Orgoglio e Pregiudizio al Pagan Pride

Share Button

Cronaca semiseria dei miei Pagan Pride

di Salvatore Fortunato

 

Anche quest’anno, nella tradizionale cornice di Villa Pamphili, si è tenuto il Pagan Pride Day. Per chi non lo sapesse, cosi come viene descritto dal sito ufficiale, esso é una “giornata che promuove la conoscenza delle vie pagane e l’ interscambio con altre tradizioni spirituali”[1]. Io ci sono stato tre volte (ma non quest’anno) e mi farebbe piacere raccontare come ha vissuto un pagano di provincia questa esperienza unica. É ovviamente solo la mia personale esperienza, in chiave anche un po’ scherzosa.

 

Dalla provincia con furore…

Come tutti i pagani di provincia, il sottoscritto é venuto a conoscenza dell’esistenza dell’evento tramite internet. Ti senti solo al mondo, i tuoi affetti, il tuo paese ti “vedono strano” se dici di essere pagano (almeno questo é quello che pensi all’inizio!)… Apri internet e leggi che ogni anno si riuniscono tutti i pagani d’Italia, dimostrando di esserne orgogliosi (almeno questo é quello che pensi) e… Bam! Ti sei già innamorato e vuoi andarci a tutti i costi! Così mi sono organizzato: trova la persona che ti ci viene, trova i mezzi con orari compatibili ( solo chi sta in provincia può capire questa grande difficoltà), trova i soldi… Alla fine arrivi a Roma. Aiutati da una gentilissima signora che ci ha indicato la fermata, siamo arrivati nella magnifica Villa Pamphili, immensa. E già lì ti metti a leggere la cartina come “una giapponese a Roma” per trovare il punto antistante a questo famoso “casinò” indicato dalla stellina, e dopo aver chiesto, ovviamente, ad un ragazzo intento a fare jogging arriviamo alla sospirata meta. Wow, la tua prima volta all’ Italian Pagan Pride day! Saliamo la collinetta certi di essere accolti dalla misteriosa “tisana di benvenuto”. In realtà non ti si fila nessuno… ma é normale sono tutti impegnati nel depositare i doni per gli amici a quattro zampe. Poi sono tutti volontari, ci vuole un lavoraccio per organizzare eventi di questa portata! Chiediamo a qualcuno e ci viene indicato un tavolo dove appoggiare le cosette da mangiare che amorevolmente avevamo preparato in attesa della condivisione. E la tisana? Va beh! Cerchiamo un posto dove sistemarci, stendiamo una coperta e ci mettiamo su, tipo pic-nic. Dopo mezzo minuto circa, ci viene in mente la stessa domanda: “e adesso, che si fa?”, ” boh, aspettiamo i seminari”, dico io con una notevole sensazione di disagio. Nel frattempo ci mettiamo ad osservare. Ci sono persone a gruppetti, stesi o accovacciati sulle coperte. Si parlano tutti e la sensazione é quella di essere estranei ad una festa tra amici. Si riconosce subito, dal look, l’organizzatore, ma ho un po’ di vergogna nel presentarmi…

Si sa come sono i provinciali! Continuiamo ad osservare. C’è gente con il cappello da elfo, altri vestiti come la famiglia Addams e tu che vieni dal paesino non puoi che pensare che tutto questo é un po’ strano per te. Arrivano i seminari, molto interessanti (anche se adesso non ricordo benissimo di cosa trattassero), poi il rito, ma prima ci presentiamo. Tutti disposti in cerchio, ognuno dice come si chiama e da dove viene. Arrivato il mio turno il disagio mi assale: Il 90% dei presenti é di Roma… “ma come non dovevano accorrere pagani da tutta Italia? In effetti sono pochini…” Penso, mentre faccio la mia presentazione. Arriva il rito e tutti, in silenzio, lanciamo dei semi in aria. Dopo un po’ andiamo via, il treno chiama! Sinceramente rimango deluso dall’incontro. Ci siamo sentiti a disagio e poco accolti, abbiano scambiato due parole con uno sconosciuto e… Diciamoci la verità, ci siamo annoiati. Partire da lontano per venire non é una buona idea. Ma decido di dare alla manifestazione una seconda possibilità…

 

E fu sera e fu mattina… seconda volta

Dopo la mia prima esperienza, complici vari moots e seminari, conosco varie persone del “mondo” neopagano che vanno regolarmente al pagan pride day. Bingo! Mi decido a riandare una seconda volta. Sempre in due decidiamo di arrivare con il treno alla stazione più vicina e fare una passeggiata a piedi. “Tanto c’è tempo!”. Ultime parole famose! Dalla stazione più vicina ci sono kilometri di salita. Ci sentiamo dei deficienti provinciali (non conoscendo Roma) e tra sudore e bestemmie arriviamo in ritardo. I seminari stanno per iniziare. Mi incuriosisce uno della fellowship of Isis dove un ragazzo illustra la concezione monistica dell’organizzazione. Allo stesso seminario c’è una ragazza che ho conosciuto ad un moot. Che bello una faccia conosciuta! Finito l’interessante seminario mi rendo conto che c’è un bel po’ di gente che “conosco” . “Ho capito il segreto del Pagan pride” penso tra me e me, “se ci si conosce é un’esperienza davvero bella!” Dopo aver chiacchierato con gli amici pagani, dobbiamo andare senza nemmeno aver visto le danze finali. É un peccato. Vado via molto soddisfatto. Anche se c’è gente strana e la sensazione é quella di entrare in un centro sociale, non vedo l’ora di ritornarci. Salutare persone conosciute e parlare di cose delle quali in genere non parli con nessuno (se non con pochissime persone) é una cosa fantastica.

 

E fu sera e fu mattina… terza volta

Nel frattempo divento uno dei promotori del famoso progetto art.8. Contento di ritornare al Pagan  pride day, propongo al suo organizzatore di discutere, in quella sede, del progetto (nonostante l’associazione lo avesse accolto freddamente). Accetta e ci accordiamo per un dibattito all’americana, di quelli con risposta e minuti contati. Questa volta arrivo con facilità ( cavolo é la terza volta!) e da solo e sono contento di ritrovare amici e facce conosciute. Una di queste “facce” però mi spiazza dicendomi: “ho saputo che ti hanno mandato i Trivi” . Questa frase mi ha lasciato davvero impietrito, prima di tutto perché mi ha fatto capire che c’era un forte pregiudizio verso una delle organizzazioni promotrici del progetto Art 8. Poi perché io ero davvero li per promuovere il progetto, in quanto credevo ( e credo tutt’ora) che il progetto in questione possa essere utile a tutti i pagani indipendentemente dalle varie associazioni. Dopo un po’, un’altro conoscente fa battutine del tipo: “hai portato le armi?”. ” Va beh” penso tra me e me, “sono solo battute dovute al fatto che l’organizzazione é dubbiosa sul progetto!”. In effetti, non c’è molta gente e molti dei presenti sono legati all’ associazione pagan pride. Tra social e conoscenze varie, si sa, questo mondo è piccolo. Stoicamente decido di affrontare il dibattito ma rimango subito deluso, c’è pochissima gente ad ascoltarci. Non tutti i partecipanti all’evento infatti siedono di fronte a noi, molti rimangono al tavolo “del cibo” , altri semplicemente si dileguano. Non so perché. Viene scelto come moderatore un amico e braccio destro del mio “avversario” cioè il presidente del pagan pride italia, ma è molto corretto, tanto da fargli personalmente i complimenti alla fine del dibattito. Prima di cominciare un ragazzo se ne esce con un frase del tipo: “che ne parliamo a fare? E’ una str******”. Certo con questo clima non si riesce di certo ad avere una discussione serena. Fortuna c’è una mia amica che placa il mio animo (anche se purtroppo ho Marte in Scorpione!). Dal “dabate” emergono parole chiave quali: soldi, chiesa, gerarchia … tutti termini usati in maniera strumentale dal mio “avversario”. “va beh” penso, “un po’ di populismo fa parte del gioco”. Alla fine del confronto, la controparte mi stringe la mano e mi fa : “così tutti si sono fatti un’idea”. Nella mia mente però penso: “tutti chi? Saranno massimo una trentina dei tuoi!”. Va beh, è andata. E’ stata comunque una bella giornata. Ritorno nella mia tana.

 

Le avventure di Pinocchio

Poco tempo dopo sui social network leggo con i miei occhi frasi del mio “avversario” , nel confronto al pagan pride day, del tipo: “ho dovuto placare la folla inferocita! Saranno state 300 persone”. In pratica si è detto che le masse presenti al fatidico evento volevano linciarmi, tanto era odiato il progetto (e a quanto pare anch’io!). In effetti quel giorno, sono venuti a dirmi che il “braccio sinistro” del presidente (mi sono ricordato dopo), voleva mettermi letteralmente le mani addosso, ma io l’avevo presa come uno scherzoso pettegolezzo! Fatto sta che, ricordandomi io diversamente, ho provato a vedere nella sezione fotografica del sito, una foto in testimonianza dell’evento. Peccato che dalle centinaia di foto scattate quel giorno, ce n’era solo una del “debate” che stranamente inquadrava solo me. Chiedo agli organizzatori se esistesse una foto che provasse così false affermazioni, ma mi è stato risposto picche. A questo punto non posso che pensare, e senza dietrologie, che ci sia un’intenzione mirata da parte degli organizzatori. Di fatti, dopo l’evento, il pagan pride day prende ufficialmente le distanze dal progetto art.8. Si sa ognuno ha le sue idee, ci mancherebbe, ma questo alone di falsità mi ha particolarmente irritato e la mia stima per l’intera associazione è calata sicuramente.

 

Orgoglioso di questa esperienza

Nonostante abbia letto di tutto in questi anni sul conto dell’evento in questione  (alcuni lo considerato una pagliacciata, altri un “pride” e come tale colorito ed eccesivo, altri ancora semplicemente inutile) ci sono stato e sono contento di aver fatto per tre volte un’esperienza simile. E’ sicuramente un luogo di ritrovo tra amici pagani. Certo la mia esperienza ha passato al vaglio le sensazioni che anni fa avevo. Prima di tutto la sensazione di ecumenicità dell’evento che avevo avuto quando ne ho scoperto l’esistenza. Questa “sensazione” è stata smentita in pieno. Per essere un evento di carattere nazionale, sono pochine le persone che arrivano. Certo i pagani in Italia sono pochi, hanno la particolarità di non volersi rivelare ecc però … Italian … forse Roman sarebbe più adeguato, data la provenienza della stragrande maggioranza dei partecipanti. Altra sensazione iniziale che ho avuto era quella di trovare lì il paganesimo. Quando inizi il tuo percorso credi (forma mentis) che il paganesimo sia un tutto omogeneo, ecco di certo il pagan pride stronca questa convinzione. Questa però può essere una cosa positiva. Il battesimo del fuoco nel mondo neopagano. Da quel giorno capisci che “l’ombrello” indicato dall’associazione per descrivere il movimento non basta, ci vuole un tendone da circo: chi pratica la wicca (eclettica), chi lo sciamanesimo, chi il culto di una indefinita Dea, chi è thelemita, chi odinista, chi semplicemente pagano, chi complicatamente solo eclettico! Di tutto un po’. Però si dice che sia questa l’essenza del neopaganesimo, o no? Viene però da riflettere sulla definizione dell’evento che ho scritto all’inizio dell’articolo: “giornata che promuove la conoscenza delle vie pagane e l’ interscambio con altre tradizioni spirituali”. Per esperienza personale posso dire che di “conoscenza” ce n’è ben poca nel senso che torni più confuso di prima … per l’interscambio, ci può stare, a patto di non essere troppo orgogliosi.



[1] http://www.paganpride.it/index.php?option=com_content&view=article&id=19&Itemid=15&lang=it

Share Button

You may also like...

9 Responses

  1. Nahima scrive:

    Innanzitutto questo articolo parla di edizioni del Pagan Pride di qualche anno fa… non certo quella del 2014. (Forse era il 2012)
    I temi della discussione, di cui si racconta nell’articolo, sono stati successivamente affrontati più e più volte, analizzati, da ogni punto di vista, e discussi da molte persone su siti e pagine in giro sul web… Credo che appellarsi ancora al fatidico scontro di quel giorno sia argomentazione vecchia e superata!
    Inolte il Pagan Pride Day è un evento libero, no-profit, un raduno di neopagani provenienti dalle più svariate tradizioni.
    Ci si può incontrare, conoscere, discutere… oppure si può rimanere in disparte tutto il tempo! Forse serve soltanto un po’ di intraprendenza, all’inizio!
    L’organizzazione si assicura soltanto di avere un minimo di programma e di gestire, a grandi linee, lo svolgersi dell’evento, che però rimane sostanzialmente libero! Se c’è carenza di qualche servizio, la soluzione potrebbe essere quella di proporsi come volontario per gestire la problematica riscontrata! Lamentarsi non serve a molto. Il PPD è un’evento che appartiene a tutta la comunità pagana, apportare migliorie è responsabilità di ognuno! Oppure si può scegliere di usufruire di quello che c’è, senza lamentarsi!
    Lo stesso vale se la partecipazione è di 100 persone o di 1000. Nessuno costringe nessuno a partecipare! Se la maggior parte delle persone provengono da Roma, è solo perchè l’evento si svolge a Roma… Se fosse organizzato a Milano pensi che sarebbe diverso?

    • Laura scrive:

      Io al PPD non ci sono mai stata e mai ci andrò, quindi lungi da me attribuire all’evento una pessima organizzazione, ma se si parla di un’organizzazione mi aspetto che organizzi! Questo vale per qualsiasi evento gratuito o meno, pubblico o privato anche quando si fa volontariato lo si fa bene. Ultima precisazione il PPD non appartiene a tutta la comunità pagana, ma a quella parte che lo frequenta…. Auguro lunga vita al PPD, ma per favore non confondiamolo con la comunità tutta perché è molto più vasta e variegata fortunatamente 🙂

  2. Dario Moriconi scrive:

    Per quanto mi riguarda sono quattro anni che partecipo al PPD, e mi sono trovato sempre benissimo!
    Il primo anno ovviamente un po di tensione c’è, comunque sei in un posto nuovo, non conosci nessuno, ecc… Poi però se vuoi goderti la giornata ti fai coraggio ed inizi a parlare con qualcuno, e ti accorgi che in realtà non sono tutti estranei, ma qualcuno lo conosci tramite fb, qualcuno tramite forum e con qualcuno ci fai amicizia lì per lì! Anche perché, diciamolo, provinciali o no, tra noi pagani c’è sempre la voglia di chiacchierare e comunicare, dato che la maggior parte del tempo nei giorni “normali” la passiamo con persone con le quali non si può parlare di certi argomenti!
    Sul fatto che per la maggior parte siano tutti Romani, certo la colpa non la si può dare agli organizzatori, uno più di darsi da fare sul posto non è che può andare anche a prenderli a casa! Se le persone sono interessate si armano di buona volontà, e santa pazienza, e vengono all’evento. Che poi i trasporti pubblici di Roma non sono proprio il massimo della praticità, beh… Su questo penso che pagano e non pagani, siamo tutti d’accordo.
    Per quanto riguarda il famigerato dibattito… Io c’ero. È stato un dibattito dei più classici: gente che si parla sopra, persone che provano a placare gli animi, qualcuno era presente solo per il piacere del battibecco, e alla fine ognuno se n’è andato restando della propria idea. Insomma, niente di diversa da un qualsiasi dibattito sulla politica, sulla religione o su qualsiasi altro soggetto…
    Il Pagan Pride Day è un’ottima opportunità per tutti noi di uscire dal nostro piccolo orticello e confrontarci con altre realtà. Sta ad ognuno di noi cogliere o no questa opportunità.

  3. Marco Visconti scrive:

    …tranquillo Salvatore, fra qualche anno farai il salto ancora più lungo e approderai qui in Inghilterra, magari ad una Witchfest o ad un evento della Pagan Federation: e a quel punto si che sarai definitivamente confuso sulla natura di quella “ecumenicità” che non comprendi ora, e probabilmente non capirai mai, visto che non cerchi altro che la versione verde e gay-friendly della Chiesa Cattolica. Hint: esiste già, la prossima volta che passi per Roma vai a trovare Papa Francesco. Dopotutto, i Trivi già scrivono ler Sua Santità, no?

  4. Salvatore scrive:

    Magari fai prima tu a venire in provincia, sai tra un po’ c’è la raccolta delle olive, potresti darmi una mano così magari comprenderesti il “come si campa”! Marco Visconti… non aggiungo altro P.S. Devi soffrire davvero molto… mi dispiace!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *