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L’esoterismo protegge se stesso

La maggior parte delle correnti misteriche come la Wicca e altre forme di neopaganesimo, ma anche le correnti esoteriche più diffuse, nonostante la disponibilità di testi, rimangono inaccessibili.

di Davide Marrè

Nonostante la moltitudine di libri che oggi si può leggere su qualsiasi argomento di stampo esoterico, la maggior parte dei principi che vengono espressi da qualsiasi corrente che possa definirsi realmente esoterica rimangono inaccessibili. La Wicca stessa, se intesa come religione misterica, è spesso una pratica (se pratica c’è) lontanissima dalla Wicca che viene praticata dai cosiddetti eclettici o solitari.

La segretezza

Può essere che molto sia dovuto al fatto che molto del materiale di alcune tradizioni, sto pensando alla Wicca, sia sostanzialmente ancora segreto. Può essere che molte tradizioni e correnti si sono sviluppate in anni recenti e hanno accumulato un bagaglio di conoscenze da trasmettere che ancora non è stato reso noto. Eppure,  quello che salta all’occhio in tempi di facebook è che la maggior parte delle persone che si accostano ai sentieri esoterici, semplicemente, non siano in grado di penetrarli.

Il rituale

La cosa più tipica è la ‘comprensione’ dei rituali. Molti rituali nella Wicca sono stati resi pubblici, tra cui il rito del Cerchio, che è il rituale di apertura del ‘tempio’, ma al di là del fatto che molti praticano versioni semplificate rispetto alla forma tradizionale gardneriana, nella maggior parte dei casi, alla persona che si accosta al rituale, la padronanza dei simboli utilizzati sfugge, assieme ovviamente alle necessarie istruzioni pratiche.

Anche in altre correnti la cui ritualistica è pubblica, mi sembra che molti si fermi solamente alla superficie, perché non interessati a integrarsi nel rituale. ‘Comprendere’ un rituale infatti, non significa semplicemente afferrarne l’aspetto simbolico (i simboli tra l’altro sono espressioni di archetipi inesauribili), ma entrare in esso. E per ‘entrare’ in un rituale occorre farne parte. Questo avviene spesso solo dopo lunghi anni di esercizio e di ripetizione: non a caso nelle tradizioni originarie si insiste sulla memorizzazione del rituale. La memorizzazione è infatti ciò che aiuta a gettare le fondamenta di quel tempio astrale che contribuisce alla creazione del rituale stesso.

Ma al di là della memoria, nel tempo si crea una riproduzione mentale dove i simboli si integrano in qualche modo nella stessa personalità, soprattutto quando si ha il privilegio di poter vivere il rituale in ogni sua parte, per esempio quella dell’iniziato e dell’iniziatore.

La filosofia rituale

Giamblico più di ogni altro autore, mettendo l’accento sulla corretta osservanza del rituale, chiarisce come esso sia la rappresentazione di una forma divina che sfugge alla mera comprensione razionale. È effettivamente così ed è in questo che risiede una parte degli anticorpi delle dottrine esoteriche che restano impenetrabili. Anche nelle correnti più speculative esiste un’operatività che richiede la stessa applicazione che richiede una qualsiasi Arte.

Barriere

Gli ostacoli naturalmente sono molti altri. Alcuni sono di ordine meramente psicologico: l’avanzamento in molte correnti esoteriche tra cui la Wicca tradizionale, richiede una trasformazione interiore. Non voglio usare la parola ‘psiche’, orrendamente profanata e troppo fuorviante, che ci indirizzerebbe nelle pastoie psicologiste a cui si abbeverano alcuni degli addetti ai lavori della cosiddetta ‘psicologia scientifica’, dimentichi delle loro razzie in ambito religioso, esoterico e persino alchemico. Non tutti sono in grado di operare questa trasformazione che richiede tempo e soprattutto molta fatica: ecco un primo muro spesso insormontabile.

Lo studio è invece il fossato che precede questo muro e dove ancor prima cadono la maggior parte degli aspiranti neofiti: è indubbio che una qualsiasi pratica legata alle religioni misteriche o all’esoterismo richieda una basilare capacità di lettura di alcuni testi fondamentali.

Prima del fosso troviamo quella fitta boscaglia misteriosofica, completamente essoterica, dove i profeti degli annunaki, si aggirano assieme agli sciamani urbani, ai complottisti e ai biblisti della domenica. Una moltitudine di anime gira in questa selva alla ricerca di risposte… che nella maggior parte dei casi non arriveranno.

E questi sono solo gli ostacoli più evidenti.

La volpe e l’uva

Ostacoli che danno origine a quel fenomeno dei critici del lunedì. Coloro che non riuscendo a penetrare in una tradizione, ne parlano male. Nella Wicca è un grande classico: adesso seguo gli ‘questo’ perché la Wicca è troppo semplici e nella maggior parte dei casi scopri che hanno letto un libro, mai praticato nulla, mai frequentato nemmeno una conferenza sul tema.

Altri agitano lo spauracchio della setta a cui sono scampati, ma la verità di solito è un’altra: il fenomeno sette (da cui peraltro non è immune nemmeno il cristianesimo) è relativamente circoscritto in questo paese, mentre son molto meno circoscritti i sociopatici. Del fenomeno dei fuoriusciti, ha a lungo parlato Introvigne, mentre questo è il fenomeno di quelli che non sono mai nemmeno entrati. Si tratta delle volpi che non potendo raggiungere l’uva dicono che è acerba.

Prima ancora del bosco infatti c’è un’ampia radura, quella dove possiamo conoscere delle persone, stringere delle alleanze farci degli amici… oppure stare per i fatti nostri. Qui sviluppiamo una capacità che ci aiuterà nel cammino esoterico a comprendere il senso della fratellanza / sorellanza e che sarà un domani quel principio che ci consentirà di armonizzarci agli altri nel rituale e nel gruppo e più in generale ci regalerà quella rara capacità che ha un vero esoterista di ‘stare’ nel mondo, amandolo.

Il Signore degli Inganni

Nel momento della massima oscurità ricordiamoci di onorare le forze del Caos, il Signore degli Inganni, solo così potrà risplendere nuovamente la luce.

di Davide Marrè

 

Nonostante io sia un mago o un stregone, a seconda del momento della giornata in cui mi prendete (al mattino è più facile che emerga lo stregone, mentre verso sera sono quasi certamente un mago…), Yule, piuttosto che Samhain, è la mia celebrazione preferità.

Ovviamente Yule è in qualche modo connessa profondamente a Samhain, prima della rinascita della luce celebriamo infatti quel momento di Caos in cui regna sovrano il Signore degli Inganni. Questo Caos è già iniziato simbolicamente la notte di Samhain, quando spiriti, streghe e fantasmi sono liberi di attraversare il velo, ma in qualche modo è continuato fino a Yule.

I romani nel periodo che precedeva la rinascita del Sole, quando fu per decreto posta al 25 dicembre, già giorno di nascita di Mitra, celebravano i Saturnali, le feste in onore del dio Saturno. Saturno il dio dell’Età dell’oro, e una delle mie divinità preferite, era slegato dai fili di lana che lo tenevano imprigionato nel suo tempio. I ruoli sociali si sovvertivano, gli schiavi potevano fare le cose che facevano gli uomini liberi. Venivano festeggiate feste e baccanali e molte attività lavorative erano interrotte (così come si riposava la natura in qualche modo). I Saturnali hanno dato origine a quello che è per noi oggi il carnevale che ha subito però uno spostamento temporale per questioni legate alla liturgia cristiana.

Doveva essere molto divertente, ma queste feste dovevano suscitare anche un timore di fondo tra i romani che vedevano l’ordine civile in qualche modo sovvertito. Anche in altre culture appaiono gli agenti del Caos. Se prendiamo la cultura nordica ancora oggi come si vede ancora in tante località dell’Alto Adige, l’arrivo di San Nicola è accompagnato dai Krampus, uomini caproni scatenati, che nella mitologia del santo vanno a caccia di bambini cattivi. L’origine dei Krampus si perde naturalmente nella notte dei tempi ed è di quasi certa provenienza pagana.

Durante il rituale di Yule del Circolo dei Trivi, noi celebriamo proprio il Signore degli Inganni onorandolo come Krampus, ma anche come Re Agrifoglio e Principe dei Saturnali. Il Lord of Misrule accoglie gli astanti con il suo incarico, quello che chiamiamo l’Incarico del Caos, che recita così:

Io sono il difetto nel grande ordine cosmico, sono l’Ombra degli Dei, il Grande Buffone: la mia risata risuona di eone in eone perché io sono il Caos primordiale attraverso cui la luce poté risplendere. Danzo nel caso, mi balocco con le probabilità, creo tutto ciò che non deve accadere. Sempre in cammino, io valico ogni frontiera, oltrepasso ogni regola, figlio dell’inammissibile e padre dell’impossibile. Osserva la piccola macchia sul più candido velo io sto lì. Osserva i cocci di un vaso rotto: perché li mi troverai. In me ogni verità scompare, eppure io sono il più vero, poiché pur mentendo svelo.

Scrissi quest’incarico nel 2012, era un dicembre strano, di grandi cambiamenti: la fine del mondo appunto. Proprio sul rituale di Yule avevo avuto un pesante diverbio con una mia amica. Credo di essere stato in quel periodo un po’ posseduto dal Signore degli Inganni, che scherza gioca ed è davvero irrispettoso in questo periodo perché soffoca la nostra luce, ci impedisce di risplendere come vorremmo… ci fa vergognare di ciò che siamo. Io ero piuttosto irrispettoso e irriverente in quei giorni… un vero diavolo!

Questo non è completamente negativo naturalmente, a volte infatti la luce che emaniamo può essere quella di un Io accecante, di un Io geloso, allora c’è davvero bisogno di qualcuno che spenga quella luce per un po’. Che ci faccia inciampare e che in questo modo ci riporti nel mondo reale fatto di tante piccole nostre imperfezioni. Accade spesso che ci illudiamo di non avere difetti, magari a parole li riconosciamo, ma nel profondo ci sentiamo in qualche modo superiori, sentiamo di aver vinto le nostre battaglie: ecco che Krampus entra in scena. Lo può fare con uno sgambetto, con una figuraccia, ma anche in modi peggiori. In questo caso non ne siamo posseduti, ma lo subiamo (come accadde alla mia amica).

È per questo che nella Wicca onoriamo anche le forze caotiche, esse sono necessarie, anche se magari sono forze che ci fanno soffrire o che mettono in crisi ciò che siamo. Le onoriamo per placarle, per riconoscerle, per dargli il loro spazio ed esse ci ricordano, di solito gentilmente, se abbiamo fatto le nostre offerte, che esse sono sempre in agguato pronte a possederci e a renderci dei Krampus che creano caos nel mondo o pronte a sottometterci e  a farci scendere rovinosamente dal nostro trono.

Il Signore degli Inganni ci dice infatti:

Chi di voi non ho già sbeffeggiato? Le mie parole sono come una spada… chi di voi non teme la mia verità? Chi non sente nel profondo di sé la vergogna che gli so suscitare? Ho avvolto i vostri giorni e ne ho spento la luce, ho avvolto la vostra luce e vi ho attirati a me. Sono lo spettro del fallimento, il tramonto del Re, lo specchio deformante. Come puoi affrontarmi senza risolvere il mio enigma, come potrai vincermi se non comprendi la mia risata. Nella mia mano le vostre luci si affievoliscono, strette nella morsa del mio pugno di nero. E stanotte il mio dominio è totale: la notte più oscura e lunga dell’anno! Che il dominio delle tenebre e del caos possa infine trionfare!

Credo che tutti ci siamo sentiti preda del Signore degli Inganni nella nostra vita. Quando ci siamo sentiti sbeffeggiati, magari persino vittime di bullismo, o quando in piena secsa nella nostra carriera abbiamo fatto una di quelle pesantissime gaffe in cui vorremmo sprofondare sottoterra che hanno compromesso tutto, gli esempi sono tanti… Chi non sente nel profondo di sé la vergogna che gli so suscitare? Forse invece qualcuno di voi ne è stato posseduto e ha agito creando caos nel mondo intorno a lui, ferendo persone a cui teneva, distruggendo un po’ del suo mondo per poi ricominciare. Osserva la piccola macchia sul più candido velo io sto lì. Osserva i cocci di un vaso rotto: perché li mi troverai. Non si può vibrare a lungo di questa energia perché di solito si rivolta sempre contro se stessa.  Certo è che sia che la subiamo passivamente o la agiamo attivamente, proprio in questa oscurità che avvolge il nostro splendore, possiamo ritrovare una scintilla. Non si tratta della scintilla dell’Io, che è stato finalmente oscurato, ma della luce divina del Sé. La parte più autentica di noi. E’ in quel momento che si realizza pienamente la contraddizione del Signore degli Inganni: In me ogni verità scompare, eppure io sono il più vero, poiché pur mentendo svelo.

Così nella notte di Yule, sia che la passiamo con i nostri cari, con la nostra congrega, sia che attraversiamo questo momento da soli, onoriamo il Signore degli Inganni. Possiamo chiedergli di manifestarsi in modo lieto e scherzoso e insegnarci a prenderci sempre non troppo sul serio (prima di chiedergli una cosa del genere, cerchiamo di capire se siamo disponibili a farlo) oppure possiamo chiedergli di rendere un po’ meno pesante l’oscurità che ci avvolge e di mostrarci quello che contiene al suo interno, la scintilla luminosa del Sé divino.

È proprio il monito del Signore degli Inganni che ha ispirato questo Incarico che scrissi (arrabbiatissimo come un Krampus!) nel 2012. In quel momento un po’ del Natale mi è stato rubato naturalmente, perché anche le forze del Caos richiedono sacrifici, ma provo un senso di profonda gratitudine, perché il Caos è anche cambiamento, e nonostante il cambiamento sia difficilmente esente da sofferenza, quando accettiamo la notte del mondo e ci lasciamo cullare dal grembo dell’oscurità (ed è molto difficile che il nostro Io si arrenda a tutto questo senza lottare), allora siamo pronti per vedere la nascita di una scintilla. Perché bisogna avere questa notte e questo Caos dentro di Sé, per generare una stella danzante.  Mettendosi in ascolto di quella risata che risuona di eone in eone perché Egli è il Caos primordiale attraverso cui la luce poté risplendere.

Buon Yule