Che la mia venerazione risieda nel cuore che gioisce di Vivianne Crowley

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Che la mia venerazione risieda nel cuore che gioisce

di Vivianne Crowley

Tutte le culture hanno giorni speciali come il Giorno del Ringraziamento in America, in cui si rende grazie e si gioisce dei doni che l’universo ci ha dato. Le giornate dedicate al ringraziamento sono utili promemoria per dare valore ciò che abbiamo; ma come pagani siamo fortunati ad avere molti rituali celebrativi. La maggior parte dei rituali includono offerte di vino, biscotti o altro cibo: momenti in cui ringraziamo gli Dei per i doni del mondo naturale che ci sostiene.

Ringraziare gli antenati – Olivia Durdin-Robertson

Durante le nostre festività onoriamo e rendiamo grazie per un particolare ciclo stagionale. Siamo a metà strada tra Samhain, la festa dei morti, e Yule, la festa della rinascita. A Samhain abbiamo ringraziato gli antenati – gli antenati di sangue, nostri parenti; gli antenati della terra, i pagani che sono venuti prima di noi sulla terra che abitiamo; e gli antenati spirituali – quei pionieri dello spirito che ci hanno ispirato attraverso il loro lavoro, i loro scritti e le loro vite. Questo mese un nuovo spirito si unisce agli antenati – Olivia Durdin-Robertson (13 aprile 1917 – 14 novembre 2013), co-fondatrice della Fellowship of Isis. Una minuscola donna che scoppiava di energia fino alla metà dei suoi novant’anni, il suo lavoro per la Dea non è mai cessato. È stata un’ispirazione per la sua devozione nel revival del culto della Dea e anche per la sua attitudine verso la vita, che era quella di un’incessante gioia e celebrazione.

 

Gioia

La gente si avvicina la paganesimo per molte ragioni. Alcuni trovano quello che stavano cercando e rimangono, altri proseguono la loro strada da altre parti. Ci avviciniamo cercando cose diverse – crescita spirituale, riconnessione con la natura, sviluppare poteri magici e spirituali, trovare ciò di cui altre tradizioni mancano. Una delle ragioni per cui molti rimangono è perché troviamo anche qualcosa che non ci aspettavamo – un senso di gioia e di meraviglia. La profonda connessione del paganesimo con il mondo della natura, e i profondi legami che creiamo con gli altri in questo cammino, sono una fonte di gioia. Da questa gioia sviluppiamo un senso di gratitudine. Siamo gioiosi e vediamo il mondo in modo nuovo. Il bicchiere ora è mezzo pieno, non mezzo vuoto. Apprezziamo e diamo valore al mondo intorno a noi e a quelli con cui lo condividiamo.

 

Figli della terra e del cielo stellato

Tutti i sentieri pagani enfatizzano l’importanza di godersi la vita sulla terra e la vita nel corpo. Si tratta di una visione del mondo radicalmente diversa da quelle di tradizioni spirituali che vedono la vita nel corpo come un esilio dal divino; un tempo di sofferenza che ci prepara per una vita migliore altrove. Per i pagani il divino è presente in tutta la creazione, così possiamo trovare il divino tutt’intorno a noi – se solo abbiamo occhi per vedere. Quando ci svegliamo ogni mattina possiamo essere grati che siamo svegli; che siamo vivi; che siamo esseri consapevoli in questo universo meravigliosamente bello che condividiamo con gli Dei; che siamo nelle parole dei Misteri Orfici, “I figli della terra e del cielo stellato e non c’è parte di noi che non sia degli Dei”.

 

Compassione

La compassione è strettamente legata alla gioia e sull’albero della vita cabalistico è una qualità della sephira di Chesed. Nella tradizione magica occidentale Chesed è associata al pianeta Giove, che è il pianeta che governa il Sagittario, il segno astrologico in cui stiamo entrando. All’entrata nel Sagittario, cominciamo la transizione dall’essere focalizzati sulla morte al tempo della gioia che precede Yule, quando aspettiamo la rinascita del Sole. È un tempo in cui dedicarci alla compassione e alla gioia. Accogliamo un momento interiore di energia con il quale stendiamo la mano verso l’universo e permettiamo a un certo tipo di sentimenti di fluire verso di noi – un amorevole calore che è aperto e non giudicante; un amorevole calore che abbraccia il mondo. Questo sentire è ciò che nel buddismo è chiamato mettā, amorevole-gentilezza.

 

“Un tempo ero come Biancaneve, poi mi sono lasciata andare” – Mae West

La meditazione buddista spesso include uno stadio di focalizzazione sul mettā e l’invio di amorevole gentilezza a se stessi e poi agli altri. Perché cominciare da noi stessi? Essere realistici su noi stessi, accettare le nostre debolezze e i nostri fallimenti è un passo importante nella crescita spirituale. Se riusciamo ad accettare le nostre imperfezioni, possiamo accettare più facilmente le mancanze degli altri. Amare noi stessi non significa pensare che siamo perfetti, ma piuttosto accettare che siamo imperfetti ma ci sforziamo di fare del nostro meglio nel mondo, come gli altri intorno a noi.

 

La meditazione della compassione

Una meditazione sulla compassione è un buon modo per iniziare e/o finire qualunque meditazione quotidiana mentre ci dirigiamo verso Yule. Quando permettiamo a noi stessi di divenire canali di amorevole compassione stiamo compiendo un atto di volontà magica. Il lavoro con queste energie è potente e trasformante, perché esse cambiano il nostro stato interiore e a sua volta questo cambia il modo in cui interagiamo con gli altri. Diveniamo il calice del Graal che trabocca.

Visualizzate un’immagine di voi stessi davanti a voi, irradiate amore e compassione verso il vostro fragile sé umano.

Visualizzate un’immagine di qualcuno che amate alla vostra destra, irradiate amore e compassione verso lui o lei.

Visualizzate dietro di voi l’immagine di qualcuno verso il quale avete sentimenti neutri, irradiate amore e compassione verso lui o lei.

Visualizzate alla vostra sinistra qualcuno con cui avete delle difficoltà, irradiate amore e compassione verso lui o lei.

Visualizzate tutti e quattro voi intorno a voi e irradiate amore e compassione verso le quattro direzioni.

Ora permettete al vostro amore e alla vostra compassione di espandersi e fluire ulteriormente verso l’esterno; a riempire lo spazio intorno a voi – la stanza, la vostra casa, e poi intorno alla vostra casa e verso l’esterno sul vicinato, e in fine oltre i distanti orizzonti.

Siate consapevoli che anche altri intorno al mondo stanno irradiando compassione. Non siete soli, ma parte di una comunità spirituale che lavora per rendere il mondo un posto migliore ora e nel futuro.

 

Traduzione di Rossella Di Vaio

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