e la destra storica. Sono gli anni della breve collaborazione con Evola che incontrò Reghini nel 1927.

Assieme al ritorno al paganesimo si sviluppa anche in modo compiuto il concetto di tradizione. Per Evola esistono due tradizioni, in primo luogo la Tradizione che non è una data forma tradizionale, ma una sapienza posta per essenza, alle origini e al di sopra di ogni forma tradizionale che si è manifestata nel tempo e quindi nella storia. La Tradizione è, nella sua essenza, qualcosa di metastorico e, in pari tempo, di dinamico: è una forza generale ordinatrice in funzione di principi aventi il crisma di una superiore legittimità -se si vuole, si può anche dire: di principi dall’alto- forza la quale agisce lungo le generazioni, in continuità di spirito e di ispirazione, attraverso istituzioni, leggi, ordinamenti che possono anche presentare una notevole varietà e diversità.[4] La seconda forma di tradizione è quella temporale.  Cioè la forma che la Tradizione assume nel tempo nel mostrarsi in una data civiltà. Quindi se la Tradizione Primordiale è alla base di ogni tradizione legittima, le varie tradizioni scaturiscono da un’unica fonte. Nelle ultime opere di Evola la tradizione diventa la struttura fondamentale di una civiltà di tipo organico, differenziato e gerarchico in cui i domini e tutte le umane attività hanno un orientamento dall’alto e verso l’alto.[5]

Il Tradizionalismo romano diventerà quindi una delle espressioni più nobili della Tradizione, che avrebbe per la verità secondo Evola le sue origini più pure nella tradizione iperborea. Un altro concetto cardine del tradizionalismo evoliano. La Tradizione Primordiale era stata appannaggio infatti di una mitica razza iperborea. Un concetto, senza alcun fondamento storico, ma diffuso con sfumature differenti non solo nell’esoterismo italiano. Un esoterismo alimentato inoltre dalle diverse filosofie razziste diffuse tra il XIX e il XX secolo che hanno portato ai risultati che ben conosciamo.

Più avanti Evola chiarirà i limiti del suo libro del 1928, chiamato anche da lui Imperialismo Pagano, giustificando lo stesso nome di tradizione romana, a discapito dell’uso del termine paganesimo: la carenza di […]più vasti punti di riferimento e l’accentuazione della polemica anticristiana costituiscono uno dei limiti essenziali di quel mio libretto di battaglia, limite visibile già nel suo titolo, perché, in realtà, non era il caso di parlare di « imperialismo », […] e perché « pagano » è un termine dispregiativo da respingere usato proprio dai cristiani. Piuttosto si sarebbe dovuto parlare, per un riferimento storico, di una « tradizionalità romana ».[6]

Nascita del movimento

Gli anni dalla fine del dopoguerra fino agli anni di piombo, sono gli anni di formazione di quello che emergerà negli anni ’80 come un vero e proprio movimento. In questi anni si forma una galassia composita che esprime diverse sensibilità e una lunga rielaborazione anche critica dei concetti spirituali e filosofici espressi da Reghini ed Evola. Va detto che quest’ultimo sviluppando il tradizionalismo si allontanerà molto dal paganesimo.

Una delle idee portanti che porta alla nascita ufficiale del Movimento Tradizionalista Romano nel 1986 è quello di creare un’elite culturale di destra. Ripresa di una tensione tra la rozzezza del fascismo squadrista e la finezza intellettuale di pensatori come Reghini ed Evola, che è del resto da sempre presente nella destra italiana.

Il movimento fu concepito da Salvatore Ruta, Renato Dal Ponte e Roberto Incardona che si erano uniti nella pubblicazione de La Cittadella. Subito dopo, fra il 1985 e il 1988, lo svolgersi in Sicilia di tre incontri (chiamati I, II e III Conventum Italicum – il primo il 28 agosto 1985, sotto il patrocinio della Dea Vittoria, il secondo il 27 agosto 1986, sotto il patrocinio del Dio Volturno), cui partecipano i rappresentanti (sempre Salvatore Ruta, Renato del Ponte e Roberto Incardona) delle tre comunità convergenti in quella che verrà chiamata la «Via Romana agli Dei». Al termine di questi incontri nasce finalmente il Movimento Tradizionalista Romano (dal 1998 Movimento Tradizionale Romano, MTR), organismo che intende riunire i gruppi che propongono in Italia la «Via Romana».[7] Renato Dal Ponte arrivava dal tradizionalismo evoliano. Salvatore Ruta si era formato nel del gruppo dei Dioscuri, cui si deve un decisivo impulso alla creazione di una corrente pagano-romana nel tradizionalismo italiano, attivo negli ambienti dell’estrema destra romana.  Roberto Incardona veniva dall’esperienza messinese del Centro Studi Tradizionali di Trabia.

Il Movimento Tradizionalista Romano che cambierà poi nome in Movimento Tradizionale Romano, era articolato in gens, gruppi, che operavano in diverse città tra cui Roma, Genova, Messina, ecc. Al di là delle considerazioni sul pensiero politico e filosofico troppo connesso a quello religioso, si tratta di una sintesi eccezionale durata quasi vent’anni, non solo culturale, ma anche un sodalizio spirituale che aveva elaborato una sua gerarchia secondo l’ideale di ordine romano. Il Movimento tradizionalista romano si autodefinisce non un movimento politico, bensì l’espressione, sul piano culturale della Nazione, di un Centro spirituale che alla fine del secondo millennio dell’Era Volgare testimonia della continuità e della viva presenza della Tradizione romano-italica in Italia.[8] Il Movimento pubblica nel 1988 il pamphlet Sul problema di una tradizione romana nel tempo attuale che riassume i principi del tradizionalismo romano.

Nel 1992 entrerà a far parte del movimento l’ Associazione Romània Quirites, e verrà istituita la Curia Romana Patrum come supremo organo dirigente. Alla Curia partecipano i patres, cioè i leader, di ogni gentes, gruppo.

Sempre in questi anni si tenterà di far entrare senza successo nel Movimento il direttore della rivista «Ignis» (1990-92) Roberto Sestito, proveniente dalla reghiniana Associazione Pitagorica di Sebastiano Recupero. E più avanti si prova la stessa cosa con Roberto Corbiletto che tra il ’94 e il ’97 dirige la rivista e il gruppo romano di «Mos Maiorum».

I principi del tradizionalismo romano

Nel testo Sul problema di una tradizione romana nel tempo attuale si mette in evidenza il problema dei gruppi che si autodefiniscono arbitrariamente pagani (già negli anni ’80 il problema era sentito!) e si indicano gli orientamenti dottrinali del Tradizionalismo romano. Si chiarisce poi l’equivoco del “neo-paganesimo”, riprendendo lo stesso Evola. Si afferma qui che se si andasse al fondo del problema ‘neo-pagano’ si scoprirebbe che esso non ha nessuna solida base dottrinale o spirituale. La parola neopaganesimo insomma non può essere applicata al Tradizionalismo romano e nemmeno il termine paganesimo.

Per tradizone romano-italica si intende qui la forza che sta dietro il permanere di un’immagine archetipica dell’Italia nell’inconscio collettivo delle sue genti e di un’identità spirituale che coinvolge l’uomo e l’ambiente di questa terra, avente da sempre il proprio cuore pulsante e vivificante in Roma.

Nel 1993 come supplemento a La Cittadella è stato proposto  un interessante Manifesto in quindici punti in cui si manifesta la volontà di incidere in ambito pubblico, con una specifica attenzione al tema della Patria, della Nazione, dello Stato e della Religione. L’MTR non guarda a se stesso come espressione di una realtà in competizione o contrapposizione con qualsivoglia religione: fa infatti propria l’idea, già romana, dalla pluralità delle forme del Sacro. Emerge però l’idea che possa esistere uno Stato tradizionale minimo, il cui modello è uno Stato alla giapponese. Dove lì esiste ancora lo Shintoismo, sebbene non ci sia più l’impero, qui in Italia quel ruolo avrebbe potuto essere assolto da culto degli Déi di Roma. E in questo senso il MTR assicurava fin da adesso che, nell’eventualità si addivenisse a un simile Stato, il pluralismo religioso sarebbe mantenuto… Tuttavia, riprendendo l’ottica di Imperialismo Pagano, veniva anche auspicato che lo Stato del Vaticano venisse meno, col trasferimento fuori dai confini d’Italia della sede papale, il che peraltro è nei voti di non pochi cattolici di tutto il mondo.

IL MTR di quegli anni si dichiara un movimento non politico, tuttavia in queste due opere, si fa cenno, alle questioni di Nizza, dell’Istria,  e sul piano etico dell’aborto (con posizioni non dissimili dalla chiesa cattolica) e delle altre etnie (con considerazioni simili al leghismo emergente proprio in quegli anni). Essi non si consideravano in questo senso fascisti perché il fascismo era ritenuto un’espressione imperfetta della Tradizione romano – italica a cui si fa riferimento. Lasciando ovviamente libertà a ciascuno di scegliere il proprio orientamento politico e a se stessi la libertà di favorire chi desideri lavorare per il ritorno visibile dell’astro di Roma-Amor, luce del mondo intero.

Nel manifesto esistono altre indicazioni piuttosto chiare relative ai principi della Via romana agli dei. La Patria è vista come terra dei padri, e il suolo più sacro di questa patria è quello che fu via via occupato dalle etnie umbro-italiche fino alla stessa fondazione di Roma e oltre. La Nazione come l’insieme degli italiani che sono stati latinizzati nel corso dei tempi, unificati e plasmati dalla “Tradizione di Roma”, il richiamo di questa tradizione è quindi virtualmente presente in ognuno.

Lo Stato per l’M.T.R. del 1993 è l’imminente Seconda Repubblica purché non assuma tratti decisamente sovversivi rispetto ad ogni residuo valore legato alla tradizione patria. Mai previsione fu più fosca di questa, considerata la propulsione che la destra diede all’avvento del berlusconismo e ai suoi valori.

La Religione infine è quella religione di stato dell’antica Roma. Riti pubblici avrebbero senso solo se praticati dalle istituzioni di uno stato sacrale, pertanto si auspica una pratica nella forma del culto privato, gentilizio e familiare. In tutto questo permane l’idea che il culto romano è il solo autenticamente indigeno, nazionale.

In questi scritti riassuntivi dei principi del tradizionalismo si toccano anche la pietas romana attuale, e il ruolo della donna. Ha fatto poi seguito la stesura di un Kalendarium che indicava le date delle celebrazioni cultuali comunitarie personali.

Evoluzione e frammentazione dei movimenti tradizionalisti

Gli anni tra il 2007 e l’inizio del 2009 segnano un profondo travaglio nel movimento. Il movimento perde la rivista La Cittadella, diretta da Sandro Consolato. Mentre il gruppo di Roma vede una crisi interna che porta la Curia a espellere Daniele Liotta per comportamenti incompatibili con il mos maiorum: La Curia Romana Patrum (CRP), organo direttivo del Movimento Tradizionale Romano (MTR), comunica quanto segue: […] è stata decisa l’espulsione del Liotta dalla stessa Curia, e di conseguenza dal MTR, a far data giuridica e sacrale dal 23 agosto corrente (Volcanalia).[9]

Daniele Liotta nel settembre 2009, ha rivendicato il nome del Movimento Tradizionale Romano, avvalendosi di una immediata registrazione notarile che i fondatori del MTR non avevano mai effettuato.  Non c’è da stupirsi particolarmente in quanto tutti i movimenti religiosi di matrice esoterica hanno alla base una grande litigiosità, questo che riguardi il tradizionalismo nostrano o il paganesimo di matrice anglosassone. Essi sono inoltre sensibili più che mai oggi alle evoluzioni della tecnologia che consentono una più rapida diffusione delle informazioni, ma anche la nascita di nuovi gruppi e gruppettini.

Il fenomeno del praticante fai da te (che sia solitario o in gruppo) che si definisce wiccan dopo aver letto su internet qualche notizia e aver completato la sua cultura con Scott Cunningham, non è un problema esclusivo della Wicca. Il fenomeno è diffuso, almeno in tutta l’area pagana.

Lo sfaldamento del MTR non ha certo aiutato. Molti di coloro che si dichiarano tradizionalisti infatti, non sanno nulla del tradizionalismo, ma si definiscono tali perché semplicemente ritengono di seguire una qualche tradizione con l’equazione alla Forrest Gump, “romano è chi il romano fa”. Esistono quindi molti tradizionalisti che non fanno capo a nessun gruppo riconosciuto della galassia del tradizionalismo romano – italico. Questi cosiddetti tradizionalisti deboli fanno affermazioni come il Gruppo di Ur non è mai esistito, oppure che il concetto di tradizione di Evola era un concetto deviato, il tutto tra goffi tentativi di citare frasi latine e reclamare a se l’eredità degli antichi.

È un problema sottolineato anche da Incardona che afferma: Una delle finalità contingenti che si poneva il Movimento Tradizionalista Romano, era quella di radicarsi come un solido e sicuro punto di riferimento, soprattutto culturale, per quanti, allora non tantissimi, volgevano i loro sguardi verso il mito di Roma e manifestavano interesse verso forme di spiritualità pre-cristiane o non-cristiane.

Si riteneva, così, di poter fornire anche eventuali indicazioni <<rituali>> per una corretta pratica della pietas, sfrondandola da tutte le possibili ricostruzioni arbitrarie e personali che, già allora, erano circolanti e diffuse.

Un tale ambizioso ed impegnativo progetto non ha prodotto, però, nessuno dei suoi esiti sperati. Tant’è che oggi assistiamo all’incontenibile proliferare, specie sulla cosiddetta <<rete>>, di circoli, gruppi ed associazioni che si professano <romani> e sulla cui reale intenzione (culturale, politica, religiosa, archeologica, “esoterica”?) è perfino difficile pronunciarsi.[10]

Il problema è forse ancora più grave, per un semplice motivo: nella Wicca esistono moltissime pubblicazioni divulgative che pur fornendo spesso una realtà distorta di ciò che la Wicca è effettivamente, non sono di difficile comprensione o di difficile lettura. La letteratura tradizionalista invece, dai suoi albori è pensata quasi esclusivamente per un’elité culturale, per la rivoluzione dall’alto. Sono oggettivamente in pochi quelli che si possono inoltrare in una lettura proficua dei testi di Evola o Reghini come anche di autori più moderni.

Al di là di questo problema che affligge anche la Wicca, che non è il problema dei solitari, ma il problema di coloro che si sentono rappresentativi di qualcosa senza esserlo, a causa di questioni di scarsa o nulla cultura, assenza di una storia personale, ecc. e che genera una notevole confusione, che cos’è oggi in Italia il Tradizionalismo romano? Esiste un  gruppo in Italia rappresentativo del tradizionalismo romano? Dopo la diaspora del 2007, la vita della Via romana agli Dei è affidata a diversi gruppi, molti dei quali non vengono nemmeno riconosciuti dai fondatori storici dell’MTR.  Si tratta di gruppi che organizzano anche oggi diversi incontri per lo più culturali.

Paradossalmente proprio questa diaspora ha consentito una revisione degli stessi principi del MTR storico, così legato alla sfera politica della destra radicale.

In primo luogo ci sono i gruppi che sono originati dall’MTR storico, il Movimento Tradizionale Romano e il Movimento Tradizionalista Romano.

Il Movimento Tradizionale Romano

È il Movimento Tradizionale Romano a cui è a capo Daniele Liotta, una realtà diversa dal Movimento Tradizionale Romano storico fondato da Dal Ponte, Ruta e Incardona. Per il Movimento Tradizionale Romano, La Via Romana agli Dei – chiamata anche Tradizione romana o romano-italica o italica-romana-italiana, o anche Politeismo romano – è la riproposizione moderna del culto agli Dèi dell’antico mondo romano. Stimano che questo culto è praticato in Italia da alcune centinaia di persone riunite in una pluralità di associazioni, cui va aggiunto un numero imprecisato di liberi pagani, praticanti o meno, che non aderiscono a nessun gruppo o si pongono come semplici simpatizzanti di quelli esistenti. La religiosità romana secondo il Movimento Tradizionale Romano è di tipo politeista ma si riconosce che alcuni gruppi pongono anche l’accento sull’unità di fondo del Divino, di cui la molteplicità sarebbe espressione, essa è coltivata esclusivamente in ambito privato singolarmente, familiarmente e/o comunitariamente. Come per l’MTR storico, la riproposizione di un culto pubblico è impossibile in quanto il religione romana era una religione di stato, quindi il culto pubblico in senso stretto appare al momento impraticabile, in quanto occorrerebbe restaurare la Respublica, ovvero lo Stato romano tradizionale. Il concetto fondante del culto […] trasferito in ambito privato, designa il patto non scritto tra il/i praticante/i e le proprie Divinità, patto che viene stabilito e mantenuto attraverso il culto. Nell’alveo del tradizionalismo romano storico, ipotizzano, tra le altre cose, una continuità iniziatica con il culto romano antico, che si sarebbe mantenuta all’interno di alcune importanti famiglie che la hanno segretamente tramandata fino ad oggi. Imperialismo Pagano, pubblicato da Reghini rimane il punto di riferimento. A cui aggiungono il saggio Della tradizione occidentale, che può essere considerato il manifesto novecentesco della spiritualità iniziatica romano-pagana, […] insieme al più noto libro Imperialismo Pagano di Evola. Ritengono di essere la realtà più significativa, per lo meno in termini “pubblici”, del paganesimo romano-italico. L’M.T.R. ha un suo specifico profilo culturale e religioso e si richiama ritualmente ai soli culti della Romanità, non senza un interesse metafisico verso il neoplatonismo.

Movimento Tradizionalista Romano

Dopo la scissione del 2009 Renato del Ponte ha mantenuto per il suo movimento la denominazione di tradizionalista e la direzione di quello che restava della Curia Romana Patrum. Ancora nel 2013, Renato Del Ponte precisa che: il sottoscritto, all’epoca riconosciuto da tutte le gentes (anche da quella del Liotta) come princeps della Curia Romana Patrum, successivamente alla morte di Salvatore Ruta, nonché pater della Gens Pico-Martia, di comune accordo col pater della Gens Castoria di Palermo, con lui riunitosi in Curia, ha espulso il 23 agosto 2009 dal consesso del MTR lo stesso Liotta, per motivi che attengono la moralità dovuta ad un pater del MTR.Nel 2010 partecipa a Bologna al congresso del WCER (World Congress of Ethnic Religion) come rappresentante del Movimento, ma il giudizio generale è pessimo: ho partecipato nell’Agosto 2010 al Congresso Internazionale del WCER, svoltosi proprio in Italia, a Bologna, e debbo evidenziare come  la situazione generale non sia propriamente entusiasmante, […] a tacere di certe deprecabili frange “stregonesche” operanti soprattutto nel Veneto, e che squalificano tutto un ambiente, dopo alcune premesse che parevano buone, la situazione ha subìto ultimamente un’involuzione, anziché svilupparsi e questo per il ben noto difetto nazionale: l’individualismo sfrenato e il pressapochismo.[11]

Attualmente il confronto tra i vari frammenti del tradizionalismo romano è promosso da EreticaMente un gruppo molto attivo. Va menzionata anche l’associazione Ignis di Roberto Sestito che è attiva nella ripubblicazione delle opere di Reghini e di Armentano.

Accanto alle costellazioni più brillanti del tradizionalismo romano, si muovono altre organizzazioni di area tradizionalista o quantomeno spirituale. Per comodità le divideremo tra organizzazioni a destra e a sinistra dei movimenti sopra citati.

Alla destra…

A destra dei gruppi e delle associazioni del tradizionalismo romano, ci sono le organizzazioni che pur avendo una componente spirituale che chiameremo iperborea, agiscono più sul piano culturale e politico, anche in questo senso li colloco alla destra, per una preponderanza politica rispetto all’attività culturale e spirituale. Per esempio La Thule Italia, che pur dichiarandosi apolitica non manca di esaltare aspetti del nazionalsocialismo. Le pubblicazioni vanno da testi sulle rune a libri su Hitler.

Dal nazionalismo estremo di destra si passa al localismo di estrema destra, cioè quei nazionalismi indipendentisti regionali come l’associazione Doma Nunch che hanno anche essi un risvolto spirituale, in questo caso insubrico, ma che attualmente ha sospeso l’attività politica.

Si tratta comunque di uno spettro molto variegato di gruppi politici con i più disparati risvolti.

Alla sinistra…

A sinistra della costellazione tradizionalista storica dei due MTR abbiamo invece gruppi che si rifanno a un diverso concetto di tradizione e che abbracciano un più ampio spettro culturale, tra cui le teorie junghiane che sono in aperto contrasto con la demolizione che Evola opera in Introduzione alla magia. Si tratta di gruppi che danno preponderanza agli aspetti spirituali ed esoterici, più che a quelli politici. Ne scelgo due di esempio perché conosco indirettamente il primo gruppo e direttamente il secondo.


Associazione Tradizionale Pietas

Di recente costituzione (almeno rispetto alle associazioni storiche) questa’Associazione sottolinea come la Tradizione classica, a differenza di altre, tende all’evoluzione, alla ricerca ed alla scoperta, non staticizza su se stessa cadendo nel tradizionalismo, ma si dinamizza vivendo nuove esperienze in una continua ascesa per migliorarsi. Pietas è il sentimento del dovere (così indicato nei dizionari latini), doveroso affetto per i genitori, i figli, i congiunti, per gli amici, il doveroso sentimento di giustizia per gli uomini e per gli dèi, cioè per tutte le idee religiose, dunque tolleranza e rispetto globale.

Il Cervo Bianco

È la rivista di ermetismo e scienze esoteriche attorno a cui si coagula il lavoro di un gruppo di matrice tradizionalista e kremmerziana. Non appartiene in realtà all’universo del veteropaganesimo, ma la rivista è aperta a diverse suggestioni (comprese quelle provenienti dall’area neopagana). Durante il secolo scorso molti esponenti della tradizione facente capo a Kremmerz si sono uniti al tradizionalismo, con minore o maggiore enfasi. Anche per Kremmerz, come per Armentano e Reghini, del resto il pitagorismo era una delle fonti primarie del sapere tradizionale. Kremmerz tuttavia non disdegnava i sistemi come la Cabala: la Cabala, per chi non lo sa, è la fisiologia delle leggi assolute e degli elementi immutabili della natura fisica, intelligente e mentale, della natura nella sua espressione concreta. La Cabala è forma ebraizzata della stessa filosofia orfica, egizia e pitagorica. La pitagorica è la più completa, ma è più difficile per intelletti non esercitati[12].  Anche la rivista de IlCervoBianco, sembra abbracciare diverse forme del sapere tradizionale nella consapevolezza che i Misteri, lo Gnosticismo, la Cabala, l’Alchimia, la Cavalleria, rappresentino tutti la stessa medesima cosa: una Forma attraverso la quale si manifesta la Sapienza Primordiale, che assicura il collegamento tra il piano dell’immanente e quello del trascendente.

Pietas ha collaborato assieme al Movimento Tradizionale Romano, alla recente conferenza, promossa dal sito di cultura di destra EreticaMente ed Il Cervo Bianco, Platonismo, Tradizione Romana, Misteriosofia, le Vie al Sacro d’occidente.

L’esperienza dell’ECER

L’European Congress of Ethnic Religion raduna diverse tra le realtà sopra menzionate che si considerano a tutti gli effetti religioni etniche, tra cui i due MTR, e Pietas.

Si tratta di un organizzazione nata a Vilnius in Lituania nel 1998 e che ha radunato diversi gruppi religiosi etnici europei, in primo luogo la religione Romuva. ma anche l’Asatru, gli ellenici, ecc.

Di recente ha realizzato una terza dichiarazione sottoscritta da diversi gruppi in cui si pone l’accento di appartenenza alla cultura indigena del luogo, il rispetto per gli antenati, la richiesta di restituzione dei luoghi sacri, l’accento sul rispetto della terra e dell’ambiente. La dichiarazione ha avuto ampia risonanza, anche perché può essere condivisibile da un ampio numero di pagani.

Rimangono però alcune evidenti contraddizioni su come per esempio un gruppo “etnico” che promuove ancora la superiorità della romanità rispetto ad altre spiritualità possa sedere accanto ai barbari.

Quali similitudini?

È inutile negarselo, tra la Wicca delle origini e il Tradizionalismo romano delle origini esistono alcune similitudini. Prendendo la Wicca delle origini né Gardner e neppure Alex Sanders erano dei progressisti, ma dei conservatori. Inoltre l’esoterismo inglese come quello italiano si sviluppano nella borghesia colta del tempo. Una delle maggiori associazioni pagane anglosassoni nasce come Pagan Front, Fronte Pagano, richiamandosi esplicitamente ai valori della destra (quella inglese). Solo dopo il 1970 si assisterà alla sua evoluzione. Anche nella Wicca ancora negli anni ’60 era forte la convinzione che la linea iniziatica potesse contemplare solo sangue inglese.

Come Reghini entra in contatto con un gruppo pitagorico, così anche Gardner entra in contatto con un gruppo Rosacrociano, che si richiama agli ideali pitagorici, la Crotona Fellowship fondata da George Alexander Sullivan, la fratellanza di Crotone (la città di Pitagora). Il simbolo della Wicca è quello stesso pentalfa che compare sulla copertina del libro di Reghini: il numero cinque o pentalfa è il simbolo dell’armonia, e quindi anche il simbolo della fratellanza pitagorica come la stella fiammeggiante è il simbolo della fratellanza massonica cementata dal bro-therly love.[13]

È di questo gruppo esoterico che facevano parte le streghe della New Forest, eredi di un antico culto pagano ininterrotto. Anche nel tradizionalismo romano è spesso presente l’idea che alcune famiglie abbiano conservato culti e tradizioni del passato.

Come Reghini, Gardner era un massone: nel 1910 fu iniziato nella Sphinx Lodge No. 107 a Colombo, affiliata con la Gran Loggia Irlandese,  successivamente entrò nella Johore Royal Lodge No. 3946.

Le influenze della teosofia in misure diverse sono presenti in questa fase iniziale in entrambi i movimenti.

Anche rispetto al concetto stesso di tradizione esistono delle analogie tra il tradizionalismo e Gardner (o la Murray se preferite), Gardner come la Murray ritiene che esista una tradizione originaria che si trasmette dal paleolitico, cioè dall’inizio della civiltà, fino ad oggi. Il culto delle streghe è solo un esempio di questa tradizione sotterranea che si è perpetuata anche attraverso i culti misterici. Dico sotterranea perché è la tradizione del buio delle caverne, (la Murray fa riferimento alla sciamano delle Trois Freres), che si è propagata attraverso i cerchi di pietre, i culti misterici (in Witchcraft Today Gardner parla ampiamente dei misteri e dell’orfismo), e le espressioni della religiosità rurale. La differenza è che Gardner individua una fonte originaria che non è la medesima del tradizionalismo, la Tradizione. La sua concezione rimane sempre sul piano antropologico e non su quello filosofico.

Le differenze

Proprio a partire da questo terreno, si sono prodotte quelle differenze così abissali che esistono e persistono tra il tradizionalismo romano e la Wicca.

La prima è una corrente religiosa filosofica, la seconda una corrente religiosa di stampo antropologico. Il primo è legato prevalentemente al culto solare e civile, alla regalità intesa come fenomeno solare, la seconda  legata idealmente ai culti dionisiaci e alla Dea, al concetto di seconda nascita, di viaggio nell’oscurità dell’inconscio, di accettazione dei limiti dell’Io solare e di sua trasformazione, di adesione alla gioco della polarità. In un’iperbole si potrebbero paragonare il tradizionalismo romano e la Wicca a Confucianesimo e Taoismo.

Inoltre la Wicca ha subito un profondissimo fenomeno di trasformazione tra gli anni ’60 e gli anni ’70 e di fioritura internazionale. È migrata negli Stati Uniti, in Canada e in Australia e dalla fine degli anni ’70 anche in Germania e successivamente in Olanda, in Belgio e in Austria. Ha assimilato nel suo percorso alcune delle istanze del femminismo, cosa non difficile vista la centralità che già ai tempi di Gardner era riservata al culto della Dea e al ruolo della Sacerdotessa, ma anche di altri movimenti di controcultura come quello LGBT.

In questo senso la Wicca e il neopaganesimo sono agli antipodi del tradizionalismo romano rifiutando in blocco la cultura patriarcale, e anche un certo modello di famiglia.

La Wicca è apolitica ed è fortissima anche nel neopaganesimo soprattutto europeo la distinzione tra vita religiosa e scelte politiche. La maggio parte dei gruppi wiccan e neopagani appoggiano forme di attivismo ecologista, animalista, e le lotte per diritti umani, ecc., ma soprattutto in Europa tollerano pochissimo gli interventi apertamente politici, come il sostegno a un partito, o un area politica connotata, considerando la politica una sorta di contaminazione della spiritualità e della religione. Nei gruppi tradizionalisti spesso il discorso religioso si accompagna ad un preciso orientamento politico, a un’area ben distinta, e nei siti legati a gruppi e associazioni spesso si vedono ospitati anche articoli di politica.

La maggioranza delle associazioni neopagane che avevano aderito al defunto progetto paganitaliani.net, una parte delle quali ha dato vita all’Unione Comunità Neopagane, negli anni hanno concordato inoltre sul principio di rifiutare la violenza in qualunque sua forma, e di ripudiare  pertanto qualunque forma politica dittatoriale e liberticida, come i regimi comunisti o nazifascisti e di occuparsi esclusivamente di spiritualità e di informazione intorno alla stessa, relegando qualunque dibattito politico alla dimensione dell’ individuo.

La maggior parte dei neopagani rifiutano sistemi eccessivamente gerarchizzati, alcuni sono esplicitamente anarchici, almeno a parole, mentre un’organizzazione gerarchica è alla base del tradizionalismo romano, essendo del resto anche la base dell’organizzazione della società romana.

Gran parte del veteropaganesimo inoltre è antieuropeista sulla scia dei movimenti ultraconservatori e di estrema destra, e il movimento tradizionalista romano non è estraneo all’idea di ritenere che un nuovo fascismo è possibile […] e dovrebbe cominciare ad agire in termini politici moderni. […] Ecco di cosa l’Europa ha bisogno, di un Risorgimento, per risorgere e per liberarsi dal dominio dello straniero.[14] L’obiettivo limite resta quello di una rinascita della religione romana come culto pubblico di uno Stato italiano rinnovato su basi integralmente romane e, tendenzialmente, come fondamento di un Impero sopranazionale[15].

Non è impossibile invece essere un wiccan che abbraccia gli ideali della destra liberale, o della sinistra radicale, o persino dell’antipolitica, la Wicca si pone in modo trasversale rispetto all’espressione politica, ma certo la condanna del nazifascismo e del comunismo e dei sistemi totalitari e liberticidi da cui nascono i roghi (di uomini o di libri non ha importanza) è unanime e senza appello.

All’interno del neopaganesimo c’è la diffusa convinzione che nessuna civiltà meriti di essere resuscitata come uno zombie, ma che ogni civiltà del passato possa essere fonte di ispirazione, in particolare per quanto riguarda il campo della spiritualità. È la differenza che intercorre tra celtismo e druidismo. Nel primo caso il celtismo, quando diventa in qualche modo recupero della civiltà dei celti, diventa una’identità etnica con dei risvolti politici, nel caso del druidismo l’identità è spirituale mentre il risvolto etnico e politico è spesso scarso o inesistente come accade in movimenti come l’OBOD o il Druid Network o Brendan Mayer. Chiaramente esiste un celtismo veteropagano e un druidismo neopagano e in mezzo il celtismo come mera riproposizione culturale. Questa distinzione è stata operata anche da altri per cui è evidente il nesso tra revival celtico e movimento leghista, il fenomeno ha più profonde radici nella destra radicale, ma di tutt’altra natura la riscoperta, nel corso degli anni ’80, di un paganesimo di ispirazione druidica.[16]

Anche l’etenismo ha una configurazione simile con una complessità in più, quella della Asatru che si pone come sopravvivenza di una religione pagana in continuità con il  passato. In questo senso l’Asatru è almeno nell’approccio molto lontano dal tradizionalismo italico perché non si ripropone il ritorno alla società dei vichinghi tout court, né soprattutto alcun risvolto politico. Questo accade  anche ad altre forme di etnismo inserite in un ottica più neopagana che tradizionalista ed etnica. L’Asatru è una religione inserita nella modernità (e quindi anch’essa benché etnica è in senso lato neopagana): L’Alleanza Asatruar è apolitica; non deve funzionare da fronte ideologico né promuovere alcuna visione politica sia di destra che di sinistra. I nostri sacri templi, i boschi e gli incontri devono rimanere liberi da qualsiasi manifestazione politica. [17]

Aggiungiamo che le forme di etenismo nei diversi paesi dell’occidente a volte si considerano etniche (alcune parte dell’ECER), ma altre volte non solo sono più vicine al neopaganesimo, ma comprendono delle matrici di stampo fortemente esoterico.

La galassia del veteropaganesimo assieme al tradizionalismo romano può quindi essere arricchita di gruppi celtici, germanici, ecc che pur avendo visioni diverse della tradizione pongono la questione dell’identità etnica e del ricostruzionismo alla base della loro filosofia spirituale. In particolar modo l’identità etnica è spesso avvertita anche come rivendicazione di tipo politico.

Destra e sinistra nel Neopaganesimo

Anche nel neopaganesimo, chiariamolo esistono dei profondi distinguo. Alcuni neopagani non avvertono il neopaganesimo come un insieme di religioni o di correnti religiose, ma come una generica spiritualità della natura, senza principi specifici: come un ombrello sotto cui tutto può stare senza distinzioni di sorta.

Altri avvertono la debolezza di una concezione del genere che ovviamente esalta il modello di spiritualità fai da te, a favore di una visione più organizzata, cioè come un insieme di religioni o una denominazione religiosa che possa stare alla pari di altre religioni come il buddismo o di altre confessioni riconosciute nel nostro paese.

I primi costituiscono un neopaganesimo più anarchico che si pone potremmo dire all’estrema sinistra, mentre i secondi appoggiano un neopaganesimo organizzato che è più a destra, o al centro se preferite. Utilizzo le categorie destra e sinistra per mera comodità.

All’interno della sinistra neopagana militano quei gruppi e associazioni che non si rifanno ad una precisa identità, che hanno un organizzazione che definiremo minima. Inoltre ci sono tutti quei singoli che non desiderano appartenere ad alcun gruppo definito. Dove anche solo la definizione wiccan spesso risulta non una definizione, non una ragione di identità, ma una mera etichettatura. In questo contesto si preferisce una spiritualità poco articolata e si rifiutano schemi prefissati. Che sia quello della Wicca o del Druidismo o di altra corrente neopagana, tutto ciò che è organizzato è avvertito come una chiesa. E in questo senso anche il Tempio di Delfi o quello di Eleusi, in quanto realtà organizzate e gerarchiche, ricadrebbero sotto la denominazione di Chiese.

La gran parte delle associazioni neopagane e Wiccan organizzate (e i loro soci) stanno invece in quell’area più centrale e moderata, assieme a tutte le tradizioni wiccan di matrice iniziatica che riconoscono una struttura più o meno stabile al proprio interno, tra cui l’organizzazione in congreghe, ecc. Una parte di questi gruppi e associazioni ha dato origine di recente all’Unione Comunità Neopagane.

Un ponte possibile?

La domanda a questo punto è: quale rapporto può intrattenere la Wicca e le altre correnti del neopaganesimo con il celtismo politicizzato, con una spiritualità iperborea che ha alla sua base elementi legati al nazionalsocialismo o con quel tradizionalismo romano che si propone un nuovo fascismo? Ovviamente nessun rapporto. L’abisso etico è incolmabile.

Tuttavia è certamente possibile un confronto tra le associazioni potremmo definire più centrali all’interno del neopaganesimo, cioè quelle realtà che hanno un’identità e un’organizzazione, e alcune realtà moderate del tradizionalismo romano che hanno posto l’accento sulla ricerca spirituale, piuttosto che sulla politica. Alcuni tentativi di dialogo, ma anche di collaborazione, tra la associazioni wiccan e gruppi appartenenti al tradizionalismo, o appartenenti al neopaganesimo sono già stati fatti. Penso alla collaborazione tra IlCervoBianco e l’associazione wiccan L’Anticotrivio, o quella tra Circolo dei Trivi e Cavalieri degli Antichi Culti.

Il maggiore ostacolo risulta sempre quello della politicizzazione di alcune realtà. Per chi scrive e per i principi che negli anni si è dato il movimento neopagano rimane improponibile qualsiasi forma di totalitarismo. Guardiamo con favore al fatto che movimenti come l’MTR abbiano firmato la dichiarazione dell’ECER in cui si obbietta all’utilizzo del termine pagano da parte di gruppi politici estremisti di qualsiasi tipo, perché ha un riflesso negativo sulla reputazione dell’ECER.

È possibile che all’interno dei movimenti afferenti alla Via romana ci sia oggi un rinnovamento tale da sganciarli una volta per tutte dall’ideologia politica dell’estrema destra? Mettendo nel cassetto personaggi come Mussolini che la storia ha condannato senza possibili appelli? Sarebbe auspicabile.

Nella mia mente per il momento rimane impossibile immaginare una Phyllis Curott o una Starhawk celebrare non dico con dei neofascisti, ma con persone che vorrebbero riproporre anche solo sul piano spirituale un modello patriarcale romano o ellenico, in senso ricostruzionista.

Certo, anche in queste condizioni, resta comunque più semplice un dialogo a destra che a sinistra. Quella Wicca che ha un’identità iniziatica e in qualche modo tradizionale si trova inevitabilmente più a suo agio a dialogare con quella parte illuminata di tradizionalismo che ha trattato in lungo e in largo il tema dell’iniziazione e del sapere iniziatici, del rito e della continuità rituale, e ha iniziato un allontanamento da quegli estremismi improponibili.

Certo restano profonde differenze in campo per cui Neopaganesimo e Veteropaganesimo sono religioni distinte o insiemi di religioni distinte come potrebbero esserlo Buddismo e Induismo.

Il bagaglio culturale del tradizionalismo romano – italico, nella sua vasta complessità, è comunque uno spunto di riflessione, una forza generatrice di identità (anche contrapposte) e di differenze, ma portatrice di un modello di organizzazione possibile, rispetto alla totale anarchia di un certo modo di concepire il paganesimo… ahimé quasi tutto in area neopagana.

Chissà che questo in futuro non possa essere un terreno di confronto e dialogo interreligioso pur nella specificità delle differenze,

 

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[1] P. Casini, L’antica sapienza italica, Il Mulino, 1998, pag. 310

 

[2] A. Reghini, Del simbolismo e della filologia in rapporto alla sapienza metafisica, in Ultra, Agosto 1914

 

[3] Arturo Reghini e la tradizione pitagorica di Riccardo scarpa in politicamente anno vii, n. 68 – gennaio 2012

 

[4] J. Evola, Gli uomini e le rovine, Volpe, Roma 1972, pag. 20

 

[5] Julius Evola, Il cammino del cinabro, Alchemica, pag. 35

 

[6] Julius Evola, Il cammino del cinabro, Alchemica, pag. 31

 

[7] Cenni storici sul Movimento Tradizionale Romano http://www.lacittadella-web.com/forum/viewtopic.php?f=55&t=54

 

[8] Manifesto, p. I

 

[9] Espulsione Pater Gens Iulia Primigenia in http://www.lacittadella-web.com/forum/viewtopic.php?f=55&t=55

 

[10] Ereticamente intervista Robert Incardona in http://www.ereticamente.net/2014/08/ereticamente-intervista-roberto-incardona.html

 

[11] Ereticamente, Intervista a Renato del Ponte, http://www.ereticamente.net/2013/06/intervista-renato-del-ponte-per.html

 

[12] Giuliano Kremmerz, I Tarocchi dal punto di vista filosofico

 

[13] A. Reghini, I numeri sacri nella tradizione Pitagorica Massonica,

 

[14] Ereticamente, Roberto Sestito: risposta ad alcune critiche http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/128087

 

[15] MTR Statuto 2007.

 

[16] Ugo Maria Tassinari, Il Capodanno Celtico a Milano in http://www.fascinazione.info/2010/10/il-capodanno-celtico-milano.html

 

[17] The Asatru Alliance – preamble to the bylaws

 

Intervista a Heather Greene – portavoce della Covenant of the Goddess

La Covenant of the Goddess è un organizzazione che riunisce congreghe e singoli praticanti della Wicca. Ha una lunga storia negli Stati Uniti che merita di essere raccontata.

di Davide Marrè

 

heather-greeneDi recente Heather Greene, la portavoce, si è occupata della situazione del paganesimo in Italia con un articolo apparso sul rinomato blog www.wildhunt.org, in cui descriveva la situazione delle associazioni gruppi che aderiscono alla neonata Unione Comunità Neopagane che propongono un percorso di riconoscimento del neopaganesimo come confessione religiosa sulla scia di confessioni come buddismo e induismo e quelli invece che, facenti capo al Pagan Pride sono contro a qualsiasi tipo riconoscimento e che hanno più di recente dato vita alla protesta dei selfie contro qualsiasi forma di organizzazione denominazionale del neopaganesimo. La Covenant of the Goddess è un’organizzazione che ha compiuto un percorso interconfessionale di difesa dei diritti religiosi, ma anche di assistenza nelle carceri e negli ospedali e di coordinamento delle comunità wiccane pagane aderenti, ovviamente in un contesto molto più liberale come quello degli USA, che non prevede leggi e articoli costituzionali che regolano il riconoscimento delle confessioni.

 

Sei la reponsabile nazionale delle relazioni esterne per la Covenant of the Goddess, che cos’è la Covenant of the Goddess?

La Covenant of the Goddess (CoG) è un’organizzazione no profit statunitense che supporta le streghe e i wiccan presenti nel paese. L’organizzazione venne fondata nel 1975 in California da un insieme di coven il cui scopo era quello di promuovere la comunità e dare ai propri membri una qualifica sacerdotale. Nel tempo la Covenant of the Goddess ha avuto una crescita sostanziale. I suoi membri si occupano di dialogo interconfessionale, di difendere la libertà e i diritti religiosi, di prestare servizio in prigioni e ospedali, e si occupano di rimanere contatto con le comunità pagane locali.

 

Qual è il tuo compito?

In quanto responsabile nazionale delle relationi esterne, mi occupo dei media e delle pubbliche relazioni per il CoG.

 

Il CoG è una chiesa? Ha ottenuto un riconoscimento da parte del governo americano?

La CoG è un’organizzazione religiosa 501c3 no profit registrata in California. È stata riconosciuta come tale dall’Internal Revenue Service (IRS) del governo federale. È un riconoscimento unicamente basato sui tributi. Un’organizzazione religiosa e una chiesa non sono la stessa cosa. Il governo degli Stati Uniti non riconosce una religione al di sopra di un’altra. Il nostro status è quello di organizzazione religiosa no profit – non di religione.

 

Quando avete iniziato il processo per essere riconosciuti come organizzazione?

La CoG ha ottenuto il suo status di 501c3 nel 1975 al momento della formazione.

 

Hai detto che il governo degli Stati Uniti non riconosce alcuna religione al di sopra delle altre. E che lo status che avete ottenuto è quello di organizzazione religiosa no profit – non di religione. In Italia avviene la medesima cosa, lo Stato non riconosce una religione, ma una confessione, a livello di una o più organizzazioni che in qualche modo sono rappresentative di quella religione. Per esempio abbiamo due grandi denominazioni buddiste: Unione Buddista Italiana e Sokka Gakkay che hanno richiesto il riconoscimento, come confessioni autonome nell’ambito del buddismo. Ma un’organizzazione ha bisogno di molti requisiti per essere riconosciuta, per esempio un grande numero di aderenti, rappresentanze, l’indipendenza economica. Quali sono le differenze negli Stati Uniti?

La differenza sta nel termine “confessione”. Questa parola suggerisce una singola tradizione religiosa oppure una struttura dogmatica che sia in qualche modo definita. La CoG non rappresenta alcuna confessione di Wicca o Stregoneria. Non ci sono tradizioni o insegnamenti wiccan specifici nel CoG. La CoG rappresenta una grande diversità di tradizioni e persone che considerano sé stesse wiccan o streghe.

Il Governo non richiede a un’organizzazione no profit di provare la propria religiosità e non cerca di qualificare un’organizzazione basandosi sulla pratica. Semplicemente deve soddisfare requisiti ormai secolari per le associazioni senza scopo di lucro.

 

Rilasciate la qualifica legale di sacerdote ai vostri membri ?

La CoG rilascia la qualifica di sacerdote a tutti i membri che ne fanno richiesta e che soddisfano i requisiti.

 

La CoG ha quindi dei sacerdoti che possono celebrare dei matrimoni legali per esempio?

In alcuni stati puoi anche non essere un rappresentante religioso o un ministro di culto per poter celebrare un matrimonio. Variano le regole riguardo a chi può celebrare un matrimonio legalmente riconosciuto.

 

In Italia il cattolicesimo è stato religione di stato fino agli anni ’80, e il cattolicesimo è tutelato da un artcolo specifico della nostra costituzione il 7, per le altre confessioni religiose nell’articolo 8 viene detto: “Art.8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.” Quindi solo i sacerdoti di una data confessione religiosa possono celebrare matrimoni legali. Con un’intesa, inoltre una confessione religiosa ottiene altri diritti come l’assistenza militare, simboli e aree regolamentate nei cimiteri, prestare assistenza negli ospedali, assistenza carceraria, diritti nell’istruzione, ecc. C’è qualcosa di simile nella legge americana o nella vostra costituzione?

No, non abbiamo una simile legge. Sotto la nostra Costituzione, il governo non può “non rispettare l’organizzazione di una religione o impedire la pratica” di una religione. Ciò significa che il governo americano non può instaurare un’intesa con nessun gruppo religioso per nessun motivo. I punti in cui il governo e la religione si incontrano vengono negoziati solo dagli specifici enti coinvolti.

Per quanto riguarda i matrimoni, ogni stato americano ha requisiti diversi che determinano chi può celebrare legalmente matrimoni. Un officiante può essere un sacerdote o un laico.

I permessi per prestare servizio come cappellano per i militari e per le carceri vengono decisi dalle singole organizzazioni e istituzioni. Alcune carceri permettono cappellani pagani, altre no. L’esercito sta diventando sempre più aperto e accomodante nei confronti delle pratiche pagane. Ha permesso ai sacerdoti pagani l’assistenza in qualità di laici nel servizio dei cappellani militari.

Il Circle Sanctuary ha portato avanti l’iniziativa della Pentacle Quest, che ha introdotto con successo un simbolo pagano nei cimiteri militari. Il successo di questa iniziativa è dovuto in parte al lavoro interconfessionale fatto da molti pagani. Il supporto di altre organizzazioni religiose non pagane hanno poi avuto un effetto positivo sulla libertà religiosa.

Il lavoro per assicurare diritti legali ai pagani negli Stati Uniti è un’impegno basilare che non richiede alcun riconoscimento ufficiale o intesa con il governo da parte di un’organizzazione rappresentante. Sfortunatamente, mentre la legge è chiara, spesso i capi politici usano la religione per manipolare i voti come in qualunque altro paese.

 

Cos’è una Chiesa negli Stati Uniti? In Italia per molti pagani è una parola tabù a causa della presenza della chiesa cattolica.

“Chiesa”, in forma colloquiale, viene ovviamente usato in riferimento a qualunque luogo di culto cristiano. Altre religioni usano altre parole come “tempio” o “moschea” etc. E molti pagani, che personalmente ho incontrato, naturalmente preferiscono usare la parola tempio, in riferimento ai loro luoghi sacri al chiuso, piuttosto che il termine chiesa.

Come ho detto prima, la CoG è ufficialmente riconosciuta solo dall’IRS come organizzazione religiosa no profit. Non è una chiesa legalmente registrata, né ovviamente una chiesa nel senso più tradizionale. Semplicemente raggruppiamo coven wiccan e stregonesche e solitari le cui pratiche e tradizioni sono molto diverse. Non abbiamo una dottrina religiosa centrale. Siamo solo legati dalla nostra struttura di base, dalle leggi governative e dal nostro interesse comune per la missione della CoG.

 

La CoG come ha cambiato la percezione della Wicca nelle ultime due decadi?

La CoG, insieme ad altre organizzazioni pagane, ha continuato ad educare i media e le comunità locali riguardo alla Wicca e alla Stregoneria. Ogni decade porta con sé le sue sfide, ma i membri si sono sempre battuti per la libertà religiosa e per sfatare dei miti dove occorreva. Per esempio, la CoG ha aiutato e supportato le famiglie in difficoltà alle prese con i pregiudizi nelle scuole; ha parlato alla polizia e ad altre autorità delle pratiche stregonesche; ha corretto i cliché dei media sull’argomento; e ha lavorato nelle organizzazioni interconfessionali per dare voce alle minoranze pagane.

 

Ci sono stati oppositori all’inizio? Qualcuno che fosse contro la vostra organizzazione? O qualche wiccan (o membri di qualche tradizione affine) che hanno criticato la CoG?

Essendo wiccan incontreremo sempre delle persone che si sentono investite della missione divina di cancellare l’eresia dalla faccia della terra. Ma non abbiamo incontrato particolari opposizioni durante la fondazione perché nessuno, eccetto il governo, sapeva della nostra esistenza.
Inoltre, quando la CoG venne creata, la popolazione pagana era molto più piccola e la diversità nella pratica non era così grande. L’organizzazione ha soddisfatto un bisogno sociale di un piccolo movimento californiano in crescita.

Legislativamente parlando, la nostra costituzione americana garantisce ai pagani il diritto di beneficiare di tutti i programmi del governo che vengono offerti alle altre organizzazioni religiose. Abbiamo il diritto legale di formare un’associazione no profit purché si aderisca alla regolamentazione legislativa legata a questo status. Con l’avvento di internet, siamo molto più esposti e più pubblici.

 

Com’è il movimento neopagano negli Stati Uniti? Pensi che la CoG faccia parte delle comunità neopagane o preferite fare riferimento solo a quelle wiccan?

In generale, i pagani americani non usano il termine “neopagano”. In rare occasioni, viene usato per differenziare gli antichi e i moderni praticanti. Quindi trasfromando la domanda in termini più americani cioè se penso che la CoG faccia parte della comunità pagana o se preferiamo rivolgerci solo a quelle wiccan posso dire che la CoG è un’organizzazione wiccan e stregonesca. I suoi membri devono aderire allo statuto, che include qualche elemento genericamente wiccan che deve essere accettato farne parte. In ogni caso, la CoG è anche parte della grande comunità o movimento pagano.

Negli Stati  Uniti, “pagano” è un termine che comprende la Wicca, ma anche molti praticanti della Stregoneria. Essendo parte di questa comunità, interagiamo regolarmente con eteni, druidi, asatru e altre tradizioni affini.

 

Ci sono grandi differenze tra i pagani contemporanei? Di recente ho letto questo articolo  Defining Paganism and Neopaganism che cosa ne pensi?

Si, ci sono moltissime differenze nella moltitudine di pratiche pagane, anche all’interno della Wicca stessa.
Siamo una piccola parte di un più ampio movimento di cambiamento religioso e culturale. La natura e la bellezza delle culture religiose alternative risiedono proprio nella diversità della pratica e nella fluidità delle credenze. È un movimento religioso basato fondamentalmente su un’esperienza spirituale creativa che è altamente personale.

 

In quanto pagani, pensi ci sia qualcosa che condividiamo nelle pratiche e nelle credenze? In Europa abbiamo la PFI che ha cercato di trovare alcuni principi comuni per tutti i pagani. E ci sono autrici come V. Crowley e J. Farrar che spiegano a grandi linee ciò che il paganesimo dovrebbe essere. Che cosa ne pensi?

Questa è una domanda di difficile risposta, è come il cosiddetto “Santo Graal”. Tutti vogliono cercare una struttura comune ma potrebbe non essercene una. Per essere membri, la Covenant of the Goddess, come la PFI, richiede l’accettazione di alcuni principi di base che appartengono alla tradizione wiccan. Comunque, il nostro statuto non cerca di stabilire alcuna connessione con la pratica. Inoltre non pretendiamo che quei principi generali vengano accettati da tutti all’esterno della nostra organizzazione.

La parola pagano viene liberamente usata per un gran numero di pratiche. Questo numero sembra aumentare ogni anno. C’è una caratteristica comune tra loro? Non lo so e non sono sicura che abbia importanza. Alla fine di questa ricerca, l’unica cosa comune potrebbe essere l’uso del termine pagano.

 

In Italia abbiamo iniziato a esaminare le grandi differenze tra i neopagani (wicca, neodruidismo, avaloniana, etc.) e i tradizionalisti/veteropagani (qualche eteno, tradizionalisti romani, ellenici, nazionalisti celtici e altre religioni etniche), che cosa ne pensi? Negli Stati Uniti ci sono queste forti distinzioni tra questi due rami del paganesimo moderno?

Negli Stati Uniti, non percepiamo queste due pratiche così diverse come ramificazioni distinte. In America, queste fanno parte di un movimento culturale e religioso alternativo più ampio. E non abbiamo neanche le pratiche tradizionaliste o folkloriche come nei paesi europei. Le religioni indigene americane molto spesso non sono pratiche ereditarie di una parte della popolazione etnicamente non nativa americana. Mentre spesso vengono stimate e venerate, queste religioni indigene sono solitamente praticate da una piccola popolazione di Nativi Americani (First People) che hanno vere radici indigene. Quello è un ramo differente dell’albero delle religioni e, soprattutto, i nativi non si considerano pagani.
Detto questo, ci sono grandi differenze tra le varie pratiche pagane ed etene, come ho affermato prima. I wiccan non sono ricostruzionisti ellenici. Gli asatru non sono druidi. Queste sono religioni e strutture separate e distinte.

Alcune organizzazioni legate al druidismo, alla wicca, alla tradizione avaloniana o generalmente neopagani hanno creato l’Unione della Comunità Neopagane. Hanno trovato un cuore comune di credenze e pratiche e ovviamente molte differenze. Seguono l’esperienza della comunità buddista che ha unito la tradizione mahayana, il buddismo tantrico, e il buddismo giapponese, nell’UBI (Unione Buddisti Italiani). siccome la legge italiana è molto diversa da quella americana, l’UBI è stata riconosciuta come denominazione religiosa dopo 30 anni. Cosa ne pensi? È possibile che differenti forme di neopaganesimo possano diventare anch’esse una denominazione religiosa riconosciuta? O pensi che le differenze siano molto più marcate rispetto a quelle riscontrate nel buddismo?

Quando la CoG venne fondata nel 1975, le differenze nella pratica erano all’apparenza talmente grandi che pensavamo non saremmo mai riusciti a riunire streghe di diverse tradizioni. Comunque, ciò non è accaduto. Ora, dopo quasi 40 anni, abbiamo capito che le nostre differenze non sono poi così grandi. Anche con le nostre differenze nelle credenze e nella pratica, abbiamo lavorato dandoci costituzioni e statuti neutrali. I membri possono rivederli ogni anno e proporre cambiamenti, che vengono adottati o rifiutati attraverso il consenso.
Non siamo una confessione; siamo molte tradizioni ma ci siamo riunite sotto un unico tetto che è la CoG. Non è e non è mai stato il nostro desidero quello di diventare “una” tradizione della “Stregoneria” o della “Wicca”. Apprezziamo le nostre diversità e incoraggiamo la diversità nella pratica.

Alcuni pagani pensano che se l’UCN verrà riconosciuto perderanno qualcosa, hanno paura che il Neopaganesimo diventi una religione istituzionalizzata. Che cosa è avvenuto negli Stati Uniti? Alcuni wiccan hanno problemi nell’avere un’organizzazione istituzionale come la CoG? Pensano che la CoG voglia rappresentare tutti?

Negli Stati Uniti ci sono molti pagani ed eteni che non supportano alcuna organizzazione o istituzione di sorta. Allo stesso tempo, ce ne sono altrettanti che riconoscono i benefici dell’avere delle istituzioni e delle organizzazioni legali. Coloro che sono contro, semplicemente non aderiscono e sono liberi di praticare come vogliono.

La CoG, in quanto organizzazione, lavora per la comunità che serve nella sua interezza. Molto di quel lavoro, e quello di altre organizzazioni, porta benefici per tutti – indipendentemente dall’appartenenza a un’organizzazione. Ad ogni modo, nessuno obbliga nessuno a diventare membro. Siamo diversi e rispettiamo questa diversità in tutti i modi.

Siamo una comunità veramente piccola in Italia, che cosa suggeriresti per crescere? Qual è il modo migliore?

Non ci sono regole sul come “crescere”. La CoG è nata negli anni ’70 in California. Quel tempo e quel luogo erano completamente diversi dalla cultura americana contemporanea. E, certamente, l’Italia è molto diversa. Gli unici ingredienti che possono essere comuni a entrambe le situazioni sono: la sincerità nella propria opinione, la flessibilità, e la perseveranza.
Credere sempre in ciò che si fa è giusto. Siate flessibili perché le attitudini e la cultura cambiano. Andate avanti; continuate a superare gli ostacoli. Siate sempre sintonizzati, guidati e connessi al vostro spirito personale.
L’unica cosa che mi sento di dire è di ricordarsi che crescere non significa diventare strutturalmente grandi. Una piccola istituzione ben strutturata e ben gestita può avere un’impronta e un’influenza notevoli.

 

Traduzione di Valentina Ferracioli

Neopaganesimo: verso una definizione

Neopaganesimo: verso una definizione

La galassia del moderno paganesimo sta acquisendo nuove consapevolezze. Le differenze sono il punto di partenza attraverso cui conoscersi meglio.

di Cronos

Sette anni fa, in un paragrafo de L’essenza del Neopaganesimo, parlavo di ricerca di una definizione, ma molte cose sono cambiate da allora all’interno della variegata comunità neopagana. Quella ricerca si è approfondita negli ultimi anni grazie a diverse iniziative, tra cui il Progetto articolo 8 che ha suscitato un notevole dibattito.

Questo progetto ha costretto loro malgrado, favorevoli e contrari a schierarsi e a misurarsi nelle loro differenze e questo confronto ha creato e sta creando la fondamentale consapevolezza tra i “nuovi pagani” che esistono delle aree diverse nel moderno paganesimo italico. Una linea di confine sembra essere quella che separa i “tradizionalisti” dai neopagani.

Neopagani e veteropagani

Entrambi questi gruppi si rifanno in modo diverso al vasto numero di religioni che viene oggi incluso nella definizione di paganesimo antico. Queste religioni precristiane dell’area europea e mediterannea erano per lo più legate ad un popolo specifico ed erano religioni che presentavano anche localmente spesso notevoli differenze tra di loro.

Tutte queste religioni erano legate ad un appartenenza al gruppo sociale, che chiameremo per comodità etnos, anche se il termine si presta a notevole confusione. Fino ad un certo punto della storia se eri romano praticavi la religione romana, se eri greco la religione greca o una delle sue varianti misteriche, riservate a una fetta assai ridotta della popolazione (orfismo, misteri di eleusi, pitagorismo), se eri egizio praticavi la religione locale di una delle città dell’Antico Egitto, se appartenevi ad una delle varie popolazioni celtiche una declinazione locale della religione dei druidi. La religione era un tutt’uno con l’appartenenza culturale ad una società, quella di un villaggio di campagna o di una città all’interno di un popolo.

È qui che inizia una prima distinzione tra i moderni pagani, quella tra neopagani e veteropagani3, l’approccio con il passato. Per i primi il passato è un’ispirazione, la cui interpretazione tra l’altro cambia a seconda del periodo storico, per i secondi il passato rappresenta talvolta addirittura un’età dell’oro i cui valori (non solo quelli riferiti alla religione) devono essere riportati all’età presente. Inoltre in questo passato ci sono le radici di un’identità etnica tuttora esistente secondo la loro ottica. Chi pratica una qualche forma di religiosità legata alla tradizione romana si conforma in qualche modo anche all’etica della Roma antica, per quanto possibile nell’età contemporanea, cercando di far risorgere i valori di Fides, Pietas, Majestas, Virtus, Gravitas.

I neopagani, pur prestando attenzione alla storia, acquisiscono invece modelli etici più tipici dell’età contemporanea, penso alla filosofia e all’etica dell’ecologia profonda, alle influenze della Legge di Thelema (fa ciò che vuoi), ai movimenti per i diritti civili (femminismo, ecc.) ed anche alla New Age. Da tutto ciò  consegue per esempio una morale sessuale più aperta e inclusiva di tutte le differenze, una visione della famiglia legata al rapporto armonico con la natura (che tiene conto della devastante sovrappopolazione), il rispetto profondo per la vita animale, e non solo quella umana, che si traduce spesso in regimi vegetariani, se non vegani, la coscienza di essere parte di un ecosistema, il pacifismo e il rifiuto della violenza, la parità di diritti e opportunità tra i sessi, il rifiuto delle forme di governo totalitarie di qualsiasi orientamento politico, per dirne brevemente qualcuna. È solo in seconda battuta che vengono recuperati dei paralleli con il paganesimo antico ogni volta che è possibile (e spesso lo è!).

 

Ricostruzionismo e decostruzionismo

Le tendenze ricostruzionistiche, cioè la riproposizione di una pratica spirituale (o persino di uno stile di vita) che sia il più possibile simile quello dei nostri antenati pagani, hanno in realtà operato in entrambi i campi. Ma ovviamente esse sono preponderanti in tutti quei gruppi veteropagani, o tradizionalisti che dir si voglia, che si rifanno a un etnos e che cercano di recuperare o ricostruire il passato perduto.

Questa non è un esigenza fondamentale per i neopagani.  Non hanno la necessità di radicare la propria identità etnica in questo o quel popolo. Per esempio nel druidismo si sente sicuramente il fascino fortissimo della tradizione celtica, ma le suggestioni sono molteplici, e come religione viva sente l’influsso anche di altre spiritualità indoeuropee o di suggestioni contemporanee o di reinvenzioni (non molto si sa del resto della religione dei druidi). Se il Druidismo nelle sue origini è neopagano, non si può dire altrettanto del celtismo, che si rifà invece all’identità etnica (questione che apre notevoli problemi storici) dei popoli celtici (e che talvolta è succube di strumentalizzazioni politiche). Seppur spesso confusi Druidismo e Celtismo non sono la stessa cosa.

Indubbiamente il confine non è netto, ma i praticanti del druidismo si sono diffusi ben oltre l’area di influenza celtica, e si sono trovati di fronte alla sfida di ridare vita ad una religione seguendo l’ispirazione dell’Awen, e non solo le tradizioni celtiche o il folklore di questo o quel luogo che non avrebbero potuto colmare da sole la lacuna.

Questo seguire l’ispirazione ha dato per esempio origine a quello che è oggi il calendario delle festività neopagane, la Ruota dell’Anno, il calendario di otto festività seguito dal Druidismo, dalla Wicca, dal Reclaiming, e da diverse altre correnti neopagane. Ross Nichols nel crearlo operò non tanto un processo di ricostruzione, ma un processo di decostruzione, a cui seguì una riformulazione di quello che era il calendario delle festività dell’Ancient Druid Order.

Laddove si decostruisce altrove si ricostruisce, per esempio le religioni etniche tendono a riproporre  i calendari civili (a cui corrispondono i calendari religiosi) dell’etnos di riferimento. Per esempio il calendario delle festività civili romane.

 

Una diversa percezione del tempo

Certo il problema qua si fa molto più complesso, nel corso della storia romana i calendari cambiarono, e addirittura potevano esistere diversi calendari tra l’Urbe romana e le campagne, con festività di importanza diversa. Il calendario agricolo romano era legato, come quello celtico ai fenomeni stellari e portò i romani a suddividere l’anno in 8 parti in cui gli Equinozi e i Solstizi indicavano il periodo centrale delle stagioni. L’inizio delle stagioni era invece legato alle levate eliache delle Pleiadi, o del tramonto di Lira.  L’inizio della primavera era scandito da un fenomeno metereologico: il primo soffio dello Zeffiro o Favonio, un vento dolce che proveniva da Ovest e che iniziava a farsi sentire intorno al 7-9 di febbraio come spiega Ovidio nei Fastes1.

Nell’Antica Grecia invece avveniva più o meno lo stesso, Esiodo in Le Opere e i Giorni spiega minuziosamente i riferimenti astronomici del calendario agricolo. La levata eliaca delle Pleiadi, circa 2500 – 3000 anni fa avveniva alla metà di maggio2 che era anche un dei riferimenti seguiti dai Celti nel calcolo della festività di Beltane. Ma il calendario agricolo anche qui poteva differire dal calendario della polis e delle sue festività civili e religiose, un tempo a cui vorrebbero rifarsi i praticanti dell’ellenismo.

Io credo che esista una diversa percezione del tempo che distingue fondamentalmente il neopaganesimo dal veteropaganesimo. Nel primo la proposta è quella di un tempo nuovo che sia fedele al ritmo della terra e al ciclo delle stagioni. Nel secondo c’è la riproposizione di un tempo antico che sia fedele all’etnos e all’ethos rappresentato in questo tempo, un tempo di ricorrenze religiose, ma anche civili (penso alla fondazione di Roma, alla morte di Cesare, ecc.).

In questo non c’è un meglio e un peggio, ma semplicemente due prospettive differenti.

 

Religioni della Terra e Religioni Etniche

La maggior parte delle religioni neopagane si considerano religioni della Terra4, della Natura se preferite, mentre una buona parte dei tradizionalismi considera se stesso come religione etnica, perché la tradizione finisce per rappresentare un etnos identitario che non esclude ovviamente un legame con il luogo, ma che vede un legame prima di tutto con il territorio, inteso come specificità locale che ospita l’etnos. Il neopaganesimo vede la Terra come Madre globale, e in secondo luogo fa riferimento al Genius Loci. La religione etnica ha più a cuore il legame col territorio particolare. Anche qui le prospettive non sono in contraddizione, sono volti della stesa medaglia, anzi a volte convivono in uno stesso gruppo.

Anche a livello internazionale i riferimenti sono diversi, non è un caso che il Movimento Tradizionale Romano, faccia parte dell’ECER, l’European Congress of Ethnic Religion, mentre le organizzazioni neopagane hanno come riferimento la filosofia della Pagan Federation5.

 

Il guado

Individuare queste, che sono solo alcune delle differenze tra neopaganesimo e veteropaganesimo, non significa tracciare una muraglia, ma bonificare una palude in cui realtà diverse si confondono tra di loro per un uso un po’ spregiudicato del termine paganesimo, in un’area, l’Italia che ha già visto diversi paganesimi moderni. I termini a volte vengono usati impropriamente come delle entità onnicomprensive sotto cui si pretende debbano stare tutti: si guarda alla parola senza curarsi del significato e soprattutto del senso che essa assume nel contesto.

Ma ora che il guado è visibile è anche possibile parlarsi da una sponda all’altra nel rispetto delle reciproche differenze. Abbandonando quell’atteggiamento difensivo e derisorio dove gli uni vedono solo i difetti degli altri. I passi che verranno compiuti nei prossimi anni all’interno dell’uno e dell’altro campo determineranno comunque il destino di entrambi. C’è già sufficiente storia del veteropaganesimo per capire probabilmente la forma che prenderà in futuro, mentre è tutto da vedere se il neopaganesimo si dimostrerà in grado di strutturarsi come religione (o insieme di religioni) in grado di influenzare l’epoca presente o resterà un movimento sconnesso di spiritualità alternative e di alternativi, molto attivi nel mondo virtuale, ma incapaci di fare fatti: la partita è ancora tutta da giocare.

 

1 Silvia Cernuti, La patera di Parabiago, in L’Astronomia n. 237, pag 44 – 52.

2 Davide Calonico, Riccardo Oldani, Il tempo è atomico: breve storia della misura del tempo, Hoepli editore

3 Per la distinzione si veda anche AA. VV “L’essenza del neopaganesimo”, pag  , e John Halstead,  Defining Paganism e Neopaganism in http://www.patheos.com/blogs/allergicpagan/2012/09/19/defining-paganism-and-neopaganism/:   If you are attempting to reconstruct a Pagan past, then you are more of a “Retro-Pagan” (thanks Pagan Princess for the term) than a Neo-Pagan.

4 La dicitura anglosassone è earth based religion.

5 E oltre alla PF, le organizzazioni wiccan guardano alla Covenant of the Goddess e all’Aquarian Tabernacle Church, quelle druidiche al Druid Network e all’OBOD, ecc.

Il fascino della differenza

Il fascino della differenza nel neopaganesimo

Il neopaganesimo deve sviluppare la sua filosofia e un’etica al di là del bene e del male, che sia in grado di fronteggiare la teologia cattolica e rispondere alle esigenze spirituali della contemporaneità.

di Cronos

 

Questa riflessione sulla filosofia e sulla teologia neopagana, che segue ad altre fatte nel corso degli anni, nasce dall’esperienza degli ultimi mesi e dal confronto con la religione di fatto dominante in questo paese, il cattolicesimo. Perché riflettere su un confronto proprio ora? Per questioni per lo più contingenti. I tempi durissimi nel mondo del lavoro, quello di giornalista, mi hanno portato a scrivere, tra le varie testate per cui scrivo, anche per una rivista dedicata al cattolicesimo e al nuovo Papa. Per i disinformati la figura di Bergoglio è un polo attrattivo di incredibile forza.

 

La bestia è viva!

Scrivere per un giornale dedicato al cattolicesimo è ad ogni modo un’esperienza professionale molto interessante. Occuparsi di argomenti legati al cattolicesimo, a ordini secolari, a figure rilevanti come San Francesco, porta comunque a delle riflessioni e a volte anche a una certa sorpresa, nella Chiesa, quest’istituzione che ricordiamocelo ha milioni di fedeli, c’è davvero di tutto. Mi fa ricordare che apparteniamo a un micromondo litigioso e anarchico che fa fatica ad organizzarsi anche nei modi più semplici che ha fede che la chiesa cattolica si estinguerà come un dinosauro. Ma la grande bestia è viva, e considerata l’età, non sta poi tanto male!

In anni passati non ho mai nascosto che il neopaganesimo e la Wicca debbano confrontarsi con il cattolicesimo, esattamente come i primi cristiani assimilarono le più importanti dottrine filosofiche del paganesimo.

La Wicca è per sua natura una religione dialogante, suo malgrado, come lo è il neodruidismo. Inutile dirsi che essi si devono costantemente confrontare con l’ottica cristiana, sia quando si tratta di leggere tra le righe di un processo di stregoneria, sia quando si tratta di recuperare dei simboli pagani che sono stati integrati nel cattolicesimo, o quando si debba leggere ciò che resta della propria religione nei resoconti dei monaci, ma anche quando si tratta di riscoprire le stesse festività.

 

Anticattolicesimo e consapevolezza storica

Ad un certo punto infatti quell’animosità nei confronti del cattolicesimo e del cristianesimo e dei loro dogmi etici e teologici che porta molte persone ad aderire alle varie spiritualità neopagane, è sostituito da una consapevolezza storica. Perché sono storiche le ragioni dell’affermarsi del cristianesimo e null’altro. Vicende profondamente umane.

Un paganesimo contemporaneo basato esclusivamente sull’anticristianesimo, è vuoto e ignorante, è il paganesimo populista e di massa. Questo tipo di paganesimo è per fortuna estraneo alla Wicca. Ignoranti erano quei cristiani che abbattevano le statue degli dei nei templi, sobillati dai demagoghi di turno. Nello stesso tempo però i padri della chiesa, mentre si abbattevano le icone degli dei, guardavano affascinati alla filosofia dei pagani, a Platone, a Socrate, ad Aristotele, per appropriarsi del loro pensiero e fondare la teologia cattolica.

Ma questa vicinanza filosofica, diventava una sovrapposizione nelle aree rurali. Mentre le statue erano distrutte nelle città e i templi venivano trasformati o abbandonati, nelle campagne fu solo attraverso un’adesione all’iconoclastia che il cristianesimo si diffuse come un sincretismo. A Diana, a Minerva, a Belisama si sostituì semplicemente un’altra Vergine. La moltitudine di dei minori venne sostituita dai santi, alcuni esistenti e altri no. E alcune divinità rimasero persino immutate nel nome, come Brigid, la Dea irlandese associata con Santa Brigida di Kildare.

 

Il cattolicesimo politeista

Non ci fu quindi mai una grande distanza tra un pagano praticante e un cristiano praticante, in un’epoca, quella della fine dell’Impero e dell’alto medioevo dove le città quasi non esistevano più, e la confusione era molta. Cambiate un po’ l’edificio (spesso le chiese erano costruite con le stesse pietre dei templi in rovina quando non erano i templi stessi), sostituite le statue, inseriteci il rito della messa, sostituite i sacerdoti. Attorno a questo nucleo sopravviveva un enorme carico di pratiche pagane che venivano lentamente assorbite o rigettate. Una fatica immane che più di mille anni dopo non aveva ancora dato i suoi frutti. San Carlo Borromeo, nella diocesi di Milano, faceva redarre l’Index Superstitionum, alla fine del 1500, che si trova nell’Archivio della Curia Arcivescovile di Milano, una fonte unica nel suo genere. Questo testo poco conosciuto è un documento di eccezionale importanza, perché non risente delle manipolazioni inquisitoriali, ma è un’indagine informativa, praticamente un’indagine sul campo, condotta dai preti della diocesi ed inviata all’arcivescovo. L’argomento dello scritto erano le pratiche legate alla superstizione, ancora in uso. Una parte di origini pagane, come seppellire il morto con la moneta in bocca e una gallina sottobraccio. In queste pratiche magico-religiose sono spesso coinvolti gli stessi sacerdoti.

Volenti o dolenti nel cattolicesimo esiste (ancora oggi) un patrimonio di pratiche magiche e rituali che non appartengono alla cultura cattolica, ma alla cultura rurale e pagana. Anche oggi il neopaganesimo fai da te non si distingue particolarmente dal cattolicesimo fai da te. Cambiano le pratiche, ma non cambiano i concetti di fondo di una spiritualità senza connotati specifici. Farsi il segno della croce prima di giocare un partita di calcio, non è diverso dal tracciare in aria un pentacolo quando si affronta un viaggio. Recitare una preghiera per ottenere qualcosa di specifico da un santo particolare o da una Madonna specifica (che è quello che ancora fa una moltitudine di cattolici), non è molto diverso da invocare una divinità per avere un altrettanto specifico aiuto. Davanti al cattolicesimo il vezzo politeista della Wicca o delle forme di neopaganesimo come si sono sviluppate nel nord Euoropa e in America, in un clima ampiamente protestante che esclude figure aggiunte alla trinità, perde di significato. Del resto la stessa definizione contemporanea di paganesimo politeista, dove politeismo vorrebbe marcare una distinzione di qualche genere con il monoteismo, potrebbe andar bene se fossimo in un paese islamico, ma qui in un paese cattolico, stride. Davanti all’occhio di un antropologo, il cattolicesimo, a partire dalla trinità e a seguire con il culto della Vergine e dei santi, è politeista.

E perde di significato anche l’elemento iconoclasta, dove in America, può essere rivoluzionario avere una statua su di un altare, qui la statuaria cattolica è talmente impressionante da fare impallidire i tentativi iconoclasti dei neopagani. Una statuaria del resto che affonda le sue radici proprio nel paganesimo antico.

Ma il problema è anche più profondo. Dove un neopagano di religione protestante vede qualcosa di radicalmente nuovo quando vede la sacerdotessa levare il calice durante il rituale, questo non accade a un cattolico. Nei culti protestanti di derivazione calvinista non c’è un sacerdote che debba “consacrare” pane e vino su un “altare”: gli elementi della Santa Cena (il nome protestante dell’Eucarestia) sono preparati su di un tavolo comune e la frequenza ed il giorno differiscono da chiesa a chiesa e persino da comunità a comunità (da una volta al mese fino a solo tre o quattro volte all’anno). Per i luterano non c’è l’obbligo del culto con santa cena, ma del culto della parola, dove appunto la santa cena è sempre prevista.

Un cattolico ha il preciso ricordo dell’elevazione del calice durante la messa. E di una celebrazione che nonostante il Concilio Vaticano II, ha ancora le connotazioni di un rito e non di una riunione legata al culto della parola come avviene nelle chiese protestanti. Persino il blessed be, “che tu sia benedetto” che all’estero suona come qualcosa di profondamente pagano, e pure all’orecchio anche solo di un anglicano, in cui la liturgia è più simile alla nostra, qui ha un sapore quasi monacale.

 

Il sincretismo al contrario

Mentre procedo con l’editing di articoli sul cattolicesimo, cercando di riesumare i vari esami di introduzione allo studio delle religioni, storia medievale e storia del cristianesimo e della chiesa che ho dato anni fa alla facoltà di storia, mi convinco sempre di più che almeno qui in Italia, il neopaganesimo deve essere imperniato su due fondamentali elementi: laddove nella pratica si può tranquillamente operare un sincretismo al contrario, nell’etica ci si deve imperniare su una rivoluzione dei valori.

Che cosa significa sincretismo al contrario? Significa individuare tutti quegli elementi di derivazione pagana che stanno dentro al cattolicesimo. Festività, luoghi, culti particolari. Poiché le differenze superficiali che appaiono molto sensibili all’estero, nei paesi mediterranei si riducono, si deve compiere un opera di riappropriazione (e di ricerca).

Se poi guardiamo al cattolicesimo popolare, come si pratica ancora oggi in molte aree del paese e in particolar modo nel sud Italia, il ricorso a pratiche magiche è una prassi. Dove nelle province del nord si va infatti diffondendo da almeno due decenni uno spiritismo cattolico, dove Padre Pio è l’entità più alla moda che fa muovere monete, croci, bicchierini e panchette, e la sensitiva di paese sostituisce la figura del guaritore o della guaritrice. Al sud le forme di devozione popolare e il ricorso a personaggi che potrebbero essere classificati come streghe e stregoni (guai a chiamarli così) cattolici per togliere malocchi, adocchi, ecc., è ancora un’usanza abbastanza diffusa. Un corredo di rimedi e formule che farebbero impallidire i praticanti della Wicca (quantomeno quelli non italiani) o della cosiddetta stregheria, la cugina più moderna della Wicca, con pretese però più tradizionaliste ed etniche, che oggi va tanto di moda.

Molte di queste pratiche fanno parte del folklore locale e altre più raramente derivano da tradizioni più specificamente familiari, le une e le altre quando sono distinguibili, vanno lentamente scomparendo davanti alla modernità, ma anche all’atteggiamento della Chiesa che mal tollera ormai certe forme di cattolicesimo. Il sincretismo al contrario è salvare queste tradizioni, non nell’ottica di un ritorno alla superstizione, ma attraverso una rilettura che guardi alla radice più antica della maggior parte di essere (quella pagana) e che possa dargli un nuovo significato (quella visione magica contemporanea propria del neopaganesimo e della Wicca). Questa è una necessità fondamentale a cui in Italia per fortuna non tutti si sono sottratti. Ovviamente si tratta di un lavoro serio e profondo e non semplicemente di riproporre in salsa new age, incantesimini che si possono trovare in qualsiasi libercolo di magia popolare e dire che ce li ha passati la nonna, come è già accaduto in alcune riproposizioni editoriali sfortunate della stregoneria tradizionale.

 

L’abisso teologico

Ma se sul piano pratico le cose non sembrano così complesse come sembrano, sul piano filosofico e teologico, siamo un po’ come delle pulci. Così dovevano sentirsi i primi filosofi cristiani davanti alla filosofia del paganesimo. Del resto anche duemila anni di dottrina si sentono, in una religione che ha sempre distinto la massa e l’elite. Davanti al castello teologico ed etico del cattolicesimo, il neopaganesimo sembra si un castello, ma di sabbia.

Non esiste un’organica filosofia del neopaganesimo contemporaneo, anche se esistono certamente delle proposte in questo senso anche all’interno della Wicca come Amber Laine Fischer e Vivianne Crowley, ma anche dei filosofi e antropologi che si sono occupati direttamente di neopaganesimo come Fernando Savater, Salvatore Natoli, Marc Augé. E anche dei veri e propri punti di riferimento filosofici, sia per quanto riguarda la filosofia antica (i neoplatonici) che quella contemporanea (Nietzsche, Heidegger, Maria Zambrano, Jung e Hillmann, i filosofi dell’ecologia profonda tra cui Arne Naess).

È impossibile e forse contraddittorio parlare di una teologia neopagana in una religione non dogmatica. Ma non è impossibile pensare ad un pensiero neopagano che affronti la questione metafisica, psicologica / spirituale (questo binomio all’interno di una visione non esclusivamente scientifica della psiche diventa inscindibile) e quindi etica ed estetica.

Senza entrare nel merito, relativamente alla metafisica, il neopaganesimo deve iniziare a pensare al rapporto messo in luce dall’esistenzialismo tra essere ed esserci, e riproporlo nei termini di identità / differenza con la dimensione del divino e del sacro. Una via percorsa già in parte da Maria Zambrano, ma che deve rivendicare l’essenza profondamente pagana delle filosofie esistenzialiste e una riconsiderazione di alcune dottrine neoplatoniche.

Un pensiero neopagano dovrebbe articolare anche una psicologia che si occupi di chiarire non solo il fine dell’uomo, ma anche quello degli oraganismi viventi che sono suoi fratelli. L’ecologia profonda e l’ecopsicologia hanno già fornito una moltitudine di spunti relativamente a questi temi. Che ovviamente potrebbero essere integrati con  l’ambito più strettamente simbolico e psicologico come espresse da Jung e dallo psicologo più pagano del ‘900 James Hillmann.

Infine nel riaffermare il ritorno al kalos kai agathos (cioè all’etica presocratica dell’identità di bene e bello), dovrebbe offrire delle risposte sul piano etico totalmente altre rispetto al cattolicesimo.

 

Il fascino della differenza

Nell’etica neopagana devono entrare a pieno titolo concetti come eutanasia, autodeterminazione della donna, i temi dell’ambientalismo e della sostenibilità, del divorzio, del matrimonio omosessuale, della sessualità. In un ottica di ribaltamento dell’etica cristiana e di spiritualizzazione dell’etica laica. Anche il tema della povertà non può essere affrontato nei termini di “non c’è salvezza lontano dai poveri” (extra pauperes nulla salus), ma nei termini di giustizia sociale che non veda nella povertà uno status di grazia, ma un vulnus della società che va radicalmente eliminato riducendo le disegualianze sociali. Non sono i beni materiali il problema, ma chi ne ha troppi e chi ne ha troppo pochi.

Si tratta di sposare un’etica senza “diavoli”, senza cadere però nel manicheismo. Dove il giusto e l’ingiusto appartengono esclusivamente alla dimensione umana, come sottolineava già Eraclito, ad una dimensione quindi psicologica. Il bello è la dimensione divina, perché belle sono per il dio tutte le cose. Ma la dimensione della finitezza in cui siamo gettati ci porta a distinguere tra bello e brutto, perché anche se da un’unica fonte entrambi traiamo respiro, uomini e dei, un’unica differenza ci separa in tutto, che noi siamo niente, mentre gli dei sono per sempre. È nella dimensione umana della finitezza, quella del bello e del brutto, che appaiono il giusto e l’ingiusto, il bene e il male. E in questo apparire le stesse forze della natura, quelle costruttive e quelle distruttive, eros e tanathos per usare un linguaggio freudiano, ci sembrano buone o cattive. Eppure la nostra mente (e il nostro cuore) è simile a quella degli dei ed è attraverso di essa che possiamo riavvicinarci spiritualmente al divino, comprendendo che non c’è separazione.

Quella scintilla divina che è la fonte stessa della nostra individualità, l’Io sono, diventa consapevole di essere parte di un tutto molto più ampio e infinitamente grande. È questa la salvezza senza fede dei culti misterici come vengono riproposti oggi per esempio attraverso la Wicca. Essi non sono una proposta di attesa per una felicità che verrà nell’al di là, ma un’incitazione al fare: fa ciò che vuoi, se non danneggia nessuno. Reclamare la propria felicità ora, in questo mondo, scoprendo le divinità subito, nel profondo di se stessi, senza attendere chiamate. Non fede, ma fiducia in ciò che si è. Che è la risposta alle varie etiche della proibizione e della mortificazione: il vero fascino della differenza.

Leland e la stregoneria italiana

Leland e la stregoneria italiana

di Cronos Davide Marrè

È curioso pensare come anche qui in Italia una delle fonti principali per i praticanti e gli autori della stregoneria tradizionale italiana, la cosiddetta stregheria, sia Aradia: il Vangelo delle Streghe, oltre ad Etruscan Roman Remains, e Legends of Florence di C. G. Leland, cioè i libri di un americano e non la tradizione orale o gli scritti di un autore italiano. Questa è una curiosità che ci deve permettere di aprire una riflessione sulla natura di questa corrente neopagana che è nata e ancora vive nell’illusione di essere più “tradizionale”, più vera, e più genuina della Wicca. È arrivato il momento di suonare la sveglia. Continua la lettura di Leland e la stregoneria italiana