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La Wicca rischia di diventare obsoleta?

Una riflessione sul rapporto tra la Wicca, il genere e la polarità

di Luthaneal Adams

Traduzione Valentina Ferracioli

 

Dea, Dio.

Donna, Uomo.

Ad un primo livello, la Wicca è una religione binaria. Nonostante tutto, è un sistema che pone al centro l’equilibrio, attraverso l’uguaglianza delle polarità. Luce e oscurità. Positivo e negativo. Vita e morte. Maschio e femmina.

Ora stiamo forse scavando la nostra stessa tomba grazie a quest’ultima dicotomia? Quando la Wicca iniziò a svilupparsi dagli anni ’50 in poi, si presentò come incredibilmente innovativa, dando uguale importanza all’uomo e alla donna. Inoltre venne dato un certo potere al femminile, rendendo il ruolo della Grande Sacerdotessa quello di leader all’interno di ogni coven. Di conseguenza, la Wicca cavalcò  inevitabilmente l’onda della rivoluzione sessuale e della parità dei sessi. La sua teologia e la sua struttura la resero una religione pronta ad essere al passo con il mondo. Inoltre, si creò una sorta di vicinanza con molte delle correnti socialmente liberali, questo fece sì che le persone che si avvicinavano a questa religione di parità sessuale erano (per la maggior parte) anche persone a favore di altre forme di uguaglianza, come l’accettazione dell’omosessualità, bisessualità, poliamore, disabilità, razza, eccetera.

Mentre le questioni sulla possibilità degli omosessuali di diventare sacerdoti nella Wicca si presentano ormai raramente (nella mia esperienza), c’è invece ancora molto dibattito su come l’omosessualità possa adattarsi alla struttura della Wicca, in quanto religione della fertilità che pone l’accento su un Dio e su una Dea, con un ciclo mitologico prettamente eterosessuale. Non fraintendetemi, questa struttura non suggerisce certo che l’omosessualità sia sbagliata o che l’eterosessualità sia in qualche modo “migliore”, ma solleva qualche questione riguardo alla possibilità, per coloro per cui ogni atto di amore e piacere non è di natura eterosessuale, di poter adattarsi a celebrazioni interamente incentrate su un’unione eterosessuale.

Ma questa forse è solo la punta dell’iceberg.

Mentre la cultura occidentale (e altrove) inizia ad aprirsi ad alcune idee di genere che vadano oltre le idee tradizionali di “uomo” e “donna”, ci si deve forse chiedere se la Wicca sia preparata o meno a gestire una visione dei generi sessuali che vada oltre quella binaria.

La Wicca, per come si presenta oggi, è prevalentemente binaria, per lo meno nell’affrontare determinate questioni come i generi, la sessualità, e l’orientamento sessuale attraverso la sua struttura e il suo mito. Questo non significa che sia negativo. Questa struttura, al contrario, ci permette di esplorare alcuni Misteri molto importanti. Dopotutto, in quanto religione della fertilità, sarebbe quantomeno strano ignorare l’unione di maschio e femmina, che è stata la forza generatrice costitutiva per gran parte della storia umana. In ogni caso, esattamente come la struttura della Wicca si adattò perfettamente all’onda rivoluzionaria degli ultimi 50 anni, questa stessa struttura la renderà meno adatta a soddisfare i bisogni delle persone nei prossimi cinquant’anni?

Se la comprensione e l’accettazione delle diversità di genere continueranno come negli ultimi dieci anni (e perché non dovrebbero?), possiamo prevedere una situazione in cui tra cinquant’anni, la semplice struttura binaria wiccan basata su uomo-donna, non rifletterà più la concezione sociale dei generi, del sesso, dell’amore e dell’interazione umana.

Non sto dicendo che il modello sociale corrente non esisterà più. Guardiamo in faccia la realtà: uomini e donne eterosessuali continueranno ad essere una maggioranza. Ma ciò che cambierà (in base ai trend attuali) è la visione che la società avrà dei generi, dell’orientamento sessuale e delle relazioni. Gli omosessuali e i bisessuali (ad esempio) saranno probabilmente ancora una minoranza, se paragonati agli eterosessuali, ma basandoci sui trend attuali è giusto dire che nei prossimi cinquant’anni è possibile che le relazioni non-eterosessuali godranno degli stessi diritti di quelle eterosessuali. Allo stesso modo, i transessuali (ancora un esempio) saranno forse ancora una minoranza, ma l’idea sociale dei generi si sarà forse evoluta ben oltre la visione binaria, con un’equa accettazione dei transessuali. Similmente, le coppie monogame forse saranno ancora una maggioranza, ma i poliamori e altre forme non-monogame verranno accettate e viste come normali.

Guardando al mondo che verrà – e ovviamente, anche quello di oggi – dobbiamo chiederci: la struttura della Wicca, con la sua rappresentazione degli dei e il suo ciclo mitico, può includere, esplorare e celebrare uno stato d’essere che va oltre la dinamica maschio-femmina? E se non può, quali saranno le conseguenze per la Wicca in futuro?