Beltane – il dormiente si risveglia?

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Beltane è la stagione della maturazione sessuale, della gravidanza, è il momento di radicarsi e di essere pienamente nel proprio corpo. È la celebrazione dei sensi e del mondo sensibile.

di Vivianne Crowley – trad. Voxifera

Beltane magick here we sing,

Chant the rune and dance the ring,

Joy and blessing shall it bring,

Let the sleeper awake!

Doreen Valiente (1971) ‘A Chant for Beltane’

 

Per noi che abitiamo nell’emisfero settentrionale, il segno zodiacale legato a Beltane è il Toro, governato dal pianeta Venere. Beltane esprime la gioia di vivere in un mondo che è anche materiale. Trovare piacere nel mondo fa parte dell’essere pagani. Il Paganesimo riguarda infatti il “qui e ora”, e l’apprezzare ciò che ci circonda. Vivere il piacere del momento non è semplice edonismo ma è anche saper apprezzare le meraviglie dell’esperienza sensoriale.

La magia di Beltaine qui cantiamo

Sono solita includere il canto di Beltane di Doreen nella mia celebrazione di Beltane. Ho condiviso molti grandi sabbat con Doreen nei boschi del sud dell’Inghilterra ed è impossibile pensare ad una persona più radicata. Era quel tipo di persona che poteva focalizzarsi interamente sull’essere in natura, sempre skyclad sotto il suo matello verde, in qualunque stagione, ma penso sempre a lei soprattutto a Beltane e a Samhain.

In Inghilterra, Beltane è una delle stagioni più belle, con l’incredibile quantità di verde, le foglie rigogliose delle campanule che iniziano ad apparire tra gli alberi, la freschezza dell’erba, il profumo dei fiori e della terra umida, il canto vivace degli uccelli che competono per trovare una compagna e difendere il proprio territorio. Beltane è un vero assalto ai sensi – se usciamo di casa e dalle nostre “teste”.

Molti di noi vivono separati dal mondo che ci circonda. Usciamo di casa, ci infiliamo in macchina per raggiungere un altro edificio, molto spesso senza avere alcun contatto con il mondo al di fuori. Spesso, ci aggiriamo quasi storditi. Con le cuffie collegate ai nostri dispositivi, ci chiudiamo nei nostri pensieri, fantasie e suoni, e le nostre menti riescono a malapena registrare gli stimoli che i nostri sensi ci offrono. Usiamo dei suoni per isolarci da altri suoni, e così non sentiamo se gli uccelli cantano. Possiamo raggiungere la nostra macchina o la stazione senza notare nulla della strada che percorriamo. Solo quando succede qualcosa di strano ci rendiamo improvvisamente conto e realizziamo finalmente dove siamo.

 ‘Risvegliamo il dormiente!’

Possiamo pensare che il “dormiente” sia la nostra consapevolezza, cullata dalla quotidianità  in una specie di soporifera monotonia. Quando ci “risvegliamo”, diventiamo consapevoli del mondo intorno a noi. Se riusciamo a vivere pienamente il presente, e a prendere tutto ciò che esso ci offre, allora saremo davvero vivi. L’idea che la vera potenzialità della psiche sia latente e addormentata in una specie di sogno vigile è comune a molte tradizioni spirituali. Beltane è il momento buono per risvegliare la psiche. I giorni si allungano, il bel tempo ci fa uscire di casa, e la natura è freneticamente attiva. Le energie di Beltane riguardano esclusivamente il risveglio.

Come antidoto contro una vita dissociata da ciò che accade intorno a noi e dentro di noi, in Occidente cresce sempre di più l’interesse per il mindfulness. Il mindfulness, come viene insegnato tradizionalmente, viene dal Buddismo, ma si possono trovare concetti simili anche nel Paganesimo. Le tradizioni indigene enfatizzano spesso questo modo di entrare in contatto con il mondo naturale – consapevoli, svegli e attenti alle interconnessioni tra noi e ciò che ci circonda. Le pratiche e i concetti mindfulness si ritrovano anche nel Paganesimo pre-cristiano – nella filosofia greca di Epicuro, per esempio, e nella filosofia greco-romana degli stoici come Seneca e l’imperatore romane Marco Aurelio.

Cantiamo la runa e danziamo in cerchio

Passare da Belatne allo Stoicismo può sembrare un bel salto, ma se ci pensiamo forse non è così. Parte della bellezza del Paganesimo contemporaneo risiede proprio nella riconnessione con la vite presente. Il ciclo stagionale celebra l’essere qui, adesso, in questo corpo, in questo tempo, in questo luogo, con questo particolare gruppo di persone. Non stiamo celebrando le imprese passate di un eroe spirituale, stiamo celebrando ciò che ci circonda nel mondo della natura e dentro di noi e lo apprezziamo nella sua interezza. Il messaggio del Paganesimo ci ricorda costantemente che tutte le fasi dell’esistenza hanno il proprio tempo e il proprio luogo. L’inverno non è “meglio” o “peggio” dell’estate; la vita non è meglio o peggio di quel cambiamento fisico che chiamiamo “morte”. Ogni filo della mutevole trama dell’esistenza ha il suo tempo, il suo luogo e il suo scopo.

Come possiamo includere il mindfulness in una celebrazione di Beltane? Meditare camminando si adatta molto bene al Paganesimo – camminare consapevolmente nella natura, o in uno spazio sacro, focalizzandoci sul nostro respiro, il movimento dei nostri fianchi mentre camminiamo, consapevoli degli stimoli visivi, dei suoni, e degli odori attorno a noi, e focalizzandoci completamente sul momento presente. Questo può essere una sorta di processione verso il luogo sacro del nostro rituale, o può essere un cammino a spirale durante un rito. Queste pratiche più tranquille e riflessive possono aiutarci ad essere radicati nel presente quando iniziamo i nostri rituali. Ciò non significa che non danzeremo,  canteremo e suoneremo tamburi abbandonandoci gioiosamente, ma i momenti di riflessione attenta possono arricchire la nostra esperienza rituale con un altra attitudine. E nel contrasto tra le due attitudini che il Paganesimo abbraccia, nell’equilibrio tra gioia e venerazione, troviamo l’equilibrio e una nuova energia creativa.

Possa portare gioia e benedizione

Il mindfulness può aiutarci ad apprezzare le maree stagionali nella vita di tutti i giorni. A A Beltane è il momento di apprezzare la sensualità. I nostri corpi ci sono stati donati dagli Dei come dimora del nostro spirito, ma sono anche mezzi attraverso i quali possiamo esplorare e comprendere attraverso i nostri sensi il mondo divino attorno a noi. Uno dei modi per farlo è certamente quello di celebrare il sabba attraverso il sesso sacro, onorando il divino nel proprio partner  e in sé stessi. Se abbiamo partner da molto tempo, è facile che il sesso diventi “inconsapevole” routine. L’idea di fare sesso il giorno del sabba ci ricorda di dedicare del tempo al proprio partner, senza pensare ai bambini, o alle email, o alla lavatrice, o a tutte quelle altre responsabilità che tormentano la nostra consapevolezza. Il sesso consapevole significa focalizzarsi totalmente sul momento presente fatto di immagini, odori, tatto e gusto tra un corpo e l’altro. Se ci focalizziamo totalmente su questi momenti, possono diventare dei viaggi di riscoperta, risvegliando le memorie di quando ci siamo trovati per la prima volta con la persona amata.

E per finire, come ho iniziato, con le parole di Doreen:

Let the streams and fields be pure,
Earth and sky be clean once more,
Love and laughter long endure,
Let the sleeper awake!

Un felice e consapevole Beltane!

 

Vivianne Crowley insegna mindfulness individualmente e in gruppo in ambiti spirituali e non-spirituale.

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